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"The Visit" di M. Night Shyamalan

26 novembre 2015 Recensioni 4 Commenti
The Visit

Universal, 26 Novembre 2015 – Inquietante

Rebecca e Tyler si preparano a passare una settimana in compagnia dei nonni materni, che loro non hanno mai incontrato. L’idea della visita convince Becca a girare un documentario sulla sua famiglia, ma i due ragazzi si rendono subito conto che i nonni sono strani e inquietanti, più di quanto la loro età avanzata giustificherebbe…


Deanna Dunagan alle spalle di Olivia DeJonge in una scena di The VisitDopo alcuni pesanti fallimenti – sia artistici sia economici – che hanno rischiato seriamente di fargli concludere la carriera, M. Night Shyamalan ha pensato bene di prodursi in proprio un piccolo film che lo riportasse verso le atmosfere horror che l’hanno reso famoso, così da riguadagnare la fiducia di pubblico e produttori. Costato appena 5 milioni di dollari, The Visit fatica a mantenere lo stesso tono per tutta l’ora e mezza di proiezione (giustificando comunque la cosa con la giovane età dei due protagonisti) ma riesce a far sobbalzare sulla poltrona in più di un momento. Se si fosse trattato di un’opera d’esordio sarebbe certamente un risultato incoraggiante, e trattandosi della ripartenza di un autore in totale crisi creativa è giusto accontentarsi, ma nonostante i buoni risultati al botteghino statunitense non siamo certo dalle parti del film memorabile.

Deanna Dunagan e Peter McRobbie danno la buonanotte a Ed Oxenbould (di spalle) in The VisitL’autore del Sesto Senso sceglie qui l’ormai abusata formula del falso documentario (che gli permette un po’ di manipolazione in più del semplice found footage), ma in diverse situazioni si ha l’impressione che con una confezione “normale” il film ne avrebbe guadagnato. Come detto, comunque, gli spaventi non mancano – seppur diluiti nel ritmo lento tipico del regista di Philadelphia – e questo è merito soprattutto del modo in cui sono costruite le situazioni e i personaggi (a parte il fastidiosissimo Tyler). Il difetto maggiore della pellicola è però proprio il modo in cui la vicenda viene risolta, che non riesce ad essere per nulla sconvolgente né disturbante, e che lascia gli spettatori con una sensazione agrodolce in bocca, consci di aver visto un film valido ma con troppe indecisioni.


La locandina di The VisitTitolo: The Visit (Id.)
Regia: M. Night Shyamalan
Sceneggiatura: M. Night Shyamalan
Fotografia: Maryse Alberti
Interpreti: Olivia DeJonge, Ed Oxenbould, Deanna Dunagan, Peter McRobbie, Kathryn Hahn, Celia Keenan-Bolger, Samuel Stricklen, Patch Darragh, Jorge Cordova, Steve Annan, Benjamin Kanes, Ocean James, Seamus Moroney
Nazionalità: USA, 2015
Durata: 1h. 34′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Antonio scrive:

    Divertito un mondo a vedere questo film.
    L’horror e’ praticamente assente tanto che nella seconda parte la pellicola vira nettamente verso il grottesco più esagerato.
    Dopo i pessimi AfterEarth , The Last Airbender e The Happening un netto miglioramento da parte di questo regista un po’ sfortunato con le scelte artistiche.
    Veramente brava la “nonna ” ,il personaggio più riuscito e spaventoso del film. Deanna Dunagan e’ ha reso allo stesso tempo pietosa e terribile la sua “Doris” .
    Il finale rivelatorio nonostante intuibile già verso meta’ proiezione e’ risultato molto più naturale e meno forzato di altre pellicole del regista indiano (vedi The Village) .
    Se avesse tolto i rap odiosissimi del giovane e il montaggio abusato alla Paranormal Activity ,infatti, il film ne avrebbe giovato tantissimo!

  2. Fauno scrive:

    Alberto, davvero non capisco il semaforo verde…Trovo che questo film non abbia alcunché; nessun messaggio di fondo, nessuna morale…Boh, non mi lascia proprio nulla.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Che non lasci nulla sono d’accordo, ma è un onesto thriller a basso costo con alcuni momenti bene efficaci e che non dà troppo fastidio con lo stile del finto documentario. Chiaro che non è un capolavoro e non sarà certo un caposaldo del genere futuro, ma fa bene il suo lavoro.

  4. Andrea T. scrive:

    Discreto thriller/horror che malgrado l’ormai abusato stile documentario riserva più di qualche bello spavento. Brava la nonnina! Sul finale rivelatorio .. l’ho intuito dopo 10 minuti.

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