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"Ritorno al futuro" di Robert Zemeckis

6 luglio 2003 Recensioni 7 Commenti
Ritorno al futuro

Uip, 18 Ottobre 1985 – Brillante

Marty McFly è un trasandato diciottenne che va d’accordo solo con “Doc” Emmett Brown, un bizzarro scienziato che ha inventato una macchina del tempo. Sperimentandola, Marty si ritrova nel 1955, dove fa involontariamente innamorare di sé la sua futura madre, mettendo così a rischio la sua stessa esistenza…


Crispin Glover, Lea Thompson e Michael J. Fox in Ritorno al futuroDa uno dei migliori artigiani di Hollywood – uno dei pochi registi in grado di piegare gli effetti speciali alle necessità narrative – arriva un vero e proprio cult-movie per la generazione che all’epoca dell’uscita nelle sale poteva riconoscersi nel goffo protagonista.

Divertente e ben congegnato, Ritorno al futuro è un film nostalgico in cui la scienza conta ben poco rispetto alla commedia. Scritto da Robert Zemeckis insieme con l’abituale aiuto di Bob Gale (nomination all’Oscar per la loro sceneggiatura), il film gioca con l’idea dei paradossi temporali e affronta soprattutto un concetto: nessun ragazzo riesce davvero a concepire che i suoi genitori abbiano una volta avuto la sua età, tant’è che quando Marty incontra i suoi genitori da ragazzi ne resta irrimediabilmente sconvolto («Mio papà è un guardone!»).
Christopher Lloyd in Ritorno al futuroLa forza del film è comunque anche quella di creare situazioni comiche attraverso la proposta di anacronismi (Marty che suona Johnny B. Goode nel 1955) e paralleli temporali tra la Hill Valley del 1985 e quella del ’55. Certo l’idea di base è quella di un involontario eroe che raddrizza i torti delle vite dei propri genitori, finendo così per migliorare anche la propria, ma la candida umanità di Marty è un perfetto specchio di ciò che ogni adolescente degli anni 80 avrebbe in fondo voluto essere.

Da alcuni paragonato ad una moderna versione di La vita è meravigliosa, del capolavoro di Frank Capra conserva in effetti la leggerezza di stile e lo spirito ottimista, ma il paragone è giustificato solo dal rischio per l’esistenza del protagonista a causa delle sue azioni. Michael J. Fox, lanciato proprio da questo film, non sarà James Stewart ma interpreta alla perfezione il ruolo dello scapigliato protagonista. Meglio di lui fa comunque uno splendido Christopher Lloyd nel ruolo di “Doc” Brown.


La locandina di Ritorno al futuroTitolo: Ritorno al futuro (Back to the Future)
Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Robert Zemeckis, Bob Gale
Fotografia: Dean Cundey
Interpreti: Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Crispin Glover, Thomas F. Wilson, Claudia Wells, Wendy Jo Sperber, Marc McClure, George DiCenzo, Frances Lee McCain, James Tolkan, J.J. Cohen, Casey Siemaszko, Billy Zane
Nazionalità: USA, 1985
Durata: 1h. 51′


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Attualmente ci sono 7 commenti a questo articolo:

  1. Edoardo scrive:

    Grande film,peccato che Michael J. Fox si sia ammalato e che quindi non c’è speranza di vederlo coinvolto in altre produzioni (credo che l’ultima cosa che ha fatto sia stata doppiare Stuart Little nella versione originale),Alberto che ne pensi dei due sequel?
    Ah,e ho anche trovato un film di cui sinceramente non sapevo neanche l’esistenza,cioè “INSIEME PER FORZA” in cui Michael recita affianco a James Woods,e l’ho trovato davvero divertente. L’hai visto?

  2. Alberto Cassani scrive:

    “Insieme per forza” me lo ricordo, con Michael J. Fox attore che viene affiancato a James Woods poliziotto per documentarsi per interpretare un poliziotto in un film e finisce per rubargli le battute. Sì, era abbastanza divertente. Il secondo “Ritorno al futuro” era carino, il terzo mi è sembrato avesse un po’ poche idee, ma Zemeckis ha comunque concluso correttamente la trilogia, cosa che era tutt’altro che ovvia.

  3. Edoardo scrive:

    Si,effettivamente ha chiuso la trilogia bene,poteva far di meglio ma ha fatto un buon lavoro. Grazie per la risposta !

  4. Marco scrive:

    Albe ma recensioni di “Forrest Gump” e “Roger Rabbit”? Tua opinione sui 2 film? I tuoi 3 migliori di Zemeckis?

  5. Alberto Cassani scrive:

    Forrest Gump non m’è piaciuto più di tanto, Roger Rabbit invece l’ho apprezzato di più in visioni successive alla prima perché molte gag le ho capite meglio. Di nessuno dei due abbiamo in previsione la recensione, per ora.

  6. Marco scrive:

    Aaaaaah Forrest Gump è un capolavoro dai (6 Oscars)…cosa non hai apprezzato?
    Anch’io RR l’ho apprezzato in visioni successive per il tuo stesso motivo (contando che lo vidi da piccolino e non è propriamente un cartoon a tutti gli effetti) ma si rivede tutt’ora con moltissimo piacere.

  7. Alberto Cassani scrive:

    Non mi aveva convinto proprio il personaggio protagonista, e mi era parso forzato il suo attraversamento della storia. In sostanza, non ci avevo creduto fin dall’inizio.

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