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Piervittorio
Vitori, 22 Novembre 2005: Piacevole |
Uip,
25 Novembre 2005
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Serenity
di Joss Whedon
XXVI
secolo. Con la Terra sovrappopolata, il genere umano ha colonizzato
un nuovo sistema solare, dal centro del quale una confederazione planetaria,
l'Alleanza, ha quindi cercato di imporre all'esterno la propria pax,
riunendo tutti i pianeti sotto un'unica bandiera e provocando così
la guerra contro gli Indipendentisti. Tra questi ultimi si è
distinto Malcolm Reynolds, che però, dopo la vittoria dell'Alleanza,
si è dovuto riciclare come comandante di un'astronave-cargo,
la Serenity, con cui effettua missioni al limite della legalità
(e spesso oltre quel limite) con la costante minaccia delle forze dell'Alleanza.
I veri guai, per lui e per il suo equipaggio, iniziano però con
l'imbarco di due strani passeggeri: il giovane medico Simon Tam e la
sua misteriosa sorella...
In
un periodo in cui Hollywood non pare brillare per originalità
di idee, non può stupire la diffusione sul grande schermo di
adattamenti da telefilm di successo, tra esempi fortunati quali la serie
di "Mission: Impossible" e tentativi
più maldestri come il recupero dagli anni '60 di "The Avengers".
Al contrario, fa logicamente notizia un film ispirato ad una serie Tv
il cui successo è stato talmente limitato da causarne la soppressione
addirittura prima che se ne esaurisse la prima stagione. Per paradossale
che possa sembrare, è lo strano caso di "Serenity",
la pellicola sci-fi di Joss Whedon che, a tre anni di distanza
dalla sfortunata avventura televisiva, ha riesumato le situazioni ed
i personaggi di "Firefly" e, dopo il battesimo del fuoco americano
a fine settembre, è arrivata da noi aprendo martedì 22
novembre il Scienceplusfiction di Trieste. Merita allora qualche riga
per riassumere la singolare vicenda.
Nell'autunno
del 2002, la Fox vara un nuovo prodotto di fantascienza, concepito e
realizzato da Joss Whedon, già sceneggiatore di buon nome ("Alien:
Resurrection" e "Toy Story", quest'ultimo, per cui
ha ricevuto una nomination all'Oscar) e 'papà' di serie
affermate quali "Buffy" ed il suo spin-off "Angel".
Whedon, che pare quindi un cavallo vincente, si è ispirato alla
lettura di "Killer Angels" di Michael Shaara (una ricostruzione
della battaglia di Gettysburg, episodio della Guerra Civile Americana
che risultò determinante per la vittoria dei Nordisti) per portare
nel XXVI secolo le peripezie di un ribelle che cerca di sopravvivere
dopo una sconfitta che ha cambiato il mondo che conosceva. Nascono così
il personaggio di Malcolm "Mal" Reynolds, la Serenity (astronave
di classe Firefly, da cui il titolo della serie) ed il resto del suo
equipaggio, tutti impegnati a sopravvivere tra l'incudine dell'Alleanza
ed il martello dei Reavers, fuorilegge cannibali che infestano le zone
più remote del nuovo sistema solare.
Nonostante
le lodi della critica ed il formarsi di un tenace zoccolo duro di fan,
i riscontri di audience non sono confortanti, cosa che spinge
la Fox a cancellare la serie dopo aver trasmesso solo 11 dei 14 episodi
della prima stagione. Ma né Whedon né gli attori né
i fan considerano chiusa l'esperienza: il primo comincia a cercare
altri approdi televisivi per la Serenity; i secondi si mantengono disponibili
ed in contatto tra loro; gli ultimi si mobilitano, prima on-line, poi
dando l'assalto alle videoteche quando, un anno dopo la soppressione,
la serie intera è disponibile alla vendita in DVD, infine facendosi
sentire al punto da acquistare una pagina su Variety in cui rivendicano
il diritto di Mal e soci a continuare a solcare le rotte dello spazio.
Tutto questo fermento non fa cambiare idea ai dirigenti della Fox, ma
attira l'interesse della Universal che, con un budget di 40 milioni
di dollari, permette infine di concretizzare gli sforzi delle parti
nel salto sul grande schermo.
