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"P.S. I Love You" di Richard LaGravenese

8 febbraio 2008 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 8 Febbraio 2008: Superficiale
01 Distribution, 1 Febbraio 2008

Gerry muore di cancro al cervello lasciando la moglie Holly nella solitudine e nella depressione: ma ha escogitato un piano per aiutarla: scriverle una serie di lettere che l’accompagneranno nel suo nuovo percorso di vita…


Pare il tema preferito dall’arte e della cultura degli ultimi anni, e forse sui risvolti sociologici e psichici ci si dovrebbe fermare a riflettere. E’ quello del lutto, dell’elaborazione e della consapevolezza del dolore. Solo in questa stagione sono più di uno i film che partono dalla morte e riflettono sulla rinascita: ultimo arriva il nuovo film di Richard LaGravenese, sceneggiatore di fama e successo, dal delicato tocco sentimentale e umanista (Beloved e I ponti di Madison County), che alla sua quinta prova da regista cerca di ravvivare il suo genere preferito con un po’ di onirica drammaticità: ma il film è decisamente inferiore alle aspettative.

Scritto dal regista con Steven Rogers, da un romanzo di Cecilia Ahern, il film è una sentimentale commedia drammatica tutta costruita su un solo spunto narrativo chiaramente romanzesco, che vorrebbe essere un mèlo d’altri tempi e invece finisce per essere semplicemente un “film d’appuntamenti”, per dirla con gli statunitensi.

Ambientato tra l’America e l’Irlanda, il passato e il presente, la realtà e la fantasia, il film racconta un percorso di preparazione al dolore e alla morte, alla ricerca di una nuova vita senza i fantasmi del passato strutturata come una romantica caccia al tesoro, in cui gli scritti e l’immaginaria presenza del defunto dovrebbero aiutare la vedova a capire qualcosa di più su di lei, su chi la circonda, sull’essenza rinnovabile dell’amore.

Tralasciando la discutibile base psicoanalitica da cui il film parte (visto che il piano di Gerry sembra più un crudele modo per tenere la moglie a sé), il vero limite del film è la superficialità con cui tratta un tema così profondo e attuale (basti confrontare col bel Caos calmo di Grimaldi), mettendo in scena le situazioni più facili, i modi più espliciti, le reazioni più plateali – costeggiando lo stereotipo – e non affrontando mai i temi più duri e complessi della quotidianità del dolore. Anche perché LaGravenese decide di non dare peso alle sfumature e alle vie traverse del libro, e concentrandosi solo sul côté da commedia, infarcisce il film di sequenze solite, di sorrisini, di gag e incontri fortuiti, lasciando a casa il tono realistico che gli era congeniale e dando costantemente l’impressione che gli avvenimenti siano pura costruzione cinematografica.
Colpa principalmente della regia – lontanissima da modelli eccellenti quali Il fantasma e la signora Muir di Mankiewicz – che manca spesso di tocco e leggerezza, di inventiva e ritmo, capace sì di dare quella sensazione rassicurante (da coperta di Linus) che è il sale di film del genere, ma fermo a una messinscena all’acqua di rose che alla fine rischia anche di girare a vuoto. Nemmeno la sceneggiatura è esente da colpe, con quella struttura poco compatta e scandita che fa perdere lo scorrere del tempo, e quelle situazioni forzate alla commozione, ma almeno ha il pregio di raccontare sentimenti e personaggi con affezione e onestà.
Inoltre, a non convincere affatto, è Hilary Swank, protagonista dalle troppe smorfie e pose adolescenziali, che non riesce mai a dare spessore e corpo al proprio personaggio, al quale si contrappone Gerard Butler, il migliore del cast, e un nutrito gruppo di comprimari. Per il resto musiche troppo patetiche di John Powell accompagnate da belle canzoni sottolineate. Come detto, in film del genere, tranne negli esemplari degeneri, c’è sempre qualcosa per far palpitare il cuore degli spettatori, però vorremmo che ogni tanto qualcuno si ricordasse anche della testa (come ha fatto il Crowe di Elizabethtown).


Titolo: P.S. I Love You (Id.)
Regia: Richard LaGravenese
Sceneggiatura: Richard LaGravenese, Steven Rogers
Fotografia: Terry Stacey
Interpreti: Hilary Swank, Gerard Butler, Lisa Kudrow, Gina Gershon, James Marsters, Kathy Bates, Harry Connick Jr, Nellie McKay, Jeffrey Dean Morgan, Dean Winters, Anne Kent, Brian McGrath, Sherie Rene Scott, Susan Blackwell
Nazionalità: USA, 2008
Durata: 2h. 06′


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