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"Outlander" di Howard McCain

7 luglio 2009 Recensioni 3 Commenti
Outlander - L'ultimo vichingo

Eagle Pictures, 3 Luglio 2009 – Imbarazzante

Norvegia, anno 790. Gli abitanti di Herot piangono la morte del loro Re, quando un’astronave si schianta contro i fiordi. Dal relitto esce un guerriero umanoide proveniente da un altro mondo, ma a sua insaputa si è portato dietro anche una creatura selvaggia e pronta a tutto, il Moorwen…


Una scena di Outlander - L'ultimo vichingoIn un episodio de I Griffin lo zio di Peter ha a che fare come attore/regista con un film che inizia sulle note di Shaft, riprendendolo anche negli atteggiamenti del protagonista, e termina con un inseguimento che sfocia nel passato, chiara citazione di Ritorno al futuro. La divagazione è giustificata da una parte da una gag precedente sulle abilità nell’arte di copiare della famiglia Griffin, dall’altra si propone come presa in giro di un cinema che oramai ha ben poco da dire, e si limita a voler stupire miscelando diverse tipologie di pellicole. È il caso di Outlander, produzione tedesco-statunitense diretta da Howard Mccain e distribuita in Italia dalla Eagle Pictures.

Jim Caviezel in Outlander - L'ultimo vichingoIl film si presenta come una commistione di più generi: fantascienza, storico-avventura e fantasy. Obiettivi che potrebbero apparire interessanti, se non che si nota da subito una banalità e un grigiore che finiscono con l’aleggiare e condizionare tutto il prosieguo. Innanzitutto: perché l’alieno proiettato dallo spazio è un essere umano del tutto uguale fisiognomicamente agli abitanti della Terra? Come fa a sapere, tramite il computer che lo accompagna, di essere giunto nell’età del ferro? Ma soprattutto, perché si fa un viaggio di tali dimensioni e rischi per sconfiggere ‘sto povero drago che non faceva altro che calarsi alla perfezione nel suo ruolo di mostro terrorizzante su un altro pianeta?

Jim Caviezel in Outlander - L'ultimo vichingoPurtroppo tali buchi di sceneggiatura sono difetti risibili rispetto ad altri momenti tragici dell’opera (anche se il termine a dir la verità stona). A cominciare dai dialoghi, di una pochezza e mediocrità difficilmente riscontrabili altrove, per continuare con l’utilizzo del tutto inspiegabile e insensato della musica. Il cast sfortunatamente non si eleva al di sopra di tali nefandezze: Jim Caviezel continua a dimostrarsi gravemente allergico a titoli di qualità, anche se forse sarebbe più corretto sottolineare la difficoltà nel girare pellicole di qualità con protagonista un attore la cui unica dote (oltre ad un fisico effettivamente scultoreo) è muovere il labbro superiore ogni cinque-dieci minuti. Gli altri attori sono tutti abbastanza anonimi, se al loro posto fossero stati presi dei concorrenti del Grande Fratello, poco sarebbe cambiato.

Sophia Myles e Jim Caviezel in Outlander - L'ultimo vichingoGli autori del film dovrebbero spedire un bel cesto di ringraziamenti a casa Pipolo per il suo contributo nel mettere al mondo Moccia, la cui produzione “culturale” (termine che stona maggiormente rispetto a “opera” di cui sopra), li salva dal pericolo di essere nominati tra i peggiori film di tutti i tempi. In un momento storico in cui anche le potentissime major di Hollywood sono costrette a farsi i conti in tasca, forse sarebbe meglio approfondire e dedicare le risorse a scopi più nobili.


La locandina di Outlander - L'ultimo vichingoTitolo: Outlander – L’ultimo vichingo (Outlander)
Regia: Howard McCain
Sceneggiatura: Dirk Blackman, Howard McCain
Fotografia: Pierre Gill
Interpreti: James Caviezel, Sophia Myles, Jack Huston, John Hurt, Cliff Saunders, Patrick Stevenson, Aidan Devine, Ron Perlman, Bailey Maughan, John Nelles, James Preston Rogers, Scott Owen, Petra Prazak, Owen Pattison, Katie Bergin
Nazionalità: USA – Germania, 2008
Durata: 1h. 55′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. AntoBlueberry scrive:

    Lungi da me entrare nel merito di una critica soggettiva sulla qualità del film, ci tengo solo a fare qualche precisazione:
    1) L’alieno non arriva sul nostro pianeta per dare la caccia al mostro, che invece trasportava sulla sua astronave è nell’incidente ha liberato sulla Terra. Conoscendo la pericolosità dell’essere, gli dà la caccia per evitare ai terrestri una tragica fine.
    2) Che un alieno sia “un essere umano del tutto uguale fisiognomicamente agli abitanti della Terra” è cosa molto comune in tutta la letteratura e cinematografia di fantascienza. Nessuno si è mai lamentato che metà degli alieni di Star Wars o Star Trek sono umanoidi.
    3) Checchè ne dica IMDB, il film non è una coproduzione con gli USA, tantomeno di una major.

  2. AntoBlueberry scrive:

    Mi correggo, è una co-produzione con gli USA, ma non di una major.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Stavo per risponderti, ma mi hai anticipato.

    Nella recensione non viene detto che il film è prodotto da una major di Hollywood. Nel primo paragrafo si dice che è una coproduzione tedesco-statunitense e nell’ultimo si dice che anche le major stanno più attente al portafoglio rispetto al passato. Non ci vedo questo gran collegamento logico. Secondo me non c’è scritto “questo è un prodotto di una major, e visto che anche le major sono in crisi sarebbe meglio riservassero i soldi a progetti migliori”, c’è scritto “è un periodo in cui anche le major sono in crisi, e quindi è meglio stare attenti a come si spendono i soldi”. Come se dicessi “anche la fiat è in crisi, allora è meglio se spendo con attenzione i miei soldi”: non vuol mica dire che io lavoro in fiat… Ma è solo un noioso discorso di sematica…

    Per il resto, io il film non l’ho visto, quindi lascio a Gianluca il compito di rispondere più nello specifico appena può.

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