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"Super 8" di J.J. Abrams

7 agosto 2012 Recensioni 6 Commenti
Super 8

Universal, 9 Settembre 2011 – Vintage

Ohio, 1979. Dei ragazzini vogliono girare un film amatoriale, in Super 8, sugli zombi. Per realizzare una scena, una notte, vanno in una stazione abbandonata e sono coinvolti in un tremendo incidente ferroviario. Dopo l’incidente, in paese cominciano ad accadere strane cose…

Francesco Binini, 19 Luglio 2012:


Gabriel Basso, Ryan Lee, Joel Courtney e Riley GriffithsNel 1982 Steven Spielberg ci fece sognare con un film entrato nella storia, E.T.. Oggi l’alieno non è più tanto disponibile a fare amicizia con dei bambini per farsi aiutare a tornare a casa, ma è più deciso e non disdegna un pasto umano, di tanto in tanto.

Al centro della pellicola ci sono le vite delle persone, dei bambini in particolare e della loro relazione con gli adulti, i quali hanno a volte comportamenti incomprensibili ma – si scopre lentamente – motivatissimi. Tutto ruota attorno alle persone, anche se il motore della storia è l’alieno che sconvolge la vita della piccola cittadina. Le scene d’azione sono ridotte al minimo indispensabile (se si eccettua la sequenza dell’incidente ferroviario, obiettivamente un po’ troppo lunga) e grande spazio viene lasciato invece ai dialoghi, peraltro ben scritti. Il cast regge benissimo lo script ed Elle Fanning merita una menzione speciale.

Elle FanningA rendere il film riuscito è però senza dubbio l’autore, J.J. Abrams. Il geniale creatore di Lost e regista del reboot della serie Star Trek qui è di nuovo regista e autore anche della sceneggiatura. Ed è bravissimo a sovvertire le regole del film d’azione “moderno”: per prima cosa, al posto della solita scena d’azione che catapulta lo spettatore nella trama senza sapere nulla dei personaggi, fa iniziare il tutto con una veglia funebre. Poi prende il giusto tempo per la descrizione dei personaggi e delle loro motivazioni. Infine, l’incidente ferroviario innesca la storia ma anziché sbattere in faccia allo spettatore l’alieno costruito in digitale se ne fanno vedere gli effetti distruttivi in modo da aumentare la tensione.

Ron Eldard e Kyle ChandlerDa regista, Abrams strizza naturalmente l’occhio allo Spielberg degli anni 80, ma anche alla fantascienza anni 50/60, pur mantenendo un “basso profilo” ed eliminando qualsiasi virtuosismo. Di fatto, Abrams gira come se fosse negli anni 80, ma ben consapevole delle tecniche attuali. Così, dopo aver nascosto l’alieno dietro un’insegna pubblicitaria e averlo fatto intravedere in uno specchietto retrovisore può togliersi la soddisfazione di mostrarcelo in primo piano sfoderando, finalmente, la computer grafica che per una volta – finalmente! – non è la protagonista del film, ma solo un valido supporto alla storia.


La locandinaTitolo: Super 8 (Id.)
Regia: J.J. Abrams
Sceneggiatura: J.J. Abrams
Fotografia: Larry Fong
Interpreti: Joel Courtney, Elle Fanning, Kyle Chandler, Riley Griffiths, Ryan Lee, Gabriel Basso, Zach Mills, Noah Emmerich, Ron Eldard, Andrew Miller, Jakob Miller, Glynn Turman, Richard T. Jones, David Gallagher, Bruce Greenwood
Nazionalità: USA, 2011
Durata: 1h. 52′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Klaatu scrive:

    L’ho trovato un film ben riuscito, sebbene comunque alcune critiche abbiano stroncato proprio la scelta di J.J.Abrams di rivedere i concetti alla base del film d’azione moderno. Ci ho rivisto qualcosa dei monster movie anni ’50. La produzione ha fatto una scelta rischiosa e non tutti hanno apprezzato, pazienza comunque J.J.Abrams non se ne dispiace, immagino.

  2. Marco scrive:

    Sinceramente mi aspettavo di più, comunque gradevole. Buon tributo a Spielberg.

  3. Plissken scrive:

    Anch’io l’ho trovato assai godibile; mi piace l’aggettivo “vintage” azzeccatissimo con riferimento appunto alle vecchie pellicole spielberghiane e forse in parte anche “hooperiane”. Meno scontato di quel che può sembrare, è stata una piacevole sorpresa. Bella ed esaudiente la recensione in my opinion.

  4. Re Del Popcorn scrive:

    Nel complesso un film discreto, che davvero riesce a rievocare le emozioni di certe pellicole del passato più o meno recente. A mio avviso, però, dopo una buonissima prima parte, nel finale cede sensibilmente.

  5. Marco scrive:

    Quello che pecca un pò è la sceneggiatura, volutamente prevedibile e scontata nei suoi risvolti.
    Troppo vintage per i giorni nostri.
    Comunque la regia, il montaggio e gli attori risollevano un pò la situazione.
    Bella la scena, per me non troppo lunga ma giusta, dell’incidente ferroviario e buoni quei pochi effetti CGI.

  6. Alberto Cassani scrive:

    Be’, il pubblico ha risposto bene quindi alla fine ha apprezzato l’operazione vintage. Però è vero che certe ingenuità sono veramente mal sopportabili.

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