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Soundtrack: “Nine” di Maury Weston

15 marzo 2010 Soundtrack 0 Commenti
Valentina Alfonsi, 16 Febbraio 2010: * * *
In collaborazione con Colonne Sonore

Nel 1982 il commediografo Arthut Kopit e il compositore Maury Weston scrissero un musical teatrale ispirato a di Federico Fellini. Vincitore di cinque Tony Award, cui se ne sommano altri due per la riedizione del 2003, Nine è arrivato sul grande schermo pochi mesi fa…


All’inizio degli anni ’80 lo scheletro drammaturgico di di Federico Fellini viene preso in prestito da Arthur Kopit e Maury Yeston, che ne fanno un musical di grande successo. Ora Rob Marshall, regista della versione cinematografica, forma un cast di straripante fascino e comprovato talento. Tanta, troppa, carne al fuoco, e il rischio di bruciarsi è forte. Malgrado la campagna pubblicitaria rumorosa e l’atmosfera scintillante da celebrazione fuori tempo massimo della “Hollywood sul Tevere”, Nine non è un musical forzatamente accattivante ansioso di solleticare tutti i palati. È triste, anzi, freddo, rigido. Si apre con un’Overture di quattro minuti priva di azioni e dialoghi cantati, e tanto basterebbe per inimicarsi tutti gli spettatori insofferenti verso gli intermezzi musicali poco dinamici. In Nine tutte le canzoni sono cantate “in solitaria”, non ci sono duetti o parti corali trascinanti. Ogni personaggio è chiamato a intonare il proprio monologo, quasi sempre incastrato in uno spazio scenografico astratto, che si colloca in un luogo della mente fatto di pensieri, sogni e ricordi.

Guido (Daniel Day-Lewis) pensa in segreto nell’introduttiva Guido’s Song, rimugina sulla propria confusione che nessuno deve conoscere, pena il discredito e la derisione che un regista come lui non può permettersi; dà voce alla sua megalomania d’artista («I would like to be Christ, Mohammed, Buddha, but not have to believe in God») e si crogiola in quella venerazione femminile che è per lui nutrimento e stimolo. Primeggia, nel folto gruppo delle signore, Marion Cotillard, per importanza drammaturgica (la sua Luisa è il personaggio più consistente, l’unico a poter legittimamente rivendicare posizione di co-protagonista di fianco a Guido), per numero di canzoni (due, di cui una – Take It All – scritta appositamente per la versione cinematografica del musical), oltre al magnetico fascino di donna e d’attrice: la sua interpretazione di My Husbad Makes Movies è struggente, delicata, bella. Non meno adorabile è Penélope Cruz, penalizzata forse da una canzone, A Call from the Vatican, divertente ma vacua, e tuttavia in grado di illuminare le parti recitate di quel suo personalissimo e smagliante talento per la commedia.
Tra una Sofia Loren sprecata in un ruolo troppo simbolico ed evanescente e una Judi Dench sempre ottima ma tenuta ai margini del cuore del racconto, gli occhi e le orecchie sono tutti per il numero musicale di Fergie, quel Be Italian martellante e vorticoso che è probabilmente l’unica parentesi spensierata e trascinante dell’intero musical, nel guardare all’infanzia di Guidi, piccolo apprendista seduttore: «Be a singer – così lo esorta la Saraghina – be a lover, pick the flower now before the chance is past».
Lode, infine, ad Andrea Guerra, autore dello score (non presente nel CD): brevi brani strumentali che accompagnano le parti non cantate con grazia, eleganza e ottima adesione alle atmosfere.


Titolo: Nine (Id.)
Compositore: Maury Weston
Cantanti: Daniel Day-Lewis, Penélope Cruz, Judi Dench, Fergie, Marion Cotillard, Kate Hudson, Sophia Loren, Nicole Kidman
Etichetta: Geffen, 2009
Numero dei brani: 16
Durata: 60′


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