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Soundtrack: "Scuola di polizia" di Robert Folk

10 febbraio 2014 Soundtrack 0 Commenti
Scuola di polizia

Massimo Privitera, in collaborazione con Colonne Sonore* * * ½

La colonna sonora di Scuola di polizia è uno degli imprescindibili cult cine-musicali degli anni Ottanta, un periodo particolarmente foriero di composizioni memorabili che ancora oggi sanno scaldare il cuore di chi le ascolta, in particolar modo di quelli che in quegli anni sono cresciuti e si sono formati cinematograficamente…


Vi sono imprescindibili cult cine-musicali provenienti dritto dritto dagli anni 80: vedi, giusto per citare i più celebri e indimenticabili, il capolavoro sinfonico fantascientifico di John Williams per E.T. – L’extraterrestre, il lirismo synth avvolgente sci-fi di Vangelis per Blade Runner, la muscolare partitura dell’action post Vietnam per eccellenza di Jerry Goldsmith per Rambo, le sinfo-elettroniche score fantasy di Klaus Doldinger e Giorgio Moroder per La storia infinita e di Trevor Jones per Labyrinth, nonché il divertissement sinfonico citazionista di Dave Grusin per I Goonies. Ma i film targati anni 80 da menzionare sarebbero tantissimi, sia dal punto di vista visivo che soprattutto musicale, perché quel periodo è stato foriero di colonne sonore sinfoniche, pop, elettroniche, jazz e via elencando, memorabili che ancora oggi scaldano il cuore di chi li ascolta, in particolar modo di chi è cresciuto in quegli anni e si è formato cinematograficamente, piombando morbidamente in sogni d’avventura, orrorifici, fantascientifici, comici, magici e sentimentali. E uno di quei cult cine-musicali imprescindibili, proveniente proprio dal 1984, è il comico-demenziale Police Academy, ovvero il mitico Scuola di Polizia, con gli strampalati poliziotti combina guai Carey Mahoney (Steve Guttenberg), Moses Hightower (Bubba Smith), Tackleberry (David Graf), il Sergente Callahan (Leslie Easterbrook), Larvell Jones (Michael Winslow) e dulcis in fundo il Comandante Lassard (George Gaynes) e il tremendo e antipatico Luogotenente Harris (G.W. Bailey).

Musiche composte, orchestrate e dirette da uno dei grandi e più sottovalutati artigiani della musica per film americani, Robert Folk, che nel suo carnet compositivo annovera film di vario genere con partiture muscolari, emozionali ed energiche, sempre sul filo della grande tradizione sinfonica hollywodiana di Maestri come Williams, Goldsmith, Horner, Broughton, Silvestri, seppur alcuni di loro suoi contemporanei. Folk ha scritto le colonne sonore di, per citare le più rilevanti sotto ogni aspetto compositivo, La storia infinita 2, Scuola di eroi, Beastmaster 2, Le avventure di Stanley e Ace Ventura – Missione Africa.
Nel creare le basi musicali di Scuola di polizia, che sono servite per alimentare anche i suoi 6 sequel (alcuni decisamente inguardabili, soprattutto gli ultimi 3, ma con il secondo quasi a livello del primo), si è ispirato alle musiche action pop di fine anni 70-primi 80 e alle marce militaresche e patriottico bandistiche dell’arcinoto compositore americano John Philip Sousa (1854- 1932). Questi due elementi sonori delineano l’intera partitura di Police Academy per quel che riguarda l’aspetto leitmotivico, cioè il Main Theme e l’Action Theme, con l’aggiunta di un richiamo manciniano per il tema sexy di una delle sottotrame demenziali del film.
In verità è logico pensare a Sousa non appena si ascolta il tema principale della OST, la celebre “Police Academy March” che viene ripetuta molteplici volte all’interno della partitura e della pellicola, visto che trattasi di marcia pompieristica militare nella sua forma più classica, però se ben si ascolta il Leitmotiv marziale questi sembra essere una parafrasi del ben più noto tema militaresco, anch’esso una marcia patriottica, di Jerry Goldsmith per il film Patton, generale d’acciaio. Difatti, come ben delineato dall’ottimo libretto del CD in oggetto, curato dal critico cine-musicale Daniel Schweiger, Folk si trovò dinnanzi la richiesta della produzione e del regista di rifarsi al commento goldsmithiano per il film succitato e anche alla partitura di Elmer Bernstein per La grande fuga e a quella sinfonico demenziale del medesimo per L’aereo più pazzo del mondo. E la cosa stimolò parecchio il compositore, che scrisse per il film un commento che, come accennavamo più sopra riguardo i cult cine-musicali degli anni 80, di diritto è entrato nella storia delle musiche per film più note di quel periodo, che associ immediatamente alla pellicola in questione e che ha marchiato indelebilmente un genere, quello demenziale poliziesco hollywoodiano et similia (molteplici gli apocrifi e pseudo tali film europei e d’oltreoceano sfornati in quegli anni o subito dopo, nei 90 per capirci; vedi i nostrani Scuola di ladri e I pompieri con relativi seguiti).
Robert Folk è riuscito, grazie ad una fonte ispirativa forte come quella di Goldsmith e il suo Patton, a scrivere una partitura dinamica, fortemente connotativa dei tempi comici del film, sprizzante euforia e citazioni colte (il “Pomp and Circumstance” di elgariana memoria, oltre che il succitato Sousa), dalle ritmiche influenze pop, che ancora oggi viene fischiettata o canticchiata da chi conosce a menadito tutti gli Scuola di Polizia e a maggior ragione adesso che finalmente la colonna sonora completa del primo film è andata alle stampe (a quando le altre dei restanti capitoli?) per merito della sempre eccezionale etichetta americana La-La Land, a quasi 30 anni dall’uscita nelle sale di tutto il mondo.

