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Soundtrack: Ferdinand di John Powell

15 gennaio 2018 Soundtrack 0 Commenti
Ferdinand

Roberto Pugliese, in collaborazione con Colonne Sonore* * * *

Così come quella di Coco, anche la colonna sonora di Ferdinand è caratterizzata da sonorità latine dovute all’ambientazione spagnola. Ma la composizione di John Powell lascia in un angolo le canzoni, ed è soprattutto caratterizzata da una forte ma controllata vena ironica…


Per una curiosa coincidenza, i due film d’animazione che hanno popolato gli schermi delle festività appena trascorse, ossia Coco della Pixar e Ferdinand di Carlos “L’era glaciale” Saldanha, erano caratterizzati entrambi da ambientazioni latine e da musiche a esse conseguenti.
La differenza più vistosa, tuttavia, risiede innanzitutto nella struttura dei rispettivi score: quello di Giacchino è intimamente – si direbbe affettivamente e certo affettuosamente – prossimo al milieu messicano in cui si svolge l’azione, e garantito preliminarmente dalla ricca presenza di canzoni “locali” (oltre che locas…). La mimetizzazione del compositore italoamericano tra i moduli e gli stilemi della musica popolare messicana è strepitosa, funambolica come sempre in questo musicista, e il suo citazionismo appare come un prodotto spontaneo, interiore e passionale.
Nel lavoro di Powell, innanzitutto le canzoni hanno un ruolo marginale, esornativo e non narrativo; ma soprattutto l’imprinting iberico è costantemente pedinato da un’ironia evidente e vigilata, suoni e strumenti caratteristici (chitarre in primis) interagiscono con un’orchestra duttile e variopinta, capace di movenze aggraziate e di accensioni repentine, in un colorismo lussureggiante ma elegante e razionale, che ricorda un po’ la Spagna musicale come se la immaginavano i francesi tra Otto e Novecento, da Ravel a Debussy risalendo sino a Bizet.

Del resto, Powell non è compositore disposto ad appiattirsi su facili orecchiamenti di materiali precotti: “Bees and bulls”, ad esempio, nella sua scoppiettante vivacità non manca di evocare anche caricaturalmente sia la musica delle corride sia qualche eco morriconiana da western. Ma già “Selection process” smette ogni velleità folkloristica assegnando alla chitarra un fosco tremolo sotterraneo e disegnando un tematismo misterioso che sfocia in un vigoroso intervento di archi e ottoni. Siamo insomma dinanzi ad una partitura sinfonica di ampio respiro e concezione moderna, capace di assorbire gli elementi di colore (“Father and son”, con un bellissimo assolo di violoncello accompagnato dalla chitarra) in un discorso musicale unitario e coerente. La danza dei flauti e il ritmo spensierato di “Flower festival”, con le sue sfavillanti variazioni e i guizzi infuocati di corni e trombe, attestano poi una sapienza strumentale e contrappuntistica che ricorda quasi il “Capriccio spagnolo” di Rimsky-Korsakov.
In realtà, Powell coglie alla perfezione l’intreccio di commedia, azione e spunti pedagogici che il film veicola, lasciando cadere la tentazione di confezionare una partitura eccessivamente “leggera” e disimpegnata, per dedicarsi invece a una scrittura assolutamente “adulta” e complessa, come testimoniano due rutilanti e incalzanti pagine d’azione quali “Escape from ‘The Spa’” e “Highway chase”, contenente pirotecniche elaborazioni del tema conduttore.
Proprio in queste circostanze Powell si dimostra capace di tenere coeso il materiale musicale pur privilegiando uno stile estremamente frammentato, strettamente connesso con l’azione, in un caleidoscopio cangiante di microepisodi musicali travolgenti (“From train station to arena”): sino al lungo epilogo di “Madrid finale”, di fatto una suite riassuntiva che ripropone tutte le tonalità dello score, dalle malinconie della chitarra allo squillo luccicante degli ottoni, dalle piroette coreografiche dei legni ai drammatici contrasti di cui sono protagonisti gli archi, sino alla dolce coda affidata in solitaria alla chitarra e ai flauti sorretti dagli archi, con il tocco della celesta a declinare per l’ultima volta il tema. Coniugando quindi umorismo e tenerezza in un mix felice e per molti aspetti sorprendente in questo compositore.


La copertina del CD di FerdinandTitolo: Ferdinand (Id.)

Compositore: John Powell

Etichetta: La-La Land Records, 2017

Numero dei brani: 16

Durata: 62′ 17”


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