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Alberto Cassani, 14 Marzo 2003: Intenso |
20th
Century Fox, 28 Marzo 2003
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Solaris
di Steven Soderbergh
Riduzione
cinematografica dell'omonimo romanzo di Stanislaw Lem già egregiamente
portato sullo schermo da Andrej Tarkovskij nel 1972, questo "Solaris"
è un dramma psicologico ambientato nello spazio, una riflessione
filosofica sul senso della vita; è la storia di un amore perduto
e ritrovato, un'analisi del comportamento di un uomo di fronte ad una
seconda opportunità. "Solaris" non è
un film di fantascienza, e non è un film di George Clooney,
anche se l'attore ne approfitta per mostrare il sedere alle sue fan.
E' invece un film di Steven Soderbergh, che incentra la storia sui rapporti
interpersonali, come in fondo ha fatto per tutta la sua carriera, senza
lanciarsi in sperimentalismi che sarebbero stati fuori luogo, giocando
bene con la cronologia degli eventi e dirigendo una fotografia artificiosa
ma funzionale.
La
Terra ha perso i contatti con gli scienziati di Prometheus, la stazione
orbitante intorno al pianeta Solaris. Quando una squadra di salvataggio
scompare, una volta arrivata su Prometheus, la società proprietaria
della stazione spaziale decide di rivolgersi allo psicologo civile Chris
Kelvin, facendogli vedere uno strano messaggio del suo amico Gibarian,
anch'esso disperso dalle parti di Solaris. Non del tutto convinto, Kelvin
intraprende il viaggio verso il pianeta, ma appena sbarcato su Prometheus
capisce che la situazione è ben al di là di quello che
ci si poteva aspettare. In qualche modo, Solaris affianca agli astronauti
dei 'visitatori' generati dai loro sogni, in tutto e per tutto simili
ad esseri umani. Il visitatore di Kelvin è Rheya, sua moglie,
e questa presenza lo manda sull'orlo di un esaurimento nervoso.
Non
si può dire che la storia non sia interessante, e non si può
dire che non sia sviluppata in maniera intrigante. Intrigante, ma non
sempre efficace. Soderbergh riempie infatti la sceneggiatura di discorsi,
a tratti difficili da seguire, e di silenzi, a tratti difficili da sopportare.
E' chiaro che l'aspetto fantascientifico della vicenda non gli interessava,
che il fatto che la storia sia ambientata nello spazio e nel futuro
per lui non ha importanza, ma il ritmo lento non sempre si accompagna
ad una costruzione dell'immagine in grado di reggere il peso emotivo
del film (che era invece il vero punto di forza del film di Tarkovskij,
al quale Soderbergh ruba anche qualche dialogo).
La questione della seconda possibilità ("se ne avessi una,
finirei per comportarmi nella stesso modo?") è un'idea che
Soderbergh aveva affrontato già al suo esordio ("sesso,
bugie & videotape"); qui ha l'opportunità di rifletterci
sopra con più calma, anche con più cognizione di causa.
Lo fa prendendosi una grossa libertà rispetto al romanzo di Lem,
ossia raccontandoci cosa è successo sulla Terra tra Kelvin e
sua moglie. Nella maniera che gli è ormai tipica, il regista
di Atlanta ci mostra come i due si sono conosciuti, come si sono corteggiati
e com'è stata la loro vita matrimoniale. E come il loro rapporto
si è incrinato e poi spezzato. Questa scelta regala maggior peso,
maggior efficacia, al nuovo rapporto che tra di loro si viene a creare
su Solaris - grazie a Solaris. Con i flashback che ci mostrano
il passato della coppia visto attraverso i sogni di Kelvin, ci rendiamo
conto che quella che il pianeta gli sta regalando è davvero una
seconda possibilità.