Ma veniamo alla musica nel CD: l’album si apre con l’arcinota marcia nel brano “Main Title/Night Rounds” che si chiude tensivamente esponendo il Leitmotiv in una variante da musica noir rozsiana. “Rounds Resume/Tackleberry” accresce la tensione con uso di synth, fiati, ottoni e archi. “Barbara” trasforma la marcia principale in 51” di puro militarismo alla Sousa. Invece in “Join Up” la marcia si fa incandescente nell’esposizione, rammentando l’incedere della celebre “The Colonel Bogey March” da Il ponte sul fiume Kwai, scritta nel 1914 dal luogotenente F. J. Ricketts (più noto come Kenneth Alford), e in “The Academy” l’aspetto pompieristico della marcia si fa più evidente, con l’aggiunta di chitarre elettriche sullo sfondo. “Recruits” è il tema d’azione militaresco con interventi synth e chitarre elettriche, bonghi e ritmiche pop agguerrite, idem “Pussycat/Uniforms”, in cui il tema marziale si tramuta in Sousa Touch puro e duro. “Assignment” è genuina entità militaresca in cui l’orchestra di oltre 80 elementi fa bello sfoggio di sé. “Formation/Move Out” tramuta nella prima parte in grottesco-tensivo il tema della marcia, a mo’ di sfottò dei poliziotti inetti (ma furbescamente attivi!), per poi riabilitarlo nella sua forma patriottica possente, con chiusa sottile per flauto dolce. Con “Obstacles” torniamo sui lidi di John Philip Sousa con rullanti annessi e connessi e trombe e fiati saettanti (a mio avviso la migliore esposizione del tema primario). “Martin and Company” e “More Martin” mostrano il languido tema sexy jazzistico, per sax, di cui parlavamo sopra, mentre “Regrets” espone per sassofono prima e flauto dopo, un Leitmotiv romantico distensivo. “Guns/In Drag” distende il tema della marcia in maniera lievemente ondeggiante per esplodere in tutta la sua carica militare nella seconda metà del pezzo, successivamente iniettando nuovamente il tema languido manciniano. “Jam Up” abbina in 42” dentro un nuovo tema essenze rossiniane e straussiane. “Hightower Drive” è un brano tra il rock e il rhythm and blues, per chitarra elettrica, piano e sax contralto. “Need to Talk/Hightower Leaves” ripresenta il Leitmotiv romantico in tutta la sua tenera dolcezza flautistica. “Riot Stars”, “Rito Gear” e “Match” mostrano i denti, portando alla ribalta un nuovo tema pop muscolare tipo film bondiano anni 80, alla Bill Conti, o simil Ispettore Callaghan, alla Lalo Schifrin. Tre pezzi da capogiro, al fulmicotone! L’album si chiude in bellezza con “Straighten Up” e “Police Academy March” in cui il tema principale va alla carica.

Rivogliamo Robert Folk, invece di tanti inetti mestieranti (neppure artigiani!) odierni che creano soltanto tappetini sonori tutti identici e senza uno stile proprio, sul podio dei blockbuster attuali per dare una vera identità musicale ai film. E come lui molti altri grandi artigiani che non c’è spazio per menzionare ma che chi conosce la musica per film anni 80 e 90 ben conosce!


La copertina del CDTitolo: Scuola di Polizia (Police Academy)

Compositore: Robert Folk

Etichetta: La-La Land Records, 1984

Numero dei brani: 29

Durata: 44′ 14”


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