La
sfida non partiva certo come una delle più semplici: un gruppo
di attori sconosciuti ai più ed uno sforzo produttivo comunque
lontano da quello di altri hit del genere (per fare qualche esempio,
"La vendetta dei Sith" è costato
115 milioni di dollari; "Terminator 2",
a suo tempo, ne costò 100...) erano il contrario di una garanzia
di successo. Inoltre, c'è almeno un problema connaturato a questo
genere di operazioni: quello di riuscire a soddisfare sia i cultori
della serie televisiva che gli spettatori che non conoscono affatto
"Firefly". Occorre dunque un prodotto che non sia una mera
ripetizione o summa di quanto proposto in Tv e che allo stesso tempo
renda personaggi e situazioni di base immediatamente comprensibili ai
profani. E qui Whedon, che del film oltre che regista è ovviamente
anche sceneggiatore, segna il primo punto a proprio favore. Dopo un
breve antefatto che introduce il personaggio-chiave di River, medium
manipolata dall'Alleanza e trasformata in macchina da guerra, un'ellisse
temporale bypassa tutto il periodo narrato negli episodi di Firefly
portandoci rapidamente a fare la conoscenza dell'equipaggio e quindi
nel vivo della trama. Sebbene, per esigenze di sintesi e di azione,
i personaggi e le loro relazioni non vengano subito descritti a tutto
tondo, ben presto lo spettatore è in grado di padroneggiare gli
elementi fondamentali della situazione, compresi quelli (come il rapporto
tra Mal ed Inara) che non apparivano chiari al primissimo impatto.
Il
regista è abile nel dosare i diversi ingredienti, ed in questo
lo soccorre anche la scelta di affidarsi a caratteri e topoi riconoscibili
senza fatica, con questi ultimi mutuati con evidenza dal western, come
derivazione letteraria pareva imporre. Se da un lato, infatti, Mal è
una versione aggiornata dell'Han Solo di "Guerre Stellari"
e gli altri personaggi presentano tratti piuttosto netti (il mercenario
muscolare, la combattente coraggiosa e leale, la ragazza positiva ed
ingenua...), dall'altro è facile vedere nei Reavers gli indiani
cattivi, nella cantina in cui River è protagonista di un combattimento
il saloon o la posada messicana, nel pianeta Miranda la
classica ghost-town. Con riferimenti solidi cui appigliarsi,
allo spettatore non resta quindi che godersi il crescendo dell'azione,
a tratti rutilante ma senza diventare mai insopportabilmente baracconesca
o fracassona. Nello stesso tempo, gli effetti speciali sono sempre funzionali
alle scene, e sono in grado qua e là di sorprendere senza scadere
nell'esibizione gratuita (si veda il passaggio tra i tre differenti
livelli di narrazione che compongono il suddetto antefatto).
Alla
voce "punti deboli" può forse essere ascritta la parte
"filosofica" del film, appena accennata: proporre la visione
che ha di sé e della propria missione l'Alleanza (riferimento
non troppo velato, soprattutto nel dialogo iniziale tra River e la sua
insegnante, alla politica estera USA e all'invasione dell'Iraq) ed il
concetto secondo cui la sua strada, pur portando all'Inferno, è
lastricata di buone intenzioni, è utile nella misura in cui caratterizza
i nemici, ma era meritevole di un maggiore sviluppo. Lo stesso dicasi
delle figure di Mr. Universe (un nu-global che si trova
decisamente più a suo agio tra le stelle di quanto si sarebbe
trovato in una prateria) e dell'Operativo (il killer senza identità
che si percepisce come uno strumento malvagio al servizio di un Bene
superiore). Ma la costante ironia di cui Whedon ammanta il suo manipolo
di anti-eroi lascia comunque, a luci in sala di nuovo accese, con l'impressione
di aver visto un'opera di piacevole intrattenimento, e non per questo
stupida. Furba la sua parte, sì, più simpatica che bella
in senso stretto, può essere... Ma intanto si esce dal cinema
augurando alla Serenity di continuare il proprio volo. E magari, in
attesa che Mal e compagni ci facciano avere loro notizie via Cortex,
si ammazza il tempo recuperando "Firefly" in DVD.
Titolo:
Serenity (Id.)
Regia:
Joss Whedon
Sceneggiatura:
Joss Whedon
Fotografia:
Jack N. Green
Interpreti:
Nathan Fillion, Gina Torres, Alan Tudyk, Morena Baccarin, Adam Baldwin,
Jewel Staite, Sean Maher, Summer Glau, Ron Glass, Chiwetel Ejiofor,
David Krumholtz, Michael Hitchcock, Sarah Paulson, Yan Feldman, Rafael
Feldman, Nectar Rose, Tamara Taylor, Glenn Howerton, Hunter Ansley Wryn,
Scott Kinworthy, Chuck O'Neil, Erik Weiner
Nazionalità:
USA, 2005
Durata:
1h. 59'
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