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Soundtrack: "Into Darkness" di Michael Giacchino

15 luglio 2013 Soundtrack 0 Commenti
Valerio Mastrangeli, 21 Giugno 2013: * * * ½
In collaborazione con Colonne Sonore

Seconda pellicola nell’opera di ridefinizione dell’universo di Star Trek operata da J.J. Abrams, Into Darkness si avvale nuovamente dell’animo musicale di Michael Giacchino, che con la partitura del primo film aveva ottenuto un notevole successo…


Seconda pellicola diretta da J.J. Abrams che rilancia l’universo di Star Trek attraverso una veste indubbiamente più moderna e manifesto delle evidenti capacità del regista, Into Darkness vede ancora una volta Michael Giacchino alle prese con l’animo musicale di questo apprezzabile reboot, reduce dal notevole successo ottenuto con la partitura composta per il primo film. L’album edito da Varese Sarabande offre una buona selezione musicale, che in poco meno di tre quarti d’ora concentra molti brani interessanti, che rappresentano egregiamente il lavoro del giovane compositore italoamericano.

L’album si apre con il brano “Logos/Pranking the Natives”, che dopo l’accenno dell’epico Leitmotiv, conosciuto col precedente film, propone una frenetica e intensa sequenza action che alterna costruzioni ritmiche ricche di percussioni a un’avvolgente pagina in cui le sezioni d’archi e degli ottoni si cimentano in un intenso ostinato che esplode in un tema decisamente esplosivo. Il brano precede con intelligenza il successivo, “Spock Drops, Kirk Jumps”, molto più oscuro e con ritmica serrata, che negli istanti conclusivi viene rafforzato da una componente corale che prepara alla conclusione netta e decisa.
Giacchino dona grande spazio al Leitmotiv portante della partitura, che si ripete con una certa frequenza all’interno dell’opera, fungendo anche da anticamera per l’accenno immancabile dello storico Main Theme della serie (“Sub Prime Directive”), per poi donare nuovamente ampio spazio al motivo originale composto dal giovane musicista.

Proseguendo con l’ascolto non bisogna attendere molto per incontrare qualcosa d’inaspettato, di originale, che faccia davvero giustizia a un panorama musicale decisamente povero ai giorni nostri; il brano “The Kronos Wartet” sembra contenere tutto ciò che ci si aspetta dalla musica per film, quella vera, quella ispirata, composta da musicisti che vogliono dare un’identità alle proprie pagine, non riempire il vuoto che divide un effetto sonoro dall’altro. Giacchino continua a percorrere la via dell’artigianato, e in questo pezzo lo fa notare in modo particolare, regalando una costruzione corale e ritmica molto particolare e personale, dove tra l’imponente intonazione vocale e i muscolari colpi sull’incudine trova spazio un commento puro, drammatico, che alterna lunghi silenzi a frenetici ostinati d’archi che sbocciano in una poderosa esplosione prima di concludersi in modo assai composto.
Preceduto dalla possente “Earthbound and Down”, che pur favorendo il commento vivo e pieno mantiene un notevole distacco dal marasma musicale cui ultimamente ci siamo, tristemente, abituati (e di questo indubbiamente grande merito va a Tim Simonec e alla sua capacità come orchestratore), la traccia “Warl Core Values” ben rappresenta l’animo drammatico della pellicola, contrapponendosi alla più pressante e vigorosa “The San Fran Hustle”, che dona interessanti crescendo e strappi d’orchestra, intervallati da improvvise interruzioni che lasciano per pochi istanti spazio al leitmotiv portante, tornando quindi a godere delle orchestrazioni cesellate e capaci di esaltare le timbriche più raffinate degli ottoni.
Tali brani si affiancano egregiamente ai più composti, trovando in “London Calling” e “Brigadoom” due aspetti rispettivamente insoliti, quasi new age per alcuni versi, e molto d’atmosfera, lasciando ben poco spazio alle idee tematiche, il che, in questo caso, non disturba grazie alla forte identità di cui gode gran parte della composizione. E se “Ship to Ship” ci regala istanti frenetici e di grande impatto, dove la sezione d’archi primeggia sulla base pastosa fornita dagli ottoni, sono questi ultimi i veri protagonisti di “Kirk Enterprises” e, ovviamente, “Star Trek Theme”, dove l’esplosione finale del primo introduce magnificamente il motivo portante dell’opera di Giacchino, che brilla di luce propria fondendo la propria originalità a una conclusione che s’incontra con l’intramontabile leitmotiv di Alexander Courage.

Concludendo, Into Darkness: Star Trek altro non fa che riconfermare come la coppia Giacchino-Abrams giovi tanto agli occhi quanto alle orecchie, dimostrando che nel 2013 la bellezza visiva, gli effetti speciali e il puro intrattenimento possono ancora convivere con il buon artigianato musicale. Il disco edito da Varese Sarabande, con tiratura standard, sembra ricalcare le stesse scelte della prima edizione dedicata alla precedente pellicola, ovvero una selezione musicale che manca di qualcosa. Ciò potrebbe voler dire che in un ipotetico futuro potremmo aspettarci un’edizione completa dell’opera in oggetto, ma anche non significar nulla. Pertanto non resta molto altro da fare se non godere dei 44 minuti selezionati dall’etichetta di Robert Townson e assaporare il suono pulito e cristallino delle incisioni, che risalta le splendide orchestrazioni, capace di tirar fuori il meglio di queste pagine musicali tanto nelle sequenze più muscolari quanto negli attimi in cui anche un singolo strumento può dire molto.


Titolo: Into Darkness – Star Trek (Id.)

Compositore: Michael Giacchino

Etichetta: Varese Sarabande, 2013

Numero dei brani: 14

Durata: 44′ 07”


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