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"The Equalizer" di Antoine Fuqua

18 novembre 2014 Recensioni 2 Commenti
The Equalizer - Il vendicatore

Warner, 9 Ottobre 2014 – Piatto

Un investigatore privato, ex agente segreto, decide di rispolverare il suo addestramento nella CIA quando una giovane prostituta viene pestata dai suoi sfruttatori. La sua battaglia personale si trasforma così in una vera e propria crociata contro i Mali del mondo…


Denzel Washington in The Equalizer - Il vendicatore“Piatto” è quanto potrebbe registrare il nostro encefalogramma al termine di The Equalizer, un film che – confidando nel premio Oscar Denzel Washington – ripropone in sala un mix di generi e personaggi-tipo frullati a velocità turbo, ma con la densità di uno yogurt. Paradossalmente, opere con budget e aspirazioni più modeste – come Walker: Texas Ranger ancor più della la serie Tv da cui questo film è tratto – offrono quella visione che qui manca, il fulcro del suo essere e agire: la sofferenza altrui. Il Walker texano e l’ex agente Robert McCall viaggiano sullo stesso treno, poiché le stazioni toccate – quadretto iniziale, dramma, fase “commando” (quando le danno), fase “rambo” (quando le prendono) e resurrezione con happy ending – sono identiche. Almeno, però, la serie con Chuck Norris mostra uno spaccato di vita, cerca di giustificare l’esserci e riesce a farlo nella straordinaria limitazione di una puntata.

Marton Csokas in The Equalizer - Il vendicatoreLa fotografia di The Equalizer gioca per l’intera visione su tonalità tra il grigio e il nero, costringendo in più occasioni ad aguzzare la vista mentre si cerca di capire perché il nostro, tutto d’un tratto, si erige a giustiziere della notte, a risolutore implacabile e infallibile, a paladino del gentil sesso, come se la guerra di un singolo possa essere di riscatto per l’intero genere umano.  Certo abbondano le scene d’azione, ma nel passato anche recente Hollywood ci ha saputo mostrare ben altro. I dialoghi, poi, sono inesistenti e la recitazione degli attori di supporto monotona e inespressiva, mentre il doppiaggio probabilmente per la penuria di periodi sensati, assume le forme di una telecronaca sportiva.

Chloë Moretz con Denzel Washington sullo sfondo in una scena di The Equalizer - Il vendicatoreAntoine Fuqua focalizza l’attenzione unicamente su Denzel Washington, trascurando tutto il resto. Difatti, a fine proiezione è impresa ardua ricordarsi più del suo nome. Stupisce, quindi, come dopo Training Day regista e attore non siano riusciti a ricreare quell’alchimia che li aveva portati al successo, partorendo invece un’opera dura da digerire e di certo non da segnalare nella filmografia selezionata dei due. The Equalizer – Il vendicatore è probabilmente tra i peggiori film dell’attore newyorchese, nonché tra quelli sconsigliati da vedere anche con il cervello in stand-by.


La locandina di The Equalizer - Il vendicatoreTitolo: The Equalizer – Il vendicatore
Regia: Antoine Fuqua
Sceneggiatura: Richard Wenk
Fotografia: Mauro Fiore
Interpreti: Denzel Washington, Marton Csokas, Chloë Grace Moretz, David Harbour, Bill Pullman, Melissa Leo, Haley Bennett, David Meunier, Johnny Skourtis, Alex Veadov, Vladimir Kulich, E. Roger Mitchell, James Wilcox, Mike O’Dea, Anastasia Sanidopoulos Mousis
Nazionalità: USA, 2014
Durata: 2h. 11′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Fabrizio scrive:

    Mi pare che qui da noi Training Day non sia recensito positivamente, eppure nonostante qualche difetto anche secondo me era un film riuscito e che sapeva colpire nel segno, proponendo due personaggi di spessore ben contrapposti e interessanti e uno sviluppo piuttosto avvincente.

    Denzel negli anni si è appiattito su questo genere di film e ruoli (ormai se n’è perso il conto), non so se per scelta, se per andare sul sicuro, o perché questi sono i ruoli da protagonista che gli offrono maggiormente.

  2. Fabrizio Degni scrive:

    Ciao Fabrizio,
    grazie anzitutto per il commento… concordo, Training Day e’ tra i film che andrebbero rivalutati, almeno nel nostro Paese, sempre in vista dei soliti titoli cine-culinari (che grazie al cielo hanno finalmente trovato periodo sabbatico…). Il problema di questo film e’ la sua scontatezza… e’ banale dall’inizio alla fine per questo anche l’attore, che davvero pero’ ci mette del suo per risultare monocorda, non puo’ che livellarsi al resto della produzione.

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