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Soundtrack: "Il gioiellino" di Teho Teardo

2 maggio 2011 Soundtrack 0 Commenti
Valentina Alfonsi, 24 Marzo 2011: * * * * *
In collaborazione con Colonne Sonore

Partitura straordinaria, quella composta da Teardo per il film di Molaioli ispirato al crack Parmalat. Una partitura non schiava del commento, come tutte quelle di Teardo, che però modella perfettamente il film pur vinvendo di vita propria all’ascolto del disco…


Mettiamo da parte la Parmalat, la cronaca e i frutti disastrosi della finanza creativa: la colonna sonora scritta da Teho Teardo per Il gioiellino di Andrea Molaioli, la cui sceneggiatura è appunto ispirata al fallimento della nota azienda alimentare di Colecchio (che nel film diventa la Leda), possiede un’autonomia espressiva devastante e una ricchezza di idee e di voci in cui raramente capita di imbattersi, nel campo della musica da film e non solo. La personalità musicale forte e mai schiava della logica del commento è qualità costante delle partiture composte da Teardo per il cinema, ed è curioso che si delinei con tale violenza proprio nel Gioiellino perché, a ben guardare, i brani colpiscono le immagini con un’esattezza semplice, suggerendo il senso e accompagnando l’azione: pensiamo all’incipit, dove sono le note a trasformare la sede della Leda in una tomba monumentale, allo splendore ironico dell’uscita trionfale di Rastelli dalla pasticceria o ancora al momento della materializzazione della truffa, quando i soldi che «non ci sono più» vengono inventati dal ragionier Botta con quell’arroganza malata che porta già in sé i semi della tragedia. Se questo spettro di emozioni e concetti è così chiaro è soprattutto grazie alla presenza della musica.

Eppure, c’è di più. C’è qualcosa che va a toccare l’esperienza stessa d’ascolto di una colonna sonora. Al grado zero, i brani usati in un film dovrebbero quantomeno affiancarsi diligentemente e piacevolmente a inquadrature e montaggio; all’opposto, quando si raggiunge la vetta, la musica è strumento di messa in scena e dà forma al senso cinematografico, in modo più o meno emozionante, più o meno codificato, più o meno creativo. Il gioiellino ha un carattere risolutamente libero: guardi il film e il racconto lavora a fondo su di te attraverso la musica, ma quando la riascolti, lontano dal cinema, i ragionieri e i dirigenti della Leda non ci sono più e svanisce ogni nesso, pur logico e certamente corretto, con le storture umane e morali narrate dal film. Restano gli archi (citiamo Alexander Balanescu al violino e Martina Bertoni al violoncello), struggenti e a tratti durissimi, restano quegli intrecci di suoni che crescono a ogni ascolto e appaiono sempre più tesi, laceranti, belli e ossessionanti in un modo quasi insopportabile. Difficile trovare aggettivi adeguati di fronte a un’opera di tale fascino. Il brano dei titoli di coda in particolare, “I’m Gonna Live Anyhow Until I Die”, segue uno sviluppo tanto articolato, con una parte centrale fatta dagli archi assolutamente ammaliante, da apparire come un racconto musicale autosufficiente, solido e completo, in grado di evocare suggestioni lontanissime dal film e della bottiglie di latte.

Ottima colonna sonora, sì, ma innanzitutto un disco straordinario, questo Gioiellino.


Titolo: Il gioiellino

Compositore: Teho Teardo

Etichetta: Universal Music, 2011

Numero dei brani: 17 (14 di commento + 3 canzoni)

Durata: 63′ 51”


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