Anche
se sono soci in affari, George Clooney ha faticato a convincere Soderbergh
ad affidargli la parte di Kelvin. Vedendo il film appare chiaro il perché:
Chris Kelvin non è il protagonista della vicenda, ne è
piuttosto la vittima. Non è lui che muove in avanti la storia,
è la storia che si evolve attorno a lui. Non sono le sue azioni
che modificano quelle degli altri, sono gli altri che lo costringono
a comportarsi in un certo modo. Chris Kelvin non ha la più pallida
idea di cosa stia succedendo, e non sa assolutamente cosa fare in proposito.
Il risultato è che un attore famoso (e tutto sommato bravo) come
Clooney finisce per apparirci sperduto, poco convinto nella sua interpretazione,
soprattutto quando lo vediamo a fianco di un Jeremy Davies così
sopra le righe e di una Natascha McElhone inquietante com'è giusto
che il suo personaggio sia. Daniel Day-Lewis - la prima scelta di Soderbergh,
che ha però rifiutato il ruolo - avrebbe sicuramente trovato
il modo giusto di interpretare il personaggio, comunque.
Notevole,
ma prevedibile, flop ai botteghini statunitensi, "Solaris"
è prodotto dalla Lightstorm di James Cameron, il quale ha collaborato
fattivamente con Soderbergh solo dopo che questi aveva finito la prima
versione della sceneggiatura, lasciandogli così la possibilità
di sviluppare le sue idee, dando alla pellicola un approccio più
filosofico e più umano rispetto a quanto avrebbe fatto Cameron
stesso. E' quindi chiaro come questo "Solaris" appartenga
più a Soderbergh che non al regista di "Terminator",
ma tenuto conto che il film ha assunto la sua forma definitiva solo
in sala montaggio - come spesso capita quando si gioca così tanto
con la linea temporale della storia - è probabile che Cameron
abbia tenuto sotto controllo la voglia di esagerare in questo senso
di Soderbergh.
E' un tentativo curioso per entrambi i registi, questo, dal quale è
probabile entrambi abbiano imparato qualcosa. Un tentativo certamente
non riuscito al meglio ma di sicuro non banale come ci si poteva anche
aspettare. Supportata dalle belle scenografie di Philip Messina e dalle
valide musiche di Cliff Martinez, e dotata di un finale davvero splendido,
questa nuova e interessante versione di "Solaris" è
destinata a non fare una lira neanche qui da noi. Felice di sbagliarmi,
però.
Percorsi
tematici
Erin
Brockovich - di Steven Soderbergh; con Julia Roberts.
Full Frontal - di Steven Soderbergh; con
Julia Roberts, Catherine Keener, Blair Underwood, Mary McCormack.
L'inglese - di Steven Soderbergh; con Terence
Stamp, Peter Fonda.
Intrigo
a Berlino - di Steven Soderbergh; con George Clooney, Cate Blanchett,
Tobey Maguire.
Ocean's Eleven - di Steven Soderbergh; con
George Clooney, Julia Roberts, Brad Pitt, Matt Damon, Andy Garcia,
Don Cheadle, Eliott Gould.
Ocean's Twelve - di Steven Soderbergh; con
George Clooney, Brad Pitt, Catherine Zeta-Jones, Matt Damon, Julia
Roberts, Don Cheadle, Eliott Gould, Andy Garcia.
Ocean's 13 - di Steven Soderbergh; con Brad
Pitt, George Clooney, Matt Damon, Al Pacino.
Out of Sight
- di Steven Soderbergh;
con George Clooney, Jennifer Lopez.
Traffic
- di Steven Soderbergh;
con Michael Douglas, Benicio Del Toro, Catherine Zeta-Jones, Don Cheadle.
Titolo:
Solaris (Id.)
Regia:
Steven Soderbergh
Sceneggiatura:
Steven Soderbergh
Fotografia:
Peter Andrews (alias Steven Soderbergh)
Interpreti:
George Clooney, Natascha McElhone, Jeremy Davies, Viola Davis, Ulrich
Tukur, John Cho, Morgan Rusler, Shane Skelton, Donna Kimball, Michael
Ensign, Elpidia Carrillo, Kent Faulcon, Lauren Cohn, Jude S. Walko
Nazionalità:
USA, 2002
Durata:
1h. 38'
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