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"Pietro" di Daniele Gaglianone

19 agosto 2010 Recensioni 0 Commenti
Alessandro Barbero, 10 Agosto 2010: Importante
Lucky Red, 20 Agosto 2010

Pietro vive insieme al fratello Francesco. Quest’ultimo è tossicodipendente, Pietro è un puro, semplice ed ingenuo. Viene preso in giro dagli amici di Francesco e non sa reagire, fino a quando non presenta una ragazza con la quale si frequenta…


Capita raramente di appassionarsi ad un progetto cinematografico in modo intenso e partecipato. E’ quello che potrebbe capitare a chiunque vedesse il nuovo film di Daniele Gaglianone e ne andasse a ricercare la storia. Unico film italiano in concorso all’edizione 2010 del Festival di Locarno, Pietro è una produzione indipendente, a basso budget, in cui gli attori hanno prestato la loro arte senza ricevere retribuzione.

Come ci ha tenuto a dire il regista, la storia è quella di un uomo semplice, ai limiti della sub-normalità, che non chiede altro se non di essere compreso e trattato con umanità. Invece Pietro si scontra con un mondo freddo, distratto, tutto centrato sull’io e incapace di immedesimazione. Lui è solo un fenomeno da baraccone, buono per far ridere e far passare una serata al pub. Ma nessuno, intorno a Pietro, si domanda chi sia davvero, che sogni possa avere, quali speranze, quali desideri. A nessuno sostanzialmente interessa la sua storia. Ridono solamente di lui e delle sue “imitazioni”. Complice di questa situazione è anche Francesco, che sostanzialmente lo sfrutta per procurarsi ciò di cui ha bisogno, ovvero l’eroina. E anche il datore di lavoro – Pietro distribuisce volantini per strada – che lo sfrutta e lo maltratta in ogni occasione. Pietro è una vittima di tutti e non sa reagire, non ha gli strumenti necessari per farlo. L’unica reazione possibile in questi casi, quando un individuo si carica di tensione senza essere in grado di scaricarla, è l’esplosione violenta.

Pietro è interpretato da un eccezionale Pietro Casella, che è stato in grado di modificare la fisionomia del suo volto per renderlo più vecchio, scavato e tormentato. Le inquadrature su di lui sono incisive, in particolare quella che lo rappresenta mentre racconta la sua storia in un lungo piano sequenza.

Due sono le cose che stupiscono davvero, di questo film. Il primo riguarda la sensibilità con la quale è raccontata una storia difficile, una sensibilità che riguarda sia le scelte di regia sia quelle interpretative. C’è un lavoro di sottrazione molto importante, grazie al quale si ottiene il risultato di rappresentare molto bene soltanto l’essenziale, senza sbavature. Il secondo aspetto riguarda la storia in sé. Si tratta di un vero e proprio pugno nello stomaco sia che si guardi la vicenda con gli occhi di Pietro, che subisce ogni umiliazione senza reagire, sia con quelli degli altri, che non dimostrano un minimo di umanità. E’ un pugno che arriva dritto al bersaglio, ma che alla fine si tramuta nel piacere di aver assistito a una pellicola in grado di ragionare così bene su di sé e sugli altri. Chi ama veramente il cinema come narrazione non può perdersi Pietro. Per nessun motivo.


Titolo: Pietro

Regia: Daniele Gaglianone
Sceneggiatura: Daniele Gaglianone

Fotografia: Gherardo Gossi
Interpreti: Pietro Casella, Francesco Lattarulo, Fabrizio Nicastro, Carlotta Saletti, Diego Canteri, Giuseppe Mattia

Nazionalità: Italia, 2010
Durata: 1h. 20′


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