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"Superman Returns" di Bryan Singer

12 luglio 2006 Recensioni 29 Commenti
Superman

Warner, 1 Settembre 2006 – Soddisfacente

«Anche se sei stato cresciuto come un essere umano, tu non lo sei. Sanno essere delle grandi persone, Kal-El. Vorrebbero esserlo. Quello che a loro manca, è solo la Luce che indichi la strada. Per questa ragione più di tutte ho mandato te… il mio unico figlio.»


Brandon Routh in Superman ReturnsPrometeo è il Dio che ha rubato il fuoco agli altri Dei e l’ha donato all’Umanità. Oggi, Lex Luthor vuole fare ciò che Prometeo ha fatto nell’antichità: regalare agli uomini la tecnologia che qualcun altro vuol tenere per sé. Una tecnologia aliena, superiore. Sa che è con la tecnologia che arriva il potere, ma che il potere non conta nulla se non c’è anche qualcuno di cui approfittarsi. E visto che Superman è lontano dalla Terra da ormai 5 anni, e che la Terra sembra aver imparato a fare a meno di lui, Lex Luthor sa anche che nessuno potrà fermarlo. A meno che Superman non torni da un giorno all’altro…

Kevin Spacey e Parker Posey in Superman ReturnsCi sono poche cose capaci di dare la pelle d’oca ad un appassionato di fumetti, quando va al cinema. Il tema di Superman composto da John Williams nel 1978 è una di queste. Bryan Singer lo sapeva benissimo, quando ha rinunciato a dirigere il terzo X-Men per accettare di riportare sullo schermo l’Uomo d’Acciaio. Sapeva che non avrebbe potuto riproporre quel Superman, ma anche che non poteva ignorarlo. Con Superman Returns ha cercato una via di mezzo, un film che rinfrescasse il mito di Kal-El ma non lo snaturasse. Non è un nuovo primo episodio, questo: è una ripartenza dal punto in cui la corsa si era interrotta vent’anni anni fa. Perché il titolo del film, questa volta dice davvero tutto: Superman è tornato.

Kate Bosworth e Brandon Routh in Superman ReturnsGrazie all’interessante sceneggiatura di Dougherty & Harris (X-Men 2), Singer può permettersi quasi due ore di film controllato e divertente, che non esagera le spiegazioni ed è pieno di gag sottili ma efficaci. Poi, però, proprio quando il pubblico comincia ad accusarne la durata, la pellicola paga il suo debito al genere action e a ciò che i produttori di Hollywood pensano gli spettatori vogliano vedere, in una maniera molto simile a quanto successo con l’Hulk di Ang Lee. Superman Returns si risolve in quella che in fondo è la più classica delle scazzottate, a colpi di effetti speciali. Per fortuna il film ritrova il suo humour prima della fine, anche se un elemento importante non viene gestito nel migliori dei modi. Forse la pellicola non riesce a catturare tutta la grandezza del personaggio – e forse è anche colpa di Brandon Routh e del costume che indossa – ma come nuovo inizio va bene anche così: il mondo ha bisogno di Superman!


La prima locandina statunitense di Superman ReturnsTitolo: Superman Returns (Id.)
Regia: Bryan Singer
Sceneggiatura: Michael Dougherty, Dan Harris
Fotografia: Newton Thomas Sigel
Interpreti: Brandon Routh, Kate Bosworth, Kevin Spacey, James Marsden, Parker Posey, Frank Langella, Sam Huntington, Eva Marie Saint, Marlon Brando, Kal Penn, David Fabrizio, Jack Larson, Tristan Lake Leabu, Ian Roberts, Peta Wilson
Nazionalità: USA – Australia, 2006
Durata: 2h. 34′


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Attualmente ci sono 29 commenti a questo articolo:

  1. billybrown scrive:

    Pessimo film. Banale e nooso. Bryan Singer non ha i tempi registici e lo ha ampiamente dimostrato in ogni suo film. Basterebbe il fatto di aver completamente sbagliato la scelta dell’attore protagonista a dimostrare che il regista è un incapace… Andate a vedervi l’originale di Donner gran film e gran regista.

