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Soundtrack: "Una ragione per vivere e una per morire/La notte dei serpenti" di Riz Ortolani

26 novembre 2012 Recensioni 0 Commenti
Federico Biella, 23 Febbraio 2010: * * * ½
In collaborazione con Colonne Sonore

Per l’ennesimo capitolo della sua serie dedicata al western all’italiana, Digitmovies propone due preziose colonne sonore firmata dal Maestro Riz Ortolani. La prima è un’attesa ristampa integrale, mentre la seconda è qui pubblicata per la prima volta nella sua interezza…


Per l’ennesimo capitolo della serie dedicata al western all’italiana, Digitmovies ci regala due preziose colonne sonore del Maestro Riz Ortolani in un unico CD: Una ragione per vivere e una per morire e La notte dei serpenti. Da tempo si attendeva una ristampa della prima, già pubblicata negli anni 90 da Point Records con un brano in meno nella tracklist. La seconda, al contrario, a parte una manciata di sequenze occasionalmente inserite in alcune antologie, viene pubblicata per la prima volta nella sua interezza.

Per Una ragione per vivere e una per morire – film che risente di influenze d’oltreoceano e vanta attori di rilievo internazionale come James Coburn e Telly Savalas – il compositore pesarese scrive una partitura sinfonica gravitante quasi per intero intorno al bellissimo tema principale, uno dei migliori del genere, introdotto dalle ispirate tessiture dei corni e degli archi di “Overture”, sei minuti di lirismo epico e nostalgico insieme. La sua struttura, la cui magniloquenza permette di inserire lo score nel solco tracciato dal morriconiano C’era una volta il West e in seguito esplorato in molti altri episodi, ad esempio da Luis Bacalov in Lo chiamavano Mezzogiorno, verrà più volte riproposta successivamente: con un’introduzione e un finale ritmati dai tamburi in “Una ragione per vivere (Titoli)”; con l’aggiunta di una tromba ad abbellire i vari passaggi in “Eroicamente insieme”; con un andamento più sommesso in “Una ragione per vivere #2″; infine, con lievi variazioni, in “Una ragione per vivere #3″ e in “Una ragione per vivere (Finale)”.
Le altre tracce testimoniano da un lato i momenti drammatici, tra i quali molto particolari sono “Il forte”, con le percussioni a far da sfondo a un marcato arpeggio di chitarra elettrica che riprende la melodia principale solo dal punto di vista armonico, e “Uomini dimenticati da Dio”, con la sua dissonanza controllata prodotta da alcuni isolati accordi di chitarra su una base d’archi e fiati; dall’altro gli immancabili brani etnici, come “La festa”, dalle evidenti venature country, e “Valzer messicano”, con vivaci trombe soliste sul tipico ritmo ternario tenuto dalle chitarre.

Per La notte dei serpenti – film di impostazione più convenzionale nonostante alcuni sconfinamenti nell’horror – Ortolani sceglie invece le cristalline sonorità della chitarra elettrica, assoluta protagonista già a partire dall’atmosfera di mistero data dai liquidi accordi riverberati di “Seq. 1 – Titoli”, ma poi anche nei frequenti commenti alle situazioni più cupe (in “Seq. 6″, ad esempio, alla sei corde viene applicato un inquietante effetto eco). “Seq. 3″ presenta il tema principale in un’esposizione dolce e romantica affidata a due chitarre classiche, una delle quali si esibisce inizialmente nella tecnica della tambora, usatissima negli spaghetti western. Solo in “Seq. 12″ e in “Seq. 14 – Finale” esso acquisterà maggior vigoria grazie a un arrangiamento per chitarra elettrica e tromba che sicuramente paga un forte tributo a I giorni dell’ira, capolavoro western dell’artista. Numerose infine sono le ripetizioni di brani dal sapore folk messicano: se ne contano cinque, compresa “Seq. 11″, ricamata da vocalizzi femminili non accreditati.

In definitiva, due encomiabili fatiche compositive del pluridecorato e prolifico Ortolani che così si è espresso a proposito delle sue reiterate incursioni nei film di genere: «Non avevo problemi a usare il chitarrone per il western e il lounge per le commedie. […] Sinceramente però non capisco questa distinzione tra film di serie A e B. […] Questi sono film che magari hanno avuto meno fortuna, ma non vuol dire che siano stati meno impegnativi» (Colonne Sonore, marzo/aprile 2005). Se confrontiamo tali dichiarazioni con le due OST qui presentate, non possiamo che convalidare questa sua visione trasversale, e quindi non gerarchica, della musica da film, in virtù della quale egli ha sempre attinto senza risparmio al suo estro creativo anche negli episodi cinematografici minori, interpretando ogni incarico con assoluto rigore.


Titolo: Una ragione per vivere e una per morire/La notte dei serpenti

Compositore: Riz Ortolani

Etichetta: Digitmovies, 1972/1970

Numero dei brani: 14 + 18

Durata: 38′ 44” + 35′ 02”


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