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Non aprite quella porta di Marcus Nispel

17 novembre 2003 Recensioni 12 Commenti
Non aprite quella porta

Eagle Pictures, 28 Novembre 2003 – Spaventoso

Nel profondo sud degli Stati Uniti, in Texas, un gruppo di cinque amici si imbatte in una insolita famiglia dalle altrettanto insolite abitudini alimentari. Qualcosa nella casa di quella famiglia li attrae e li respinge…


Andrew Bryniarski in Non aprite quella portaNel 1974 il mondo dell’horror made in USA – ma anche quello di tutto il cinema mondiale – fu scosso dall’uscita di un piccolo film indipendente, nominalmente basato su una storia vera accaduta poco tempo prima. The Texas Chainsaw Massacre (“massacro nel Texas a colpi di motosega”) fu auto-finanziato da un gruppo di amici e diretto da Tobe Hooper, che mai seppe ripetere quell’exploit nel resto della sua carriera. A trent’anni di distanza, la storia di Non aprite quella porta torna sui nostri schermi così come ce la racconta il videoclipparo Marcus Nispel con l’aiuto di Michael Bay e dello stesso direttore della fotografia dell’originale, ossia in maniera molto diversa da come l’aveva narrata Hooper.

Eric Balfour, Jonathan Tucker, Jessica Biel, Mike Vogel ed Erica Leerhsen in Non aprite quella porta19 Agosto 1973. Cinque ragazzi stanno attraversando il Texas per andare a Dallas a sentire un concerto. In una stradina di provincia si imbattono in una ragazza che cammina a fatica, sporca di sangue ed in stato confusionale. Decidono di prenderla a bordo e portarla in città, ma la giovane inizia a farfugliare qualcosa a proposito di qualcuno che ha cercato di ucciderla poi tira fuori una pistola e si spara un colpo in bocca. Alla prima stazione di servizio, i cinque si fermano e telefonano allo sceriffo, che chiede loro di raggiungerlo al mulino degli Hewitt. Poco contenti, i cinque ripartono ed arrivano al mulino prima dello sceriffo. Qui incontrano però il piccolo Jedidiah, e mentre lo sceriffo Hoit arriva al mulino e impacchetta il cadavere, uno dei ragazzi si imbatte in Thomas Hewitt, “Faccia-di-cuoio”, che in quattro e quattr’otto ne fa carne da macello…

Andrew Bryniarski in una scena di Non aprite quella portaPur ripresentando lo stesso soggetto ed una sequenza di eventi molto simile (d’altra parte è una storia vera, no?), la versione 2003 di Non aprite quella porta è un film completamente diverso dal prototipo. Dove la pellicola di Hooper era violenta ma non cruda, questa ci vomita addosso litri di sangue; dove la versione originale era angosciante più che spaventosa, questa si affida ai colpi classici del cinema orrorifico. Dire, come ha scritto qualcuno negli Stati Uniti, che Nispel ha reinventato il film è francamente esagerato vista la chiara non autorialità del progetto, ma ne ha comunque saputo fare un efficace remake in linea con le regole moderne del cinema di genere.

Jessica Biel in Non aprite quella portaNonostante qualche lungaggine di sceneggiatura (fosse durato venti minuti meno non sarebbe cambiato nulla) ed una sostanziale prevedibilità di fondo (più sei un attore famoso più tardi ti troverai in pericolo di vita), il film appassiona e spaventa, pur non riuscendo mai ad esaltare. Qualche tocco di ironia (la testa del nostro “collega” di Ain’t It Cool News su un piatto d’argento) ed una strizzata d’occhio ai B-Movies anni ’70-’80 (maglietta bianca, tanta acqua, tette grosse…) non fanno altro che aggiungere una dimensione ad un film dedicato esclusivamente ai cultori del genere, decisamente valido ma certo non meritevole di raggiungere lo status di cult-movie.


La locandina statunitense di Non aprite quella portaTitolo: Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre)
Regia: Marcus Nispel
Sceneggiatura: Scott Kosar
Fotografia: Daniel Pearl
Interpreti: Jessica Biel, Jonathan Tucker, Erica Leerhsen, Mike Vogel, Eric Balfour, Andrew Bryniarski, R. Lee Ermey, David Dorfman, Lauren German, Terrence Evans, Marietta Marich, Heather Kafka, Brad Leland
Nazionalità: USA, 2003
Durata: 1h. 38′


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Attualmente ci sono 12 commenti a questo articolo:

  1. A scrive:

    Micharl Bay, Zack Snyder e Marcus Nispel sono il peggio del peggio del peggio dei registi americani oggi in circolazione. Uno più tamarro dell’altro. Produttori del classico TRUZZO MOVIE e corrispettivi dei Moccia e De Sica nostrani. Penosi

  2. Edoardo scrive:

    Beh non esagerare…sono penosi,ma per arrivare ai livelli di squallore raggiunti da Moccia ce ne vuole,eppoi questo remake di “Non aprite quella porta” è stranamente ben riuscito,a differenza di tutti gli altri remake prodotti da Bay.

  3. Anonimo scrive:

    Il film originale è veramene bello questo vale meno di zero. La ragazza terrorizzata del primo film è stata sostituita con questa super gnocca con delle frasette alla sex and the city e ovviamente superforte -che a momenti uccide il bestione. guardatevi l’originale questo è da evitare

  4. Alberto Cassani scrive:

    Quello di Tobe Hooper è un gran bel film, però secondo me anche questo non è da buttare. E’ stupido e a tratti girato così così, ma nel suo insieme è uno dei migliori teen horror dell’ultima generazione. Il che non vuol dire sia un bel film in senso assoluto, però qualche balzo sulla poltrona lo si fa.

  5. Marco scrive:

    Senza scomodare l’originale, questo non l’ho reputo un bel teen horror o almeno non è uno dei migliori lavori della Platinum Dunes.

  6. Anonimo scrive:

    La classica tamarrata. Lo sconsiglio a tutti gli amanti del bel cinema horror. Guardatevi l’orginale tutta un’altra storia

  7. schifo scrive:

    un film veramente stupido a tratti irritante

  8. Riccardo scrive:

    Vedo che questo ti è piaciuto Alberto, ma come conideri l’originale?

    Io se facessi la recensione del film di hooper gli darei semaforo verde e stellina.

  9. Alberto Cassani scrive:

    Mi era piaciuto molto, l’originale. Mi aveva colpito quando l’avevo visto da ragazzino, poi l’avevo riguardato il giorno dopo aver visto questo, trovandolo molto ben fatto. Però le stelline sarebbero un’esagerazione.

  10. Riccardo scrive:

    Anche per Shining o Nosferatu ( sia quello di Murnau che quello di Herzog )?

  11. Alberto Cassani scrive:

    Qui ci sarebbe da fare un discorso un po’ più ampio, relativo anche all’importanza del film nella storia del cinema. Probabilmente non darei le stelline a nessuno dei tre, ma è molto facile che in tutti e tre i casi accontenterei la richiesta del recensore. Il Nosferatu di Murnau me lo ricordo proprio poco, ma dei tre quello di Herzog è stato il film che mi è piaciuto di più.

  12. Riccardo scrive:

    In effetti è molto onirico, la scena in cui ad esempio Dracula giunge a Wismar con i ratti nella nave fantasma, sembra veramente di vedere un sogno, idem per il suggestivo incipit con le mummie e i pipistrelli al rallentatore. Penso che sia il miglior film tratto dal romanzo di Stoker.

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