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Soundtrack: "Gli amanti passeggeri" di Alberto Iglesias

10 giugno 2013 Soundtrack 0 Commenti
Massimo Privitera, 6 Giugno 2013: * * * ½
In collaborazione con Colonne Sonore

Voce cinemusicale per eccellenza di Pedro Almodovar, Alberto Iglesias realizza per il ritorno del regista madrileno alla commedia sessuale esuberante una partitura ambigua, dalla reminiscenze noir-jazzistiche e capace di esaminare le psicologie contorte dei vari personaggi…


Alberto Iglesias è senza ombra di dubbio la voce cinemusicale di Pedro Almodóvar. Riesce attraverso le sue note a cogliere sia tutti gli aspetti palesi della cinematografia almodovariana sia quelli più reconditi, con quella classe che solo un’anima ispanica possiede: la passionalità dell’io su di un pentagramma infuocato di amore travolgente e intima drammaturgia. Iglesias, senza paura di smentita, lo ha già dimostrato con le meravigliose e intimiste partiture per Tutto su mia madre e Parla con lei, ma non solo, logicamente, perché tutte le scritture musicali per il Maestro madrileno, autore di molteplici gioielli cinematografici di fama internazionale, sono impronte notevoli di un’autorialità compositiva di enorme spessore e profonda grazia, nonché un ricercato melodismo.

Anche per questo ritorno almodovariano alla commedia sessuale esuberante di un tempo e “in volo” – un flop in patria e non soltanto – Alberto Iglesias ne viene fuori con uno score considerevolmente ambiguo, a tratti dalle reminiscenze jazzistico-noir, che esamina le psicologie contorte dei tanti “amanti passeggeri” che si incontrano-scontrano in questo volo irto di pericoli che in fondo pericoli non sono, ma solo disamine della vita odierna. In un turbine di patimenti, fantasie, atteggiamenti, sproporzioni, crolli, scenate, ritmi freneticamente coreografici, Almodóvar e il suo sodale Iglesias imbastiscono una sequela di accadimenti visivi e sonori a rotta invertita, interrotta e selvaggia, senza freni inibitori. Le sonorità iglesiasiane sono un turbinio di sconcertanti, attraenti, sensuali, morbide e melodrammatiche riflessioni pentagrammate con interventi di suoni sintetici, quasi extraterrestri: ascoltare per credere il torbido sax su un crescendo ritmico angoscioso degli archi di “Què le pasa a Hugo?”, il sinuoso incedere delle percussioni e della jazz band fluentemente “nera” che tramuta tutto in suoni atmosferici tenebrosi di “La hija pròdiga”, la presentazione di un Leitmotiv caldamente jazzato e lascivo in “El bello durmiente”, il fantascientifico, a tratti arabeggiante, “Blanco”, il cardiaco e tumultuoso, dalle venature noir, “Las confidencias del estafador”, il depalmaniano-donaggiano “Esto es cosa del CNI” con finale soft-jazz anni 20, il drammatico ed esaltato, dalle sfumature jazzistiche anni 50 alla Piero Umiliani, con chiusura sul filo dell’emozione trattenuta per archi di “El hijo de Ariadna”, l’ostinato per fiati, percussioni e ritmiche synth di “El cielo sobre Toledo”, il suadente e impuro “Piano bar” con la sua variazione drammatico-fantasmatica all’interno che ne mina il Leitmotiv mélo.
C’è da sottolineare che ogni brano di commento di Iglesias, pur partendo da una melodia, come già accenato sopra, prettamente “nera”, immersa nel jazz più corrosivo e nel medesimo tempo invitante, tipica dei film gialli e mélo della Hollywood di un dì, quelli tanto amati e citati da Almodóvar nelle sue pellicole, viene sciolto in un liquido sonoro metallico, astratto, sintetico che rende ogni prevedibile passaggio pentagrammale lieve e intimo, in realtà un viaggio nelle zone più oscure dell’animo umano, a dirci che non tutto quello che appare frivolo e nullo in verità lo è. Ha sempre alle spalle un dramma, un sottobosco di increspature, di lacrime, di tormenti. E tutta questa sequenza di emozioni forti si palesa nel lungo brano “Aterrizaje inminente” e nel successivo “Pasarela de tripulantas”, una conclusione non conclusione. I due pezzi che chiudono l’album dal titolo “Extra 1 & 2″ raffigurano i due Leitmotiv che a momenti si sono affacciati in altre tracce non nella loro interezza, ma che qui trovano la loro doverosa esposizione integrale ricca di fascino.

Il reparto canzoni non poteva che essere folgorante, come sempre accade nei film di Almodóvar: si inizia con la celebre e sfrenata “I’m So Excited” delle Pointer Sisters che nella pellicola sottolinea una delle migliori scene dalla coreografia più divertente ed esuberantemente gaia, poi si passa a Metronomy con la poppeggiante e odierna – seppur dal sapore fine anni 70 primi 80 – “The Look”, dagli etno-ambient Django Django di “Skyes over Cairo” a Beethoven rivisitato in chiave salsa di “Fur Elise” dei Los Destellos, e infine la bossanova “Malaguena Salerosa” di Luiz Bonfà.


La copertina del CDTitolo: Gli amanti passeggeri (Los amantes pasajeros)

Compositore: Alberto Iglesias

Etichetta: Quartet Records, 2013

Numero dei brani: 18 (15 di commento + 3 canzoni)

Durata: 53′ 50”


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