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"Onde Road" di Massimo Ivan Falsetta

26 marzo 2015 Recensioni 0 Commenti
Onde Road

Distribuzione Indipendente, 26 Marzo 2015 – Grezzo

Tutte le frequenze delle radio moderne sono state bloccate. Le uniche trasmissioni udibili provengono da un luogo sperduto della Calabria da cui la voce di una speaker dichiara di voler ritornare all’esperienza delle radio libere. Sarà compito della censura futuribile e dell’agente Barbara Cambrea riportare la situazione alla normalità…


Barbara Cambrea in una scena di Onde RoadPer celebrare i quarant’anni dalla nascita delle radio libere in Italia, il regista Massimo Ivan Falsetta costruisce una cornice narrativa per raccogliere le testimonianze documentarie dei protagonisti che vissero quella storia. In una Calabria ingabbiata da un passato troppo vivo di tradizioni e di cattive abitudini, la protagonista compie il suo viaggio on the road, durante il quale non mancano strane apparizioni aliene né incontri bizzarri che fanno da preludio e cornice alle interviste raccolte.

Awanagana in una scena di Onde RoadNon ci sono attori, in Onde Road: solo professionisti della radio; e questo è un male percepibile già nei primi istanti, quando la recitazione macchinosa di Barbara Cambrea s’impone come primo ostacolo alla credibilità dell’impianto narrativo. Finzione e documentario non si amalgamano. Falsetta dichiara di aver voluto dare alla sceneggiatura la stessa struttura del palinsesto di una radio libera e questo, sul montaggio sonoro, si traduce con una buona mescolanza di brani musicali, registrazioni di repertorio, testimonianze e intermezzi filosofici che ne fanno un ottimo film da ascoltare. Diverso è per il montaggio visivo, dilaniato da raccordi sbagliati, fotografia sgranata e scene monolitiche, quasi che l’ispirazione al palinsesto si sia fermata ad apprezzarne la povertà di mezzi e l’inesperienza di molti autori e speaker. Eppure Falsetta non manca d’esperienza, sebbene abbia alle spalle prevalentemente cortometraggi e videoclip, e forse i tanti errori di regia sono solo conseguenza dei fondi regionali disposti per finanziare il progetto e mai elargiti.

Una scena di Onde RoadI volti di questa sorta di documentario pop sono famosi pur non essendosi (quasi) mai svelati. Oltre ai più conosciuti Federico l’Olandese Volante e Awanagana, ecco tanti speaker e autori calabresi, volti di voci che furono famose, spesso con nomi d’arte. L’unico volto a non svelarsi è quello della speaker-terrorista interpretata da Francesca Zavettieri, figura emblematica del tentativo di attuare piuttosto che evocare la purezza del mezzo radiofonico e dell’indipendenza dal linguaggio condiviso, che negli anni del trionfo di internet appare nuovamente monopolizzato non da un’emittente unica quanto da una modalità espressiva. Onde Road resta un buon progetto, bello da leggere e da ascoltare piuttosto che da vedere, che nasce con la voglia di colmare la nostalgia di un ideale ma che nel risultato non arriva all’altezza di altri titoli come I Love Radio Rock o Lavorare con lentezza.


La locandina di Onde RoadTitolo: Onde Road
Regia: Massimo Ivan Falsetta
Sceneggiatura: Massimo Ivan Falsetta
Fotografia: Alfonso Martino
Interpreti: Federico l’Olandese Volante, Awanagana, Fabrice Quagliotti, Giacomo Battaglia, Luigi Miseferi, Francesca Zavettieri, Barbara Cambrea, Paolo Pasquali, Frank Teti, Francesco Silvestri, Giuliana Zangaro, Adamo, Mr. Cin Cin, DJ Phantom, Jonathan super disco, Tony King
Nazionalità: Italia, 2014
Durata: 1h. 40′


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