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"The Way Back" di Peter Weir

4 luglio 2012 Recensioni 2 Commenti
The Way Back

01 Distribution, 6 Luglio 2012 – Angosciante

Nel 1941 alcuni uomini attraversarono a piedi l’Himalaya per raggiungere l’India, sopravvivendo a una marcia di oltre 6.400 chilometri. Una marcia che li avrebbe portati verso la libertà, poiché erano evasi da un campo di prigionia in Siberia…


Una scena di The Way BackPoco importa se il libro a cui questo film è liberamente ispirato, Tra noi e la libertà, racconta davvero un avvenimento reale o se è solo frutto della fantasia del suo autore, Slavomir Rawicz. Poco importa, perché The Way Back è un film notevole, che sa colpire ed emozionare nonostante una sostanziale prevedibilità di fondo e regala anche momenti di gran cinema (la morte del primo fuggiasco, per dirne una), nonostante sia su un gradino inferiore rispetto ad altre regie di Peter Weir.

Una scena di The Way BackCoprodotto dal National Geographic, il film soffre la decisione di far parlare i protagonisti in un ridicolo inglese con accento russo. Gli attori riescono comunque a brillare, nonostante il carisma di Jim Sturgess (Across the Universe, One Day) non abbondi. I loro volti segnati dal sole e dalla stanchezza trasmettono più dei campi lunghi scelti da Weir per mostrarci la “lunga marcia” che attraversa Siberia, Mongolia, Tibet e India, ma se sono gli attori a darci l’idea dell’impresa che i personaggi stanno compiendo, è la regia a permetterci di sviluppare empatia verso di loro e quindi di preoccuparci del loro destino. Un destino a conti fatti poco credibile, ma che come ci viene qui raccontato merita certamente di essere conosciuto.


La locandina di The Way BackTitolo: The Way Back (Id.)
Regia: Peter Weir
Sceneggiatura: Peter Weir, Keith Clarke
Fotografia: Russelll Boyd
Interpreti: Jim Sturgess, Ed Harris, Saorsie Ronan, Colin Farrell, Dragos Bucur, Alexandru Potocean, Gustaf Skarsgård, Sebastian Urzendowski, Mark Strong, Igor Gnezdilov, Dejan Angelov, Mariy Grigorov, Nikolay Stanoev
Nazionalità: USA – Emirati Arabi Uniti – Polonia, 2010
Durata: 2h. 08′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Guido scrive:

    Secondo me Weir, nella sua carriera, ha ricevuto molto meno di ciò che meritava.
    Eppure ha un grandissimo curriculum, e una grande capacità di muoversi tra i diversi generi.
    Ho sempre trovato impeccabili le sue regie e ottime le sue sceneggiature e/o adattamenti.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Sono d’accordo. Ha fatto film davvero ottimi ma non ha mai raggiunto uno status di vero rispetto cinefilo. E forse negli ultimi anni ne ha un po’ pagato le conseguenze.

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