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"Re della terra selvaggia" di Benh Zeitlin

6 febbraio 2013 Recensioni 2 Commenti
Enrico Sacchi, 23 gennaio 2013: Primordiale
Satine Film/Bolero Film, 7 Febbraio 2012

Hushpuppy è una bambina che vive nella zona della Grande Vasca, nel sud della Louisiana. Un giorno, suo padre Wink comincia a sentirsi male e decide di preparare la figlia a vivere senza di lui. Intorno a loro, la Grande Vasca è sull’orlo di un’immensa catastrofe naturale…


Una delle regole non scritte di produttori e registi vuole che siano tre gli elementi fondamentali in grado di complicare irrimediabilmente il lavoro di una troupe: l’acqua, gli animali e i bambini. Dopo aver diretto solo due corti con budget ridotto, al suo primo lungometraggio il trentenne Behn Zeitlin si fa beffe alla grande di quest’idea e dirige con mano sicura un film meraviglioso, impregnato di queste tre forze naturali e di un’energia che è davvero difficile trovare nella cinematografia contemporanea.

La lavorazione ha richiesto tempo, determinazione e la pazienza di una lunga documentazione nelle zone della New Orleans post-Katrina, per meglio comprendere una natura ostile e le capacità di resistenza degli abitanti del luogo. Una certa fetta deve averla giocata anche la fortuna di trovare degli interpreti non professionisti così indovinati, prima fra tutti la piccola Quvenzhané Wallis, ma per quanto abbiano un peso considerevole non si può dire che questo sia un film retto esclusivamente dagli attori.

Grazie soprattutto a uno straordinario lavoro sulla colonna sonora e sulla sua interazione con le immagini, Zeitlin riesce a calare chiunque non faccia un’esplicita resistenza nella prospettiva della bambina protagonista. Operazione non nuova, certo, ma qui portata a compimento con un’efficacia magnifica: la chiave di tutto è stata nel considerare la protagonista non come una bambina da trattare con dolcezza, ma come una piccola adulta che merita rispetto, anche se deve ancora capire quasi tutto della vita e del mondo. Ma proprio questa sua crescita forzata diventa scoperta anche per lo spettatore, portato senza forzature eccessive a riassaporare le basi dell’esistenza umana partendo dalle fondamenta, dalla natura meno addomesticata e dai rapporti umani più puri.

Tutti argomenti impegnativi, che il regista prende di petto, ma che riesce anche a far rientrare in una forma cinematografica avvincente e completa, a differenza, ad esempio, della verbosità dei più recenti film di un autore comunque ambizioso come è Malick. Tutti i mezzi espressivi a disposizione di Zeitlin trovano un’armonia metaforica in grado di incantare, nella narrazione di una storia piccola ma con delle ripercussioni a un livello che si può definire solo universale. Capace di divertire, commuovere e far riflettere, Re della terra selvaggia ha già raccolto premi in tantissime parti del mondo. Non è difficile credere che continuerà a farlo.


Titolo: Re della terra selvaggia (Beasts of the Southern Wild)
Regia: Benh Zeitlin
Sceneggiatura: Lucy Alibar, Benh Zeitlin
Fotografia: Ben Richardson
Interpreti: Quvenzhané Wallis, Dwight Henry, Levy Easterly, Lowell Landes, Pamela Harper, Gina Montana, Amber Henry, Jonshel Alexander, Nicholas Clark, Henry D. Coleman, Kaliana Brower, Philip Lawrence, Hannah Holby, Jimmy Lee Moore
Nazionalità: USA, 2012
Durata: 1h. 32′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. crippo scrive:

    …e intanto in italia lo distribuiscono in 50 cinema in tutto (per non parlare poi del titolo italiano).

  2. Alberto Cassani scrive:

    Lo distribuiscono in 50 copie perché si tratta di due distributori piccoli e indipendenti, tant’è che hanno dovuto collaborare per riuscire a raggiungere questa cifra.

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