Stai leggendo:

Soundtrack: "La resa dei conti" di Ennio Morricone

7 ottobre 2013 Soundtrack 0 Commenti
La resa dei conti

Federico Biella, in collaborazione con Colonne Sonore* * * * *

Una delle migliori colonne sonore composte da Ennio Morricone per il western all’italiana, la musica di questo film diretto nel 1966 da Sergio Sollima è ricca di contrasti e sfumature e mantiene tutta la potenza espressiva tipica del Maestro romano…


Tra i molteplici sottogeneri propagatisi in seno al western all’italiana, quello contestualizzato nel Messico rivoluzionario ha come padre indiscusso Sergio Sollima. Sebbene egli abbia più volte affermato che la connotazione politica individuabile nei suoi film è stata tutt’altro che intenzionale, è certo che il suo personaggio chiamato Cuchillo Sanchez – un sottoproletario messicano senza arte né parte, astuto e mendace per necessità, perennemente in fuga per sottrarsi a una realtà ostile e iniqua e tuttavia non privo di spontanei slanci sentimentali e di umanità istintiva – diventerà una delle bandiere della nascente contestazione sessantottesca.
Militante o no che sia, La resa dei conti – primo episodio di una trilogia sviluppata poi dallo stesso regista con Faccia a faccia e Corri, uomo, corri – resta uno dei tortilla western meglio riusciti per la solidità della sceneggiatura (il cui titolo originale, Il falco e la preda, rendeva con più efficacia il tema nodale della caccia all’uomo), per la presenza di caratteri ben delineati e altrettanto ben assimilati dagli attori (convincenti le interpretazioni di Tomas Milian nei panni di Cuchillo e di Lee Van Cleef in quelli del bounty killer Jonathan Corbett), e per la profondità delle riprese (i campi lunghi e lunghissimi ricostruiscono in Almerìa un Texas e un Messico finalmente credibili).

Ennio Morricone – nel 1966 già ontologicamente identificabile con il western di marca italiana grazie alla collaborazione con Sergio Leone coronata da un successo planetario – scrive nella circostanza una partitura ricca di contrasti e sfumature (vi troviamo infatti l’epos ma anche la lirica, il dramma ma anche l’ironia, le ascendenze classiche ma anche quelle popolaresche) e si concede il lusso di non eccedere troppo negli autocitazionismi.
Addentrandosi nelle singole sequenze, non si può non rimanere ancora una volta travolti dalla celebre canzone dei titoli di testa “Run man run”, dove furoreggia la voce di un’ansimante Christy che sembra davvero accompagnare il protagonista nella sua interminabile corsa a perdifiato. L’atavica dialettica tra predatore e vittima raggiunge però il suo Spannung con la scena dell’inseguimento nel canneto, nella quale musica e azione trovano corrispondenze perfette: il tema – una versione strumentale della stessa “Run man run” intitolata “La resa dei conti (La caccia)” – è introdotto da un arghilofono riproducente versi animaleschi che valgono a estremizzare la rapace determinazione del branco; successivamente un breve intermezzo percussivo e i vocalizzi di Edda Dell’Orso preludono a una grandiosa progressione ascendente per orchestra e coro, regalandoci la sensazione euforica della conquista della libertà. Dello stesso tenore “La resa dei conti (Seconda caccia)”, con la partecipazione aggiuntiva di una chitarra elettrica e di più energici interventi del coro, e “Run man run (Titoli finale)”, che condensa in un’unica soluzione le tre versioni.
Le scene clou dei due duelli finali sono le più leoniane di tutto il film sia dal punto di vista cinematografico, per le insistite inquadrature sui dettagli, sia da quello musicale, per la tensione crescente che promana dalla deguellizzante “La resa”, dove però Morricone punta sui suoni gravi dei fiati, e dalla più enigmatica “La condanna”. In quest’ultima si fa notare un artificio diverse volte utilizzato dal premio Oscar nei western precedenti e successivi: l’interpolazione, solitamente in chiave ironica, di alcune note tratte da un brano di musica classica. In Per qualche dollaro in più viene scomodato Bach (“Toccata e Fuga in re minore”), in Giù la testa Mozart (“Kleine Nachtmusik KV 525″), ne Il mio nome è Nessuno Wagner (“La Cavalcata delle Valchirie”). Nello specifico è la volta di “Für Elise” di Ludwig Van Beethoven, un riferimento non casuale visto che è cucito addosso a uno dei personaggi della storia, il barone austriaco Von Schulenberg, un ufficiale altezzoso e nello stesso tempo grottesco, abilissimo sia nell’uso della pistola che nel suonare il pianoforte (in un’occasione lo vediamo appunto eseguire estesamente la sonata).

Fin qui la componente più dinamica dello spartito. Le apparizioni sulla scena di Cuchillo, invece, non sono rinforzate dai classici suoni rodomonteschi e iperbolici bensì da tocchi di chitarra classica intrisi di una mestizia lontana (ad esempio in “Arriva Cuchillo”): in fondo egli è solo un reietto perseguitato dalla legge per un orrendo delitto che in realtà non ha commesso, un peòn svagato e ingegnoso ma incapace di difendersi con la violenza (non sa neppure usare la pistola, preferisce – se strettamente necessario – ricorrere al coltello). Non è, insomma, il tipico eroe senza paura e con qualche macchia tipico del western all’italiana, e Morricone ci rende partecipi di questa sua dimensione di ordinaria sventura e vulnerabilità attraverso un commento evocativo-descrittivo pacato e intimista.
Passando agli episodi atmosferici e situazionali, essi vengono risolti da sonorità aspre per le scene ambientate nel deserto (“Primo deserto” e seguenti) e da un limitato numero di temi etnici per quelle calate nel brulicante universo dei villaggi messicani. Del tutto estemporanei, infine, lo spiritoso moderato “La corrida”, il sacrale “Coro dei mormoni” per la partenza della loro carovana e una square dance nuziale di derivazione leitmotivica.

Scritta nel periodo culminante del fervore creativo del western all’italiana, la colonna sonora de La resa dei conti – rivitalizzata in questa ennesima ristampa definitiva a cura della GDM Music/Legend – si propone senza dubbio come una delle migliori firmate per il genere dal maestro Morricone, un artista capace di reinventarsi mantenendo inalterati gli standard qualitativi e la potenza espressiva.


La copertina del CDTitolo: La resa dei conti

Compositore: Ennio Morricone

Etichetta: GDM Music/Legend, 1966

Numero dei brani: 25 (22 di commento + 3 canzoni)

Durata: 54′ 09”


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.

Incassi dal 23 al 25 settembre