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Soundtrack: “La passione” di Carlo Crivelli

22 novembre 2010 Soundtrack 0 Commenti
Roberto Pugliese, 18 Ottobre 2010: * * * *
In collaborazione con Colonne Sonore

Carlo Crivelli, spesso collaboratore di Marco Bellocchio e più in generale compositore di natura essenzialmente drammatica, presta il suo lavoro all’ultima commedia di Carlo Mazzacurati. Ma lo fa senza adagiarsi sulle situazioni, confermandosi così un vero filosofo della musica per film…


Per quanto di tipo anomalo, La Passione di Carlo Mazzacurati è pur sempre ascrivibile al vasto genere della commedia. Carlo Crivelli è invece un compositore di natura sofisticatamente ma essenzialmente drammatica, quando non tragica. Si tratta forse oggi del musicista cinematografico italiano più colto, immerso in un linguaggio contaminato e proto-novecentesco, che guarda ai primi Schoenberg e Berg unitamente a spunti, quasi lampi lividi, del melodramma ottocentesco. Tutto ciò emergeva quasi iperbolicamente in Vincere di Bellocchio, suo regista prediletto, presentato a Cannes mentre il maestro ormai abruzzese di adozione ci raccontava ancora il proprio sgomento nell’aver visto il suo pianoforte a coda volare dalla finestra durante il terribile sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009.

Tutto questo crea un mix bizzarro e spiazzante per una soundtrack frammentata e dalle atmosfere spesso contraddicenti le immagini. Domina un pianoforte solo (“Piano solo”, appunto, e sue variazioni) d’impronta quasi schubertiana nell’individuazione di un Leitmotiv dalla malinconia incerta, affacciato su orizzonti strumentali complessi e stratificati (arpa, legni, archi quasi interdetti nelle modulazioni: “Flaminia”), mentre come al solito il lavoro sotterraneo e instancabile sui risvolti armonici e le mutazioni cromatiche non consente all’ascoltatore di orientarsi verso un baricentro preciso. Non siamo certo al ribollente magma espressionista che caratterizzava Il principe di Homburg né al lirismo rarefatto e catafratto di La balia, ma ad esempio un brano come “Lampi, tuoni, un naufragio”, nella corrucciata ripartizione degli archi e nella luminosità del dialogo tra i soli, arpa e celesta, evidenzia bene lo spirito crivelliano di una ricercata “ambiguità” formale, che non concede facili digressioni cercando piuttosto una psicologia del suono saldamente ancorata al suo colore.
Qui entra in gioco anche la sapienza esecutiva dell’Orchestra Città Aperta fondata proprio da Crivelli e diretta da Robin O’Neill nella registrazione effettuata – malgrado e contro le avversità del destino – al Teatro-studio La Fragolina di Fossa (L’Aquila), capace di una trasparenza adamantina nell’intersezione fra i vari gruppi e nel rapporto fra le varie sezioni e sfaccettature espressive (“Si è rotta la croce”, gioiello di liquidità sonora in bilico tra lirismo e cupezza), nonché di restituire quel clima di “sospensione” che è il tratto distintivo del respiro compositivo di Crivelli.

Le citazioni classiche indirette (“La banda di Fossa”, ammiccante e ironico) sfociano nei conclusivi “Non c’è amore più grande” e “L’ispirazione ritrovata”, i brani più lunghi dell’album: archi accorati dialogano con arpa e celesta sorvegliati alla distanza da ottoni e percussione sommessa, mentre i legni elevano lunghe melopee perorative circondati da un registro di variazioni orchestrali avviluppante. Una musica che interroga continuamente, insomma, ancorché “commentare” o adagiarsi sulle situazioni, e che fa ancora una volta di Crivelli un filosofo della musica per film con le radici saldamente ancorate alla tradizione e lo sguardo instancabilmente proiettato in avanti.


Titolo: La Passione

Compositore: Carlo Crivelli

Etichetta: Radiofandango, 2010

Numero dei brani:19

Durata: 40′ 34”


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