Alberto Cassani, 25 Novembre 1998: Mistico
20 Novembre 1998

Al di là dei sogni

di Vincent Ward


“Euridice incespicò in un serpente e morì per il suo morso: ma Orfeo coraggiosamente discese nel Tartaro con la speranza di ricondurla sulla terra. [...] Al suo arrivo nell’Oltretomba non soltanto incantò Caronte il traghettatore, il cane Cerbero ed i tre giudici dei morti con la sua musica dolce e lamentosa, ma fece cessare temporaneamente le torture dei dannati e placò il duro cuore di Ade tanto da indurlo a restituire Euridice al mondo dei vivi. Ade pose una sola condizione: che Orfeo non si guardasse alle spalle finché Euridice non fosse giunta alla luce del sole. Euridice seguì Orfeo su per l’oscura voragine, guidata dal suono della sua lira; ma appena scorse la luce del sole, Orfeo si volse per vedere se Euridice era con lui e così la perse per sempre.”
     Robert Graves - “I miti greci”, 1955.

Robin Williams e Annabella SciorraEssendo un film hollywoodiano potremmo pensare che, a differenza della leggenda, ci sarà un “happy ending”. D’altronde la differenza più grande tra i registi europei e quelli americani è proprio questa: in America gli sceneggiatori tendono ad essere vergognosamente ottimisti riguardo alla possibilità che la vita prenda una piega positiva, mentre gli sceneggiatori europei finiscono per essere esageratamente pessimisti e suggerirci che quando la vita cambia, cambia in peggio. Ma se vi dicessi che il regista viene dalla Nuova Zelanda?

Vincent Ward è stato il primo regista neozelandese ad avere un film in concorso al festival di Cannes. Non che sia un grande traguardo, ma quel film era anche il suo primo lungometraggio, “Vigil”. Si fece notare dai produttori d’America col suo secondo film, “Navigator, un’odissea nel tempo”, che gli fece ottenere l’incarico di scrivere la storia per “Alien 3”. Il film non assomigliò molto a ciò che lui aveva immaginato e così tornò a lavorare lontano da Hollywood dirigendo “Avik e Albertine”. Stavolta dirige un film completamente hollywoodiano, seppure basato su una trama veramente classica.

Max von SydowGuardando il trailer e leggendo i giornali può sembrare che questo film sia la storia di un uomo in Paradiso che cerca di ritrovare la propria moglie morta. Sbagliato, questa è la storia di un uomo che attraversa l’Inferno per salvare l’anima della moglie, rinunciando al Paradiso pur di stare con lei. Come Orfeo, appunto. Ci sono persino Cerbero e Caronte.

L’ambientazione mistica ha fatto inserire, da parte dei giornalisti italiani, questo film nella “New Age” spirituale degli Stati Uniti. Si dice, infatti, che gli americani stiano affrontando un serio bisogno di spiritualità e di rassicurazioni riguardo la vita dopo la morte. Francamente non credo che questa cosa sia vera, perché d’accordo che sui dollari c’è scritto “In God We Trust”, ma la percentuale di americani che se ne frega di qualunque divinità è probabilmente più alta che in tutto il resto del mondo. Se ci sono migliaia di piccole chiese indipendenti sparse sul territorio è solo perché la percentuale di rincitrulliti pronti a dare soldi a chiunque è sicuramente più alta che in tutto il resto del mondo. Il fatto che nel corso dell’ultimo anno siano usciti diversi film che in qualche modo riguardano la religione e la forza interiore è solamente indice del fatto che i produttori di Hollywood vedono in questo argomento buone possibilità di guadagno. A guardare i risultati dei box-office hanno torto, dato che i film spiritualistici hanno fallito tutti miseramente.

Annabella SciorraQuesto è il primo film di Robin Williams dopo aver vinto l’Oscar per “Will Hunting”, e qui è affiancato da un altro premio Oscar, Cuba Gooding Jr (“Jerry Maguire”), e da una delle mie attrici preferite: Annabella Sciorra. In più Max von Sidow interpreta la Guida che porta Robin Williams all’Inferno, che sarebbe poi Caronte. Tutti bravissimi, complimenti alla responsabile del Casting. Va detto, comunque, che la sceneggiatura deve averli aiutati non poco, perché il film, “New Age” o no, è scritto molto bene da Ron Bass (“Rain Man”, “Pensieri Pericolosi”), che si è basato sul romanzo di Richard Matheson: l’inizio sul lago è molto bello, l’incontro tra Chris ed i propri figli è gestito magnificamente ed il dialogo tra “Orfeo” e la moglie all’Inferno è ottimo. Peccato che tutto sia sottolineato dalle musiche di Michael Kamen, veramente insopportabili.

Robin Williams e Cuba Gooding, jr.Ward ha sempre fatto dell’efficacia visiva il punto centrale dei propri film, e “What dreams may come” (“For in the sleep of death what dreams may come. When we have shuffled off this mortal coil, must give us pause”. “Amleto”, atto 3 - scena 1) non fa eccezione. Anzi, la cosa che ha più colpito i giornalisti italiani, che probabilmente non sapevano nient’altro su questo film, sono stati proprio gli effetti speciali, gli ambienti disegnati al computer. In realtà non c’è molta differenza, a livello funzionale, tra quelli di questo film e quelli dei cartoni di Walt Disney, se non il fatto che qui ci sono attori veri che si muovono davanti a questi sfondi. Ma gli ambienti creati al computer non sono altro che sfondi. Sfondi in movimento, per questo non si può parlare di semplici disegni, ma ogni volta che i personaggi interagiscono con gli ambienti si tratta di ambienti reali, costruiti, non disegnati, a parte l’arrivo di Robin Williams in Paradiso. La bravura del direttore della fotografia, Eduardo Serra, nel far restare i personaggi al centro dell’azione è evidentemente una delle sue caratteristiche principali, dato che gli avevo fatto esattamente lo stesso complimento parlando del suo lavoro per “Le ali dell’amore”.

Questo è un film che può non piacere a molti, perché è teso quasi esclusivamente a farci sospirare e piangere, e non sempre ci riesce. Ma è un film interessante e ben realizzato, che utilizza al meglio tutti i talenti artistici a sua disposizione. Certo che se pensate che dopo la morte non ci sia nulla se non il buio eterno questo film non fa proprio per voi...

Il punto è NON abbandonare!


La locandinaTitolo: Al di la dei sogni (What Dreams May Come)
Regia: Vincent Ward
Sceneggiatura: Ron Bass
Fotografia: Eduardo Serra
Interpreti: Robin Williams, Cuba Gooding Jr, Max von Sidow, Annabella Sciorra, Rosalind Chao, Jessica Brooks Grant, Josh Paddock, Lucinda Janney, Maggie McCarthy, Wilma Bonet, Matt Salinger, Carin Sprague, June Lomena, Paul P. Card IV, Clara Thomas, Benjamin Brock, Jared Dorrance, Kellan Patrick, Scott Trimble
Nazionalità: USA, 1998
Durata: 1h. 46'