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Soundtrack: “La prima cosa bella” di Carlo Virzì

24 maggio 2010 Soundtrack 1 Commento
Massimo Privitera, 13 Maggio 2010: * * * ½
In collaborazione con Colonne Sonore

Vincitore di tre David di Donatello e nominato per altri 15, La prima cosa bella è stato salutato da molti come il miglior film della carriera di Paolo Virzì. A questo successo non sono estranee le musiche, perfettamente adeguate al loro ruolo di commento…


E’ accaduto e continua ad accadere sempre più spesso, che si veda un film e che la musica non rimanga impressa, non la si ricordi per niente, ma c’è, vive, pulsa, rappresenta il più delle volte l’anima segreta del film stesso. Non la si rammenta non perché è brutta musica ma solo perché è rispettosa, respira silenziosamente tra i fotogrammi senza infastidirli, bensì donandogli un’identità forte e chiara, che amplifica la forza stessa della trama, delle interpretazioni e dei luoghi. Questa doverosa premessa per far comprendere appieno la qualità delle musiche originali composte da Carlo Virzì per il più bel film italiano di quest’anno (e forse degli ultimi anni), La prima cosa bella di Paolo Virzì, interpretato magnificamente da Valerio Mastandrea (David di Donatello come miglior attore protagonista), Stefania Sandrelli e Micaela Ramazzotti (David di Donatello come miglior attrice protagonista). Una sceneggiatura struggente e divertente, anch’essa vincitrice del David di Donatello, un vero e proprio amarcord virziniano ambientato nella sua città natale, Livorno, in cui, attraverso gli occhi di un figlio (Mastandrea) e i suoi ricordi di un passato dolceamaro, viviamo (e inseguiamo) la vita e le peripezie di una madre vivace e bellissima (Sandrelli da vecchia, Ramazzotti da giovane), croce e delizia per gli uomini.

Carlo Virzì (nessuna parentela con il regista Paolo) traccia una serie di momenti fondamentali all’interno della trama con la composizione di temi malinconici e sereni, mai distaccati ma sempre dentro le immagini fino a creare una cornice sonora capace di commuovere e alleggerire, al tempo stesso, la commozione, evitando egregiamente la trappola della sdolcinatezza esasperata e della tristezza a tutti i costi. Difatti dice di lui Paolo Virzì nel libretto dell’album: «…questo bravissimo musicista […] ha cosparso su questo film una specie di polverina magica, una malia affettuosa e piena di umana compassione, un misterioso magone che, insomma, non va né su né giù.»

Un piano cantilenante e mesto accompagna la prima traccia del CD, “Bruno (Bruno sul prato)”, descrivendo il profondo mal di vivere del protagonista maschile (Mastandrea), figlio di una madre malata di cancro (Sandrelli) che non vede da parecchio tempo, perché il suo ricordarla da giovane (Ramazzotti), ingombrante e troppo frivola, lo infastidisce. “Tema di Livorno” con quel violoncello meditabondo e ricco di storie apre la mente di Bruno ai pensieri di un’infanzia stravagante e difficile (e il clarinetto con le sue note basse ne acuisce il dramma!). Una nenia triste (“Tema della famiglia (pensierino)”) racconta le vicissitudini di questa madre affettuosa ma distratta, con i due figli sballottati di qua e di là. Un lounge anni ’70, il brano “Il conte”, inebria con le sue voci femminili e l’arrangiamento beat, distraendo da tanta atmosfera melanconica. “Tema di Anna” si fa etereo, quasi minimale, con quell’incedere glassiano e gli archi che appaiono e scompaiono, innescando assoli di clarinetto, piano, celesta, mostrando così la vera anima della protagonista femminile, la madre dal cuore tenero e dalla bellezza folgorante, così ingenua e decisa al contempo. “Le Sorgenti” in cui chitarra, piano, percussioni e violoncello si rincorrono allegramente per narrare il quartiere della periferia nord di Livorno, quartiere dove è nato il regista Virzi e dove vanno a vivere nel film madre e figli.

Quattro i temi principali che ritornano variati più volte, sempre carichi di un’intensità ed emotività notevoli, grazie anche ad una performance impeccabile della BIM Orchestra e di alcuni solisti, tra cui il compositore stesso al pianoforte e chitarre. Un’orchestrazione sul filo della delicatezza dove la predominanza di alcuni strumenti sull’orchestra delinea maggiormente il carattere emozionale dell’intera pellicola, perché non sempre bisogna riempire musicalmente con il pieno orchestrale per appassionare. Andare a sottrarre per colpire di più, e la partitura di La prima cosa bella (candidata al David di Donatello) e il suo compositore hanno centrato il bersaglio.

Le canzoni dei Bad Love Experience (scritte da Valerio Casini) sono piacevoli, ma è quella che dà il titolo al film di Virzì il vero punto nodale: “La prima cosa bella” scritta da Mogol, G. Reverberi e Nicola Di Bari, interpretata da quest’ultimo, grande successo degli anni ’70, che si ascolta nella pellicola più di una volta, visto che la Ramazzotti la canta insieme con i figli prima di addormentarsi o nei momenti più cupi, e la sua cover (nei titoli di coda) con la performance straordinaria di Malika Ayane, per una questione di diritti purtroppo non presente nella OST.


Titolo: La prima cosa bella

Compositore: Carlo Virzì, Aa.Vv.

Etichetta: Medusa/RTI/Edel, 2010

Numero dei brani: 18 (13 di commento + 5 canzoni)

Durata: 45′ 08”


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Carino il film …complimenti…

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