  2. Edoardo scrive:

    billybrown,non posso darti ragione: Bryan Singer è un regista dall’ottimo talento (tra l’altro è giovanissimo ed ha diretto molti film memorabili),e specialmente ha saputo valorizzare il vecchio Superman del 78. Questo film non è affatto noioso. Ed il protagonista va benissimo,somiglia pure a Christopher Reeve…
    Ricordati che neanche il film di Donner aveva così tanta azione,quindi il tuo commento è totalmente sbagliato te lo posso dire?

  3. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Edoardo sono a metà fra l’essere d’accordo con te e il non.
    è vero che quello di Singer è superiore e più ricco d’azione di quello di Donner, però il superman originale quello con Christopher Reeve e Marlon Brando, è un classico, una leggenda degli anni settanta.
    Il tuo commento è quasi come se lo descrivessi come un film pessimo.
    Cerca di guardarlo con gli occhi di uno dell’epoca e vedrai che lo apprezzerai meglio.
    Poi quello di Donner ha anche i suoi anni e questo lo giustifica.
    è come dire che il padrino parte III ( che comunque è il più brutto della saga ), è superiore ai primi due solo perché è stato realizzato più recentemente, gli effetti speciali erano superiori e i fiumi di sangue erano più rossi che nei primi due episodi. Non è che abbia tanto senso.
    Ogni film ha la sua epoca e bisogna cercare di apprezzarlo come lo hanno apprezzato quelli che lo hanno visto alla sua uscita.

  4. Edoardo scrive:

    No Riccardo: Io sono un fan del film di Donner,scusami se mi sono espresso male.
    billybrown ha scritto che questo film è noioso solamente perchè ha poca azione,ne sono certo,allora ho detto che neanche quello di Donner ne aveva così tanta.
    Del film di Donner io sono un cultore assoluto,mi ha cresciuto.
    Io preferisco il film di Donner a quello di Singer ovviamente…

  5. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Ah, Ok.
    Ma per me son belli tutti da quelli di Donner a quello di Singer.

  6. Edoardo scrive:

    L’unico brutto è quello del 1987,Superman IV…che non tutti conoscono o hanno visto.

  7. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Il IV cancellalo pure dalla lista, è il più brutto della serie. Fai come faresti con i batman di Schumaker.
    ( Bè però Batman Forever era di gran lunga migliore del seguito ).

  8. Edoardo scrive:

    Già,il terzo era decente (in certe scene ridicolo,ma tutto sommato sufficiente),anche perchè l’umorismo leggero che accompagna tutto il film è piacevole e a tratti davvero esilarante. Richard Pryor poi non so che altri film abbia fatto in verità… Comunque mi spiace che Reeve abbia terminato la sua carriera con film,da Superman IV in poi,davvero scadenti e per nulla memorabili. Spero in un sequel di questo Returns che è davvero un bel film che per i fan nostalgici come me ha un impatto mostruoso…specialmente per la classe che ha Singer nel dirigere. Insomma,quando arriva sto “Superman: The Man of Steel” ???

  9. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Ci manca che facciano “Superman’s Death” del confronto mortale fra Superman e Doomsday e concludono in bellezza la saga.

  10. Riccardo scrive:

    Davvero un bel film, ma chissà perché la critica non lo ha accolto bene. mah….

  11. Edoardo scrive:

    Rivisto oggi. Bel film, molto ben realizzato e ben scritto.

    Alberto, che ne pensi del reebot prodotto da Nolan e diretto da Zack Snyder? Ti sembra che prometta bene?

  12. Alberto Cassani scrive:

    Zack Snyder è proprio il regista giusto per un film bello profondo. Sì sì…

  13. Riccardo scrive:

    Lo considero un no

  14. Edoardo scrive:

    Immaginavo. Sono perfettamente d’accordo…
    Ah, avete visto che schifo il nuovo costume?

  15. Alberto Cassani scrive:

    Tra l’altro la sceneggiatura è di David S. Goyer, che sarà anche appassionatissimo di fumetti ma quando scrive sono più i film che sbaglia che quelli che azzecca…

  16. Edoardo scrive:

    La cosa che mi sorprende è che a produrre ci sia Nolan, e che lui personalmente abbia scelto Snyder…

  17. Riccardo scrive:

    Se guarderò il reboot sarà solo per il grande Russell Crowe.

  18. Alberto Cassani scrive:

    In effetti non si può negare che il cast sia molto interessante.

  19. Plissken scrive:

    Lo vidi, parecchio tempo fa. Mi parve un discreto/buon film, ma lontano dalla qualità riscontrabile nei capitoli “X-men”. A tutt’oggi, non ho visto un film su Superman davvero “coraggioso”, ovvero privo di talune ingenuità forse rivolte ad un pubblico sostanzialmente “teen”. I film di Batman ad esempio mi sembrano più “adulti”, perlomeno quelli diretti da Nolan.

  20. Anonimo scrive:

    secondo me non è stata affatto colpa di brandon routh, la sua interpretazione è stata ottima, quasi al livello di quella di christopher reeve, e la prova è che brandon routh ha battuto hugh jackman, daniel craig e tom cruise ai saturn awards!!!

  21. Alessandro scrive:

    Ad oggi pur rispettando il primo film di Donner del ’78 con Reeve e ovviamente il nuovo film diretto da Snyder L’uomo d’Acciaio non ho mai capito il disprezzo nei confronti di questo film che Singer ha diretto maestosamente, Suerman Returns è il seguito dei primi due film di Donner/Lester che annulla il pessimo lavoro fatto negli ultimi due episodi della vecchia saga. Sono d’accordo con la recensione di questo film, da una parte è un film più moderno e contemporaneo, ma allo stesso tempo ha uno spirito conservatore per la moda retrò e che non si dimentica dei capitoli passati. Cast eccezzionale e Kevin Spacey due spanne sopra tutti! Branadon Routh prende sul serio l’eredità di Reeve con una prova convincente! La regia è chiaramente potente, suggestiva, ironica, romantica! Amo moltissimo anche i colori della pellicola . Il tema di Williams riproposto da Ottman ti fa tornare nel passato!
    Il Mio Giudizio Finale!?:
    Un ottimo Ritorno per Superman che con questo capitolo del 2006 non sfigura vicino al leggendario film del ’78 e al nuovo film di Snyder L’Uomo d’Acciaio e che è un omaggio alle prime 2 pellicole della saga di Superman iniziata nel ’78, risultandone un fedele sequel anche se più moderno!

  22. Marco scrive:

    Lo vidi al cinema quando uscì e già all’epoca mi fece ribrezzo, tanto che ne ho così un brutto ricordo su tutti i fronti che non mi è passato per la testa di rivisionalro di nuovo.
    Per me Superman è il supereroe meno intrigante, carismatico ed affascinate che sia esistito.

  23. Manta scrive:

    L’ignoranza ovviamente si spreca nei commenti e non mi sorprende. Superman è un personaggio di gran lunga più affascinante, intrigante e interessante della stragrande maggioranza dei personaggi che vanno tanto di moda e vengano esaltati perché sono i nomi che Hollywood lancia. Per dire, il personaggio di Superman è nettamente superiore a Batman o anche Spider-Man ma solo quando scritto bene. Superman Returns è uno di quei prodotti scadenti che danno una pessima reputazione a Superman e i casuals (quelli che non lo conoscono) giudicandolo solo su questi prodotti scadenti poi vanno in giro a diffondere l’idea che Superman sia un brutto personaggio.

  24. Alberto Cassani scrive:

    Non è obbligatorio insultare gli altri per esprimere le proprie opinioni, eh Manta? Comunque, quando si parla di personaggi dalla storia pluridecennale come questi fumetti di supereroi è impossibile dire davvero quale sia il più riuscito, perché l’input di decine di autori li ha portati nel tempo in una direzione piuttosto che un’altra (Superman, poi, è proprio uno di quelli che è cambiato di più, col tempo). Senza contare le numerose operazioni di azzeramento e ripartenza organizzate periodicamente dalla casa editrice. Genericamente parlando, molto spesso i personaggi DC risultano più intriganti rispetto a quelli Marvel, che sono per la maggior parte più monodimensionali, ma è proprio questa semplicità di fondo ad aver portato al successo la Marvel: non è un caso che il pubblico abbia apprezzato maggiormente il Superman di “Smallville” rispetto agli altri. Ma il tipo di film che la Marvel sta realizzando non funzionerebbe con i personaggi DC, e non funzionerebbe con tutti i personaggi Marvel: te l’immagini un Devil col tono dei film dei Vendicatori? O un film dell’Uomo Ragno sull’Ultima caccia di Kraven?
    Ma come dici tu stesso, le potenzialità di Superman possono essere espresse solo quando lo si scrive bene. E questo vale per tutti: un personaggio seriale è bello o brutto solo per quanto è scritto bene o male. Moon Knight ha fatto cagare per anni prima di trovare uno sceneggiatore capace di sfruttarlo in maniera davvero intrigante, e storicamente a Superman questo è capitato spesso: per ogni splendido “Earth One” ha avuto un insopportabile “Superman/Wonder Woman”. Allora possiamo dire che potenzialmente può raggiungere grandi vette, ma realisticamente ci riesce di rado. Basta per dirlo personaggio “migliore” di altri?

  25. Eddie scrive:

    Solo io penso che questo film sia 10 volte superiore a Man of Steel?

  26. Alberto Cassani scrive:

    No, no. Siamo almeno in due.

  27. Alessandro Pitocco scrive:

    Io lo considero con un giudizio all’altezza di Man of Steel e in perfetta linea con la saga che vedeva protagonista il leggendario Christopher Reeve. Singer ha messo in scena un epico cinecomic , sarei stato molto contento se ci fosse stato un sequel, avrei voluto vedere come sarebbe andata a finire visto che il finale è rimasto aperto a molti interrogativi. Non capisco perché sia stato criticato negativamente dalla maggioranza, erano tutti pronti a dire che c’ era poca azione e troppo romance, poi però con Man of Steel dicono quasi il contrario, penso che come ti giri con Superman non si ha mai scampo!… Per me è stato un grande omaggio a Christopher Reeve e sua moglie Dana, al grande Marlon Brando e alla Regia di Richard Donner!

  28. Alessandro Pitocco scrive:

    Superman Returns me lo rivedrei un’infinità di volte assieme ai primi due film della serie iniziata da Richard Donner e con protagonista il solo e unico Superman “Christopher Reeve” ! Un film che raggiunge certe vette di potenza visiva e soprattutto emotiva, un Superman che nonostante l’onnipotenza dei suoi poteri è più fragile e umano che mai. Brian Singer dirige in modo superbo, cast tutto in parte ma Kevin Spacey è Kevin Spacey ! La Soundtrack di Ottman che prende a piene mani dal lavoro di Williams rende tutto ancora più emozionante e nostalgico, impossibile non commuoversi ascoltando il mitico tema di apertura.
    Superman Returns è un film maestoso, dove l’azione non va a scapito dei sentimenti e vedere Superman volare sopra i grattacieli di Metropolis fa venire voglia di gridare a gran voce : “Superman è tornato!” …

  29. Federico scrive:

    A me è parso un film davvero molto bello: romantico, malinconico, nostalgico. Basti guardare la meravigliosa scena del volo con Lois, che riprende l’originale ma la carica di un significato nuovo, non più ingenuo ma triste. O Luthor, che conserva la caratterizzazione macchiettistica di Hackman ma acquisisce una cattiveria tutta nuova, moderna (prima gli metteva la kryptonite al collo, ora ci fa un pugnale e gliela pianta nella schiena…). Il personaggio di Lois in sè poi trovo che sia trattato benissimo, anche qui arricchito rispetto alla prima versione, e sull’attrice non ho assolutamente nulla da ridire. Questa donna ama un angelo venuto dalle stelle, troppo diverso da lei, ma lo ama sempre e comunque, anche quando tutto le dice che dovrebbe lasciarlo andare. Poi, quando effettivamente lo fa, l’uomo normale che si trova conserva la passione per il volo, conserva la traccia di Superman. Non sono cose a caso queste, c’è un pensiero e c’è un simbolismo, cose che Zack Snyder si sogna. Io se vedo un tema del genere a fare da cuore ad un film mi levo il cappello, altro che criticarlo per la mancanza di azione. Clark e Lois saranno insomma anche l’archetipo del supereroe e della damigella in pericolo, ma il loro è un amore tutt’altro che banale, secondo me ad oggi eguagliato (nel contesto dei comics) solo dalla tragedia di Spider-Man e Gwen Stacy. E questo concetto si estende al personaggio stesso di Superman, che è l’archetipo del campione del Bene ma rimane allo stesso tempo sempre complesso e tormentato, esattamente come i suoi molti “figli” sia Marvel che DC.
    Riguardo l’azione, o in questo caso la sua assenza… Siamo davvero sicuri che Superman abbia bisogno di tutta questa azione per emozionare? Man of Steel ci ha dato proprio questo, azione su azione su azione, e il risultato è stato pessimo. Quel film non da nulla, non lascia nulla. Sto riguardando il capostipite del ’78 mentre scrivo, e da lì l’impressione che ho è che la storia di Kal El sia una sorta di epopea, qualcosa di sì antiquato, ma che dall’essere tale dovrebbe trarre punti di forza, e non debolezze. Il bambino sottratto ai genitori, cresciuto come contadino in un luogo pacifico, poi stupito dalla scoperta di un grande destino… E’ una storia lineare ma sempre bellissima: ricorda in parte Frodo Baggins, e in pieno Luke Skywalker. Storie del genere non possono essere sacrificate per un po’ di azione da due (milioni di) soldi. Hanno dietro una poetica che si può tranquillamente conservare, essendo ormai provato che, dopotutto, noi spettatori non siamo una completa massa di deficienti: ci può piacere un’opera che stimoli delle riflessioni. Quindi boh, veramente mi devo sentir dire che questo Superman Returns fa schifo al confronto con un film dove le scene ritenute più emozionanti (ma da parte di Snyder proprio, si vede dalla regia) sono quelle in cui i militari abbassano i fucili riconoscendo Superman come eroe AMERICANO? Sia “Superman” che “Returns” raccontano una storia universale, che potrà anche ambientarsi in America perchè lì è stata scritta, ma potrebbe accadere a Londra, Parigi, Roma… e io non avrei problemi. E dell’azione davvero, non mi frega assolutamente nulla, non qui. Se voglio l’azione mi guardo The Avengers. Ma in Superman? In Superman mi emoziona di più il confronto tra lui e Lois sul balcone, o la sua versione di cinque anni dopo mostrata in Returns, rispetto a un centinaio di scazzottate. Sto pensando al monologo di Jor El sulla culla, a quello di Lois mentre vola sopra Metropolis… Sono teatrali, sono profondi, sono proprio BELLI, altro che azione senz’anima. Poi questa viene a mancare e ci si lamenta? Ma ben venga un po’ di anima in più e un po’ di azione in meno. Certo non può essere assente, ma trovo che la misura in cui è inserita in Returns sia perfetta. La scena dell’aereo, il cataclisma finale, ma poi basta, lasciamo spazio al vero cuore del personaggio. Che decisamente non risiede nel genere action. Una nota del love theme di Williams travolge più di tutta l’isola artificiale di Luthor (che comunque rimane di grande impatto. Sembra una specie di Inferno, creato proprio a partire dai cristalli del “Paradiso”: anche qui, tanto di cappello).
    Un piccolo P.S.: non definirei Superman come più interessante di Batman. Se tutti i supereroi sono suoi “figli”, Batman è più suo “fratello”. I temi della vendetta e della follia non hanno decisamente nulla da invidiare all'”epopea” di Kal El, più che altro sono altrettanto belli ma in un altro ambito.

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