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"Lavorare con lentezza" di Guido Chiesa

6 ottobre 2004 Recensioni 0 Commenti
Lavorare con lentezza

Fandango, 1 Ottobre 2004 – Nostalgico

Due squattrinati ventenni di Bologna vengono ingaggiati da un piccolo ricettatore per scavare un tunnel fino ad una banca del centro. Scavando ascoltano Radio Alice, e decidono di presentarsi nella sede dell’emittente, dove scoprono un mondo a loro totalmente nuovo, fatto di ragazze, ideai politici, dischi, canne e fumetti…


Lavorare con lentezza, film di Guido Chiesa in concorso alla 61ª edizione del Festival di Venezia, è un caos di citazioni, un’accozzaglia di riferimenti e un groviglio di allusioni. Dispiace sempre non poter apprezzare completamente un film italiano, specie se lo sforzo produttivo è di quelli importanti e se la storia è ben elaborata.

Tommaso Ramenghi e Marco Luisi in Lavorare con lentezzaLa sceneggiatura, scritta dal regista insieme con i cinque membri del collettivo Wu Ming, è un romanzo popolare. La linea narrativa cita l’esperienza di Cesare Battisti, il fumetto di Pazienza, il rock trasmesso dalle radio libere, ma tocca anche i disordini del marzo bolognese ricordando i metodi discutibili con cui le forze dell’ordine cercavano di risolvere la grana Radio Alice. Convincenti tutte le scene con Max Mazzotta, già impegnato nel settantasettino Paz! di Renato De Maria e qui goffo carabiniere calabrese. Quelle recitate insieme con Valerio Mastandrea, bravo e credibile, non sono solo semplici gag tra i due carabinieri delle barzellette, dietro c’è molto di più. Le forze dell’ordine ascoltavano tutto il giorno Radio Alice per trovare riscontro alle regolari accuse di attività sovversive, ma a furia di sintonizzarsi su quelle frequenze finivano per appassionarsi alla programmazione. Alla fine anche loro condividevano quei messaggi.

Una scena di Lavorare con lentezzaNon si capisce come Radio Alice abbia influito – l’ha fatto? – sull’esito delle contestazioni studentesche. Tuttavia, quell’esperienza rimane irripetibile perché fu una piccola grande rivoluzione culturale: un gruppo di ragazzi riesce a mettere insieme una radio senza nessun mezzo a disposizione. Questa è creatività. Ma proprio in nome di Radio Alice, questo film avrebbe dovuto rischiare un po’ di più. Com’era il collettivo di Radio Alice? Siamo sicuri che i ragazzi avevano la spensierata comicità di Massimo Coppola e l’inespressiva immobilità di Claudia Pandolfi? Il film sulla radio libera più creativa e genialoide degli anni Settanta manca clamorosamente perché non riesce ad essere credibile. I giovani rappresentati sono penosamente normali, forse un po’ fricchettoni, ma per niente creativi. Anche visivamente, sono molto stereotipati. Basta vestirsi come a carnevale per contestare?

Sono stati scritti libri e girati documentari su quel gruppo geniale. Tra questi: Alice è il diavolo. Storia di una radio sovversiva di cui è coautore Franco “Bifo” Berardi, presente anche in Lavorare con lentezza, e l’ottimo documentario Alice è in Paradiso dello stesso Guido Chiesa. Regista apprezzabile come documentarista, leggermente meno come regista di fiction.


La locandina di Lavorare con lentezzaTitolo: Lavorare con lentezza (Radio Alice 100.6 Mhz)
Regia: Guido Chiesa
Sceneggiatura: Wu Ming, Guido Chiesa
Fotografia: Gherardo Gossi
Interpreti: Tommaso Ramenghi, Marco Luisi, Claudia Pandolfi, Valerio Mastandrea, Max Mazzotta, Valerio Binasco, Jacopo Bonvicini, Massimo Coppola, Afterhours, Allison Forest, Antonio Petrocelli, Franco “Bifo” Berardi
Nazionalità: Italia, 2004
Durata: 1h. 51′


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