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Opera senza autore di Florian Henckel von Donnersmarck

7 settembre 2018 Recensioni 0 Commenti
Festival di Venezia 2018

01 Distribution, 4 Ottobre 2018 – Televisivo

Nella Germania della prima metà del XX secolo, un giovane artista si innamora della figlia di un famoso ginecologo. Il nazismo prima, il comunismo poi e il padre di lei sempre cercano di interrompere la loro storia d’amore, ma i due riescono a fuggire a Ovest e a costruirsi una nuova vita…


Florian Henkel von Donnesmarck , l’acclamato regista di Le vite degli altri, si ripresenta al pubblico 8 anni dopo l’insuccesso di The Tourist. In concorso al Festival di Venezia 2018, Opera senza autore è un film bulimico di tre ore e otto minuti, nettamente diviso in tre parti da un’ora l’una. Va detto subito, e chiaramente, che si tratta di un buon film, a tratti ottimo; soprattutto nella prima parte, la più dura. Ma va detto altrettanto chiaramente che è un film che fa di tutto per piacere.

Forse scottato dall’insuccesso del precedente lavoro, von Donnesmarck sembra fare qualsiasi cosa in suo potere per ingraziarsi il pubblico: dapprima sceglie due tematiche sicuramente vincenti (due giovani innamorati contro tutti e l’artista in cerca di ispirazione), poi sceglie interpreti bellissimi (Paula Beer e Paul Schilling), caratterizza un cattivo a tutto tondo (Sebastian Koch) e per finire sceglie una regia sufficientemente piatta da rendere il film facilmente fruibile a chiunque. Questo voler piacere a tutti i costi affoga un po’ tutte le caratteristiche positive del film – la prima ora che racconta l’orrore del nazismo, la seconda che indaga il passaggio e la vita durante il regime comunista e il finale che spiega come l’artista riesca a trovare la sua ispirazione – facendo sembrare il film più una lunga fiction televisiva (di gran qualità, questo è fattuale) che un film per il cinema. A difesa di von Donnesmark va tuttavia detto che non si fa problemi a mostrare il lato peggiore del nazismo, un paio di scene disturbanti e un paio di nudi femminili integrali.

Se la regia è poco cinematografica, la sceneggiatura offrirebbe spunti interessanti, e von Donnesmark si prende la soddisfazione di non concludere alcune storie, lasciando agli spettatori il giudizio sui personaggi, soprattutto su quello di Koch che riesce sempre a “cadere in piedi” nonostante tutto il suo mondo crolli attorno a lui. Fortunatamente, gli attori sono in parte e reggono benissimo il ruolo, non facendo mai perdere credibilità ai personaggi. Ma il vero pregio di Opera senza autore è il ritmo: von Donnesmark riesce a non annoiare mai, per nemmeno un minuto, e le tre ore volano via leggere mentre la vicenda si dipana sotto i nostri occhi.

Opera senza autore è una pellicola imperfetta, soprattutto da un punto di vista tecnico, costruita per avere il pubblico più vasto possibile e per farsi amare a tutti i costi. Talmente tanto che a volte sacrifica su questo altare un po’ di visione cinematografica per appiattirsi verso un formato televisivo che però gli sta stretto.


La locandinaTitolo: Opera senza autore (Werk ohne autor)
Regia: Florian Henckel von Donnersmarck
Sceneggiatura: Florian Henckel von Donnersmarck
Fotografia: Caleb Deschanel
Interpreti: Tom Schilling, Sebastian Koch, Paula Beer, Oliver Masucci, Saskia Rosendahl, Ina Weisse, Hanno Koffler, Jörg Schüttauf, Jeannette Hain, Lars Eidinger
Nazionalità: Germania – Italia – Francia, 2018
Durata: 3h. 08′


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