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"Ricky" di François Ozon

6 ottobre 2009 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 16 Settembre 2009: Limpido
Teodora, 9 Ottobre 2009

Katie e Paco si conoscono praticamente per caso e vengono travolti dalla passione. Passione che genera Ricky, un bellissimo bambino. Che però non è come tutti gli altri: sulla sua schiena, infatti, spuntano un paio d’ali…


François Ozon è diventato, con gli anni, il talento e la pratica, uno dei riconosciuti maestri del melodramma contemporaneo, grazie a film straordinari come Sotto la sabbia o Il tempo che resta e grazie soprattutto a quel modo così classicamente sghembo di guardare ai rapporti di coppia (come in CinquePerDue). Stavolta però, il regista francese decide di dedicarsi alla favola e alla commedia più delicate, riuscendo a realizzare una pellicola sincera e diversa.

Fiaba contemporanea, commedia fantastica che guarda al cinema hollywoodiano dei tempi d’oro che Ozon con la collaborazione di Emmanuèle Bernheim (da un romanzo di Rose Tremain) declina secondo paradigmi urbani e sociali che non sfociano mai nella metafora o nel verismo. Il film, sfruttando il pretesto di un angelo partorito da un ventre femminile per nulla divino, intesse un racconto fatto di paradossi quotidiani con cui raccontare il disagio psicofisico di una coppia comunemente disastrata, in cui povertà e fortuna sono gli estremi di una vita in cui la ricchezza non è mai merito, ma solo destino.

Ozon non ha reticenze (gli escrementi, le nudità) e riesce a gestire un film dal tono in continua mutazione, in cui il contesto diventa vero e proprio testo filmico senza concedere allo spettatore le scelte ruffiane che si aspetterebbe, diventando più l’allegoria di un bisogno sentimentale che la metafora dei nostri tempi.
La sceneggiatura lavora sulle ellissi e sui cambi di registro, soprattutto in un finale tanto immediato e conseguente da sembrare quasi sospeso e irrisolto (e in parte, almeno dal punto di vista emotivo, forse lo è), aiutando la regia a sottolineare per contrasto il suo impatto concreto e umano, da commedia di banlieu, cui la faccia popolare di Sergi Lopez e il corpo fragile di Alexandra Lamy sembrano la sottolineatura ironica dei risvolti cristologici del racconto. Che però scorre leggero e semplice, come l’amore e il bisogno d’intimità che sono alla base di questo piccolo apologo.


Titolo: Ricky – Una storia d’amore e libertà (Ricky)
Regia: François Ozon
Sceneggiatura: François Ozon
Fotografia: Jeanne Lapoirie
Interpreti: Alexandra Lamy, Sergi López, Mélusine Mayance, Arthur Peyret, André Wilms, Jean-Claude Bolle-Reddat, Marilyne Even, Véronique Joly, Martine Vandeville, Myriam Azencot, Diego Tosi, François Lequesne, Julien Haurant
Nazionalità: Francia – Italia, 2009
Durata: 1h. 30′


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