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"Sucker Punch" di Zack Snyder

4 aprile 2011 Recensioni 14 Commenti
Sucker Punch

Warner, 25 Marzo 2011 – Videoclipparo

Una ragazzina finisce in manicomio dopo la morte della madre e della sorella. Qui inizia a sognare di essere una ballerina di uno strip-club, dove progetta la fuga sua e di altre quattro ragazze. Insieme passeranno per altri mondi generati da un balletto ipnotico, mondi pieni di battaglie…


Emily Browning in una scena di Sucker PunchZack Snyder arriva finalmente al cinema con un progetto completamente originale e sembra godersi appieno – forse anche troppo – la libertà concessagli dopo i lavori precedenti. A pochi mesi di distanza da Inception, con Sucker Punch ci troviamo di fronte a un nuovo viaggio in fantastici mondi mentali, in cui si combatte contro una realtà fisica avversa e irrisolvibile.

Jamie Chung, Emily Browning, Abbie Cornish e Jena Malone in Sucker PunchSe nel film di Nolan ci era concesso di entrare a poco a poco in una complessa struttura esponenziale, qui abbiamo una molto più banale successione di prove che portano dentro e fuori da un primo e un secondo livello di allucinazione. Anche senza contare le numerose forzature necessarie per collegare i vari mondi, questa struttura si rivela troppo rigida, rendendo la storia prevedibile fin dal momento in cui alla protagonista viene assegnata la missione dal misterioso sacerdote/comandante, scena strappata di forza da un brutto manuale di struttura cinematografica.

Vanessa Hudgens e Carla Gugino in Sucker PunchQuello che è il livello di allucinazioni più alto, la serie di mondi d’avventura e fantasy che le cinque eroine della storia attraversano, è a dire il vero notevole per regia e realizzazione tecnica. Queste vere e proprie parentesi action della storia principale, accompagnate da cover ossessive di famosi brani musicali, sono il tripudio della regia da videoclip, con l’unica differenza che le cinque eroine sexy non ballano sinuosamente ma sparano e combattono come assatanate. Una gioia per gli ormoni di quelli che apprezzano questo genere di intrattenimento.
Jena Malone, Abbie Cornish e Vanessa Hudgens in una scena di Sucker PunchCome si poteva prevedere, però, queste parentesi sono l’unica attrattiva e ragione d’essere di Sucker Punch, e si trascinano dietro tutto il resto, quella che sarebbe la storia principale e che invece sembra più una brutta cornice tirata in lungo senza troppa convinzione. Riprova ne è che la scena dell’unica prova che si svolge fuori dai mondi in CG, quella del sacrificio, è piatta in modo desolante. Questi squilibri e le lunghe parti prive di fascino minano il potenziale del soggetto, che in mani più abili avrebbe potuto prendere una forma decisamente più completa e affascinante rispetto a questa galleria di richiami ad altri mondi.


Una delle locandine di Sucker PunchTitolo: Sucker Punch (Id.)
Regia: Zack Snyder
Sceneggiatura: Zack Snyder, Steve Shibuya
Fotografia: Larry Fong
Interpreti: Emily Browning, Abbie Cornish, Jena Malone, Vanessa Hudgens, Jamie Chung, Carla Gugino, Oscar Isaac, Jon Hamm, Scott Glenn, Richard Cetrone, Gerard Plunkett, Malcolm Scott, Ron Selmour, Alan C. Peterson, Revard Dufresne
Nazionalità: USA – Canada, 2011
Durata: 1h. 50′


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Attualmente ci sono 14 commenti a questo articolo:

  1. pippo scrive:

    Visto: di sostanza c’è nè ben poca ma visivamente è pregevole.
    Secondo me è un film onesto, se vuoi andare al cinema per appagare gli occhi non resti deluso, anzi. Molto meglio di tanti film action/fantasy/scifi etc con tante pretese che poi sono ridicoli per trama e realizzazione.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Il problema di Snyder è che anche dal punto di vista visivo non è niente di originale, è solo una rimasticatura di tante cose già viste. A questo punto molto meglio un Gore Verbinski, che quando prova a dire qualcosa di personale ha davvero qualcosa da dire.

  3. Riccardo scrive:

    Non penso sia un film squallido ma certamente 300 è il miglior lavoro di Snyder. concordo con pippo questo film ha poca sostanza ma è una gioia per gli occhi ( non solo per le gnocche che recitano in questo film ).

  4. Michele Centini scrive:

    Non capito. Snyder non viene capito. E’ magnifico. Come il De Palma all’inizio degli anni’80 (quando i critici U.S.A. lo accusavano di fare trash con Dressed to kill), come l’Argento degli anni ’70-’80, che veniva demolito a spada tratta, e definito “fascista”. Finora solo Sentieri Selvaggi ha avuto il coraggio di dire che Snyder è un genio. La critica si divide, non comprende, si pone una frattura consistente, come se ci fosse un gap visivo. E’ la critica che non ha più un immaginario, e Snyder tenta di ridarglielo. Ma Sucker Punch è davvero un capolavoro inammissibile, irricevibile. Come dire: o così o niente. Del tutto oltranzista. C’è stato persino il ridicolo Federico Pontiggia sul Fatto Quotidiano che ha parlato di “film nazista”. E io dico “si, è un film nazista! Almeno non è una mezzasega si film italiano, povero di idee e qualunquista.

  5. Alberto Cassani scrive:

    Michele, De Palma e il miglior Argento avevano una sostanza che Snyder non ha assolutamente. Snyder ha un’idea di cinema esclusivamente visiva, ma non è neanche sua: è completamente derivativa. Nel tuo blog hai scritto che è rivoluzionario, in realtà è proprio l’opposto: è la totale mancanza di originalità, è la riproposizione pedissequa di cose già fatte da altri, senza alcuna mediazione da parte sua. Lui non sta (ri)dando un immagginario a pubblico e critica, si limita a ributtargli addosso tutto ciò che lui vede, concentrandolo in un solo film. Senza contare che un immaginario, pubblico e critica ce l’hanno già… Poi se mi leggi sai come la penso sul discorso “non t’è piaciuto perché non l’hai capito”.

    Dire che un film è fascista, purtroppo, è una delle cose più di moda nella critica italiana degli ultimi anni. Credo che in teoria l’idea sarebbe di etichettare come tali tutti i film che ci mettono dalla parte degli aguzzini, che già sarebbe un’etichetta ridicola, ma mi pare evidente che molti “critici” non lo sappiano. E allora qualcunque cosa vagamente (secondo loro) reazionaria o guerrafondaia è fascista. Ma proprio perché questa etichettatura non ha senso, non diamole peso.

  6. Enrico Sacchi scrive:

    Il fatto di esaltare o meno un regista e le sue opere non c’entra niente con il coraggio. Nessuno qui sta prendendo posizioni sociali o politiche per cui corre dei rischi concreti, stiamo semplicemente discutendo di cinema. Facendo della critica, il problema è di profondità di analisi e bontà di quanto si vede nel caso migliore, di preconcetti e pregiudizi nel caso peggiore. Il fatto che, nell’ordine, difendi prima Snyder che “Sucker Punch”, nello specifico, me la dice lunga.
    Mi mancano seriamente delle motivazioni per parlare bene di “Sucker Punch” e dare a questo film un giudizio migliore che non sia quello di frenetico videoclip d’azione. Mancano dei personaggi consistenti, una storia che si regga in piedi anche senza tutti quegli effetti, perfino delle autentiche sorprese da quello che è il percorso definito fin dall’inizio.
    Infine, il classico flame del cinema italiano che fa schifo ed è qualunquista (dovresti vederne di più, probabilmente), mi sembra proprio il principe dei ragionamenti qualunquisti e frettolosi…

  7. Marco scrive:

    Albe avete visto “Ga’ Hoole”?

  8. Alberto Cassani scrive:

    No, credo non l’abbia visto nessuno di noi.

  9. Edoardo scrive:

    Maddai, come si fa a dire che Zack Snyder, regista di filmacci tipo questo, sia al pari del DePalma anni ’80 o del primo Argento? Cioè stiamo paragonando il regista di film sopravvalutatissimi tipo “300”, al regista di “Omicidio a luci rosse” e a quello di “Profondo rosso”… A me pare ingiusto. Mi sbaglio?

  10. Plissken scrive:

    Secondo me non sbagli affatto.

  11. Riccardo scrive:

    La cosa che ha trascinato questo film che poteva essere memorabile nel baratro del dimenticatio è il fatto che Snyder mostra così tante cose che finisci per annoiarti e non è questo che dovrebbe fare un film d’azione, specialmente se molto atteso.

    Comunque Edoardo, Omicidio a Luci Rosse mi è piaciuto, ma Scarface resta il miglior film di De Palma.

  12. Edoardo scrive:

    Su questo ho i miei dubbi… a me piace di più “Carlito’s Way”, sinceramente.

  13. Riccardo scrive:

    Ah giusto, dimenticavo Carlito’s Way, onestamente hai ragione.

  14. Marco scrive:

    L’incipt è molto bello, montato e girato, poi come sempre negli ultimi lavori di Snyder il film scivola giù giù verso il baratro. Non posso neanche dire che visivamente è originale (solo discretamente ben fatto) dato che Snyder riprende volutamente scenografie e scene da Il Signore Degli Anelli e vari altri film.
    Però non lo definirei videoclipparo (dato che questo stile di regia non è molto accentuato) quanto più “videogiocattolone”.
    Comunque interessante la fotografia di Larry Fong sempre diversa per ogni realtà vissuta dalla protagonista e il comparto musicale è azzeccato.
    Script che poteva risultare interessante ma finisce coll’essere strabordante, ripetitivo e noioso.
    Regia abbastanza anonima.

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