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Smetto quando voglio - Masterclass di Sydney Sibilia

8 febbraio 2017 Recensioni 0 Commenti
Smetto quando voglio - Masterclass

01 Distribution, 2 Febbraio 2017 – Brillante

La banda dei ricercatori raggiunge il suo leader Pietro Zinni in carcere in seguito alla dettagliata testimonianza di un farmacista. Sembrerebbe la fine per tutti i componenti, ma questa volta è la polizia a rimettere in piedi la banda, con l’obiettivo di intercettare le smart drugs…


Una scena di Smetto quando voglio - MasterclassDopo lo “stupefacente” primo episodio che spalancò le porte a un cinema italiano fresco e del tutto inedito, la banda di Sibilia e Leo torna sui suoi passi per dare vita a un percorso assai raro per il cinema nostrano: quello della trilogia. Smetto quando voglio – Masterclass ha infatti tutte le caratteristiche dell’episodio centrale, districandosi tra gli spunti celati nel primo episodio, con cui ha un rapporto di continuità mai ridondante, e gli intriganti sviluppi che porteranno alla conclusione della trilogia.

Greta Scarano e Edoardo Leo in Smetto quando voglio - MasterclassDopo un incipit piuttosto convenzionale che getta le basi del plot, il film si sposta tra Città del Vaticano, Bangkok e Lagos per reclutare tre “cervelli in fuga” necessari per rinforzare la banda. La fase di rodaggio dura ben poco e la pellicola trova presto la sua strada, lasciando spazio a un brillante intreccio frutto di una sceneggiatura briosa e intelligente, che regala non poche risate alternate a momenti di vera e propria tensione. Il dictat di Smetto quando voglio è rimasto infatti quello di divertire mescolando una romanità un po’ coatta e un po’ “americana” a un lato colto e sensibile alle tematiche attuali della nostra penisola. La formula chimica di Masterclass si diverte a dosare al meglio gli elementi in possesso concedendosi qualche arguto rimando al vecchio cinema d’azione, western e di fantascienza, vantando anche un Lo Cascio nei panni di un anacronistico “villain”.

Stefano Fresi in Smetto quando voglio - MasterclassLa furba operazione della trilogia, che profuma molto di anni 80 e rende molto più vendibile il prodotto, non dà mai l’impressione di precostruito, seppure il ribaltamento dei ruoli che vede la banda passare dal lato delle “guardie” poteva far presagire un sequel più educato e politicamente corretto. Rispetto al primo episodio, Masterclass si concede qualcosa in più in termini di budget e sequenze adrenaliniche, ma contro ogni pronostico non perde quasi nulla in termini di freschezza e brio. Il cast, ampiamente rodato tra altre pellicole e serie televisive, acquista nuovi volti, arricchendo il mosaico antropologico della disoccupazione eccellente.

Luigi Lo Cascio e Edoardo Leo in una scena di Smetto quando voglio - MasterclassNon tutti i personaggi hanno il rilievo che meritano, ma il quadro sembra funzionare bene lo stesso, grazie anche a una confezione in linea con quella dell’esordio, fatta di musica punk rock, fotografia dalle tinte acide e un’anima anarchica da eterno adolescente. Nonostante il film giochi con la volontà di non prendersi troppo sul serio, in fondo crede in ciò che mostra, nella passione che si fa dipendenza, sia essa chimica, cultura o semplicemente cinema.


La locandina di Smetto quando voglio - MasterclassTitolo: Smetto quando voglio – Masterclass
Regia: Sydney Sibilia
Sceneggiatura: Sydney Sibilia, Francesca Manieri, Luigi Di Capua
Fotografia: Vladan Radovic
Interpreti: Edoardo Leo, Greta Scarano, Stefano Fresi, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Giampaolo Morelli, Valerio Aprea, Valeria Solarino, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Rosario Lisma, Luigi Lo Cascio
Nazionalità: Italia, 2016
Durata: 1h. 58′


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