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"Redemption" di Steven Knight

26 settembre 2013 Recensioni 2 Commenti
Redemption

M2 Pictures, 26 settembre 2013 – Coinvolgente

Fuggendo da due malintenzionati, un senzatetto si ritrova nella casa di un fotografo che rimarrà assente per diversi mesi. Approfitta della carta di credito dell’uomo per rimettere in carreggiata la sua vita, cercando vendetta su chi opprime i deboli e redenzione per i suoi crimini passati…


Jason Statham in RedemptionPrima di portare a Venezia l’ottimo Locke, lo sceneggiatore Steven Knight era arrivato nelle sale di mezza Europa con questo interessante film a metà strada tra il thriller e il dramma interiore. Leggendo una trama di tre righe si potrebbe anche essere portati a pensare che Redemption non sia altro che una classica storia di vendetta alla Giustiziere della notte, ancor meno credibile e con una sceneggiatura scritta addosso a Jason Statham. Invece si tratta dell’ennesimo reportage di Knight sul sottobosco criminale di Londra, e nonostante qualche scelta mal consigliata è ancor più efficace dei precedenti.

Agata Buzek e Jason Statham in una scena di RedemptionPer questo suo esordio registico l’autore di Birmingham usa Statham come un veicolo – probabilmente anche pubblicitario – per raccontare alcune delle attività criminali della comunità cinese nella Capitale. Lo fa con occhio attento e interessato ma non incattivito, pensando forse che il male di un uomo solo sia peggiore di quello pianificato da un’organizzazione criminale. Purtroppo la sua sceneggiatura scade nella banalità quando si concentra sul personaggio della suora polacca e come regista non riesce a ottenere il necessario dalle scarse capacità attoriali di Jason Statham.

Jason Statham in una scena di RedemptionKnight dirige comunque in maniera elegante, affascinante, e a fianco di alcune brillanti soluzioni di sceneggiatura crea anche diverse sequenze davvero ottime. Il viaggio di redenzione del suo protagonista, per quanto prevedibile in molti risvolti, interessa e colpisce, e questo da solo è già un successo. Si sarebbe forse potuto rendere ancor più ossessivo il ricordo degli Hummingbird, che oltre a dare il titolo al film perseguitano il protagonista nei suoi incubi, ma visti i precedenti non sembra sbagliato pensare che Knight sia il miglior regista possibile al servizio delle sue sceneggiature.


La locandina di RedemptionTitolo: Redemption – Identità nascoste (Hummingbird)
Regia: Steven Knight
Sceneggiatura: Steven Knight
Fotografia: Chris Menges
Interpreti: Jason Statham, Agata Buzek, Vicky McClure, Benedict Wong, Ger Ryan, Youssef Kerkour, Anthony Morris, Victoria Bewick, Christian Brassington, Danny Webb, Sang Lui, Bruce Wang, David Bradley, Siobhan Hewlett, Steven Beard
Nazionalità: Regno Unito – USA, 2013
Durata: 1h. 40′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Fabrizio Degni scrive:

    Primo ruolo impegnato, ed impegnativo, per Jason Statham, che, a mio avviso, cerca di scrollassi di dosso lo stereotipo dell’eterno “driver” o “duro a morire” che nel corso degli anni lo hanno reso famoso, o meglio “riconoscibile”, nel firmamento hollywoodiano.
    L’intro era dovero dedicarlo a lui perché in effetti è l’unica novità in una pellicola che senza alti e bassi giunge ai titoli di coda cambiando i dosaggi di ricette cotte da generazioni. Non mi è piaciuto perché troppo, banalmente, umile e fanciullesco, quasi un Hansel e Gretel tra un mestolo di minestra ed una pizza, con un uomo intossicato dai postumi di un passato che non vuole lasciarlo e di un futuro che continua a vivere di episodi.
    Il mio voto plana tra il 4 ed il 5 non perché la pellicola non si lasci guardare, ma proprio in quanto inizia e finisce come da manuale, magari con un egg easter dove…

    si impacchetta in una valigia e fa paracadutare in Africa dove lo aspetta la suora peccatrice

  2. Marco scrive:

    Regia e sceneggiatura, che ben raccontano le varie sottotrame del film, non me l’hanno fatto pesare.
    Un thriller diverso dai soliti, con ritmo lento. Qualche scena l’avrei evitata però.
    A me Statham è piaciuto. Adatto.
    Nel complesso d’accordo con Albe.

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