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"Una notte con Beth Cooper" di Chris Columbus

9 luglio 2009 Recensioni 7 Commenti
Alessandro Barbero, 9 Luglio 2009: Trascurabile
20th Century Fox, 10 Luglio 2009

Nel corso della cerimonia di consegna dei diplomi il ragazzo più nerd dichiara di essere da sempre innamorato della ragazza più bella della scuola. Sarà questo l’evento scatenante di una notte particolare per i due adolescenti e per i loro amici…


I film che raccontano gli adolescenti nelle loro passioni e nella loro sostanziale irrazionalità sono ormai un classico del cinema hollywoodiano. Ciò che li differenzia è il registro col quale affrontano quel racconto. Una Notte con Beth Cooper è una commedia diretta da Chris Columbus (Mamma, ho perso l’aereo e Nine Months, ma anche i primi due Harry Potter) che si inserisce in modo banale nel filone.

Certo, il sorriso può anche scappare di fronte a Denis (Paul Rust) che con la sua goffaggine dichiara il suo amore per Beth (Hayden Panettiere), la bella e bionda cheerleader della scuola. Si può anche ridere per le battute stupide che loro due e i loro rispettivi amici si scambiano e per le situazioni nelle quali si vanno a cacciare, ma l’impressione è che manchino le idee, che si ricorra al già visto, alla caratterizzazione forte dei personaggi per evitare in ogni modo di scendere anche solo di un poco nelle loro particolarità, nella loro mente. Ovviamente non manca la morale, che sostanzialmente ricalca quella classica in cui la bella ragazza impara che l’aspetto estetico non è l’unico confine esistente, mentre il ragazzo goffo scopre una certa sicurezza in se stesso. Ma da qui a dire che il film è interessante ce ne corre…

Detto questo, si può anche immaginare che il film potrà incontrare il favore del pubblico adolescente, così come lo aveva incontrato un film per certi versi simile come American Pie. Proprio quello adolescente è, in effetti, il pubblico al quale è diretto il film ma ci si potrebbe aspettare, almeno nel mondo dei sogni, che oltre a voler descrivere in modo banale il mondo giovanile si cercasse, anche tramite la commedia, di volerlo capire veramente, offrendo una chiave di lettura più intelligente. Invece si esegue il lavoro opposto, descrivendo le peggiori abitudini e i peggiori comportamenti, ridendoci sopra e banalizzandoli, anche quando sarebbero da criticare aspramente. Probabilmente riuscire a criticare senza passare per bigotti non è facile, e si è così preferito buttarsi direttamente sul ridanciano.


Titolo: Una Notte con Beth Cooper (I Love You, Beth Cooper)
Regia: Chris Columbus
Sceneggiatura: Larry Doyle
Fotografia: Phil Abraham
Interpreti: Hayden Panettiere, Paul Rust, Jack Carpenter, Lauren London, Lauren Storm, Shawn Roberts, Jared Keeso, Brendan Penny, Marie Avgeropoulos, Josh Emerson, Alan Ruck, Cynthia Stevenson, Pat Finn, Andrea Savage, Anna Mae Routledge
Nazionalità: Canada – USA, 2009
Durata: 1h. 42′


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Attualmente ci sono 7 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Quoto la recensione.
    In più voglio aggiungere solo due motivi per guardare, anche solo per una volta, questo film: la bellissima Hayden Panettiere e l’ottima prestazione del co-protagonista Jack T. Carpenter ( da notare la superba somiglianza con Paolo delle iene! ), secondo me è riuscito benissimo a immedesimarsi nel personaggio, poi con tutte le affermazione che fa a proposito delle frasi dei film ( un vero cinefilo! ) mi è riuscito a strappare più di un sorriso!
    Si contano tre scene divertenti per il resto.

  2. Marco scrive:

    Albe non ci sono le recensioni di “Home Alone” e il suo seguito? Cosa ne pensi di loro in proposito? Film che meritano a parer tuo di Columbus e Hughes (anche solo sceneggiatore)?

  3. Alberto Cassani scrive:

    No, non li abbiamo mai avuti. Io avevo visto il primo quand’era passato in Tv la prima volta e mi aveva abbastanza divertito.

    Di Columbus non m’erano dispiaciuti l’esordio “Tutto quella notte” e “Mrs. Doubtfire”, ma non mi ha mai stupito davvero. John Hughes invece è stato un ottimo regista: “Breakfast Club”, “Un biglietto in due” e “Una pazza giornata di vacanza” sono film straordinari, e come sceneggiatore di lui m’era piaciuto anche “National Lampoon’s Vacation”.

  4. Francesco Cuffari scrive:

    Alberto, ma a te