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"Pride and Glory" di Gavin O'Connor

6 novembre 2008 Recensioni 4 Commenti
Tommaso Tocci, 30 Ottobre 2008: Medio
Eagle Pictures, 31 Ottobre 2008

Quattro agenti della polizia di New York rimangono uccisi in un’imboscata. Con l’assassinio in libertà e l’opinione pubblica in rivolta, il Capo della Polizia chiede a suo figlio Ray di guidare le indagini. I morti erano agli ordini di suo fratello e al fianco di suo cognato, e Ray accetta il caso…


Il vecchio poliziotto decano Francis Tierney vive di certezze. C’è la famiglia, ci sono i valori e c’è il corpo di polizia. Elementi che vanno organizzati per non farli urtare l’uno con l’altro, e pazienza se si crea qualche zona grigia qua e là. A Francis non piace quando succedono cose che non erano previste dalla sua Weltanschauung e, durante la cena di famiglia, alza la voce a coprire quella degli altri per illustrare appunto la sua visione del mondo: per i tre figli ha un posto e un destino ben segnato. C’è lo stratega pensoso e c’è il condottiero leale, naturalmente poliziotti. C’è la donna, che ovviamente ha un gran cuore. In più la figlia ha un marito, poliziotto pure lui, che fa parte della famiglia anche se forse non fino in fondo, perchè non ha diritto a epiteti profetici.

Pride and Glory nasce e vive della disintegrazione di questa impalcatura, scippando le categorie del vecchio Francis e mettendole una contro l’altra. Robusto dramma poliziesco di spiccata medietà, il lavoro di Gavin O’Connor trova il suo posto navigando tra le coordinate di genere, apre con un delitto scatenante che sembra di Ellroy, poi si sviluppa ricordando il recente I padroni della notte di James Gray. Rispetto a quest’ultimo, Pride and Glory smussa sia gli alti sia i bassi, rinuncia al respiro tragico (i protagonisti sono più romanzeschi, e più legati al genere stesso rispetto a quelli di Gray). In compenso torna al poliziesco puro, alla componente procedurale, ed è ammirevole per il paziente affetto con cui segue i personaggi da vicino, dedicando molto spazio alla semplicità d’azione, sia essa familiare o investigativa, o entrambe, non fa differenza.

Quella che resta sullo sfondo è una New York che si nasconde, quasi assente. Ambienti che emergono dal buio, molti interni e un look cupo che non prova a far entrare la città nella storia ma la tiene come funzione. La sceneggiatura di Joe Carnahan (autore dell’unico poliziesco di rilievo non riconducibile a Ellroy degli ultimi anni, Narc) fa un buon lavoro, se non fosse per un paio di scivoloni nel finale (uno dei quali gioca un po’ troppo con il cliché degli sbirri irlandesi). Allo script hanno lavorato anche lo stesso O’Connor e suo fratello, evidentemente molto interessati a svolgere tematiche personali, come appunto il rapporto tra fratelli e l’ambiente di polizia in cui sono cresciuti. Ingredienti dosati con parsimonia per un film di intrattenimento non troppo caciarone, ma i meriti non vanno molto oltre.

Anche le prove degli attori riflettono il clima che incapsula tutto il film – da solido mestiere e poco più. Jon Voight va facendo lo stesso personaggio da diversi anni, Colin Farrell anche, aggiungendo qualche sfumatura a tutti gli altri suoi poliziotti. Da segnalare allora la buona prova del vaso di coccio Noah Emmerich, comprimario che riesce bene in un ruolo delicato, di raccordo tra gli estremi. Edward Norton, anche lui non indenne dai luoghi comuni (compresa la marchiatura dell’eroe), funziona sempre con il suo rigore sofferto.


La locandinaTitolo: Pride and Glory – Il prezzo dell’onore (Pride and Glory)
Regia: Gavin O’Connnor
Sceneggiatura: Joe Carnahan, Gavin O’Connor
Fotografia: Declan Quinn
Interpreti: Colin Farrell, Edward Norton, Jon Voight, Noah Emmerich, Jennifer Ehle, John Ortiz, Frank Grillo, Shea Whigham, Lake Bell, Carmen Ejogo, Manny Perez, Wayne Duvall
Nazionalità: USA, 2008
Durata: 2h. 05′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Anonimo scrive:

    Avvincente, splendido, ben diretto, sceneggiatura perfetta e commovente e un Colin Farrell migliore che mai.

  2. Mattia scrive:

    Non mi è piaciuto. Mescola temi soliti, dagli sbirri corrotti e violenti agli affari di famiglia, con il solito finale moralisteggiante. Ottimo Farrell, perfetto per il ruolo, meno Norton. Diciamo che con un cast del genere si poteva fare meglio.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Sì, è un film proprio medio, senza niente di eccezionale. Non se ne rimpiange la visione perché in fondo non è brutto, ma non è niente di che.

  4. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    No invece a me è piaciuto. è molto etico ed è anche questo un punto di forza. qui mica si narra solo di polizia corrotta e affari di famiglia.
    Il non protagonista ( Edward Norton ) è costretto a compiere una scelta difficile. un dilemma che lo spezzava a metà: la lealtà verso la famiglia o verso la polizia.
    è questo che secondo me ha reso questo film un po’ diverso dagli altri che narrano degli stessi argomenti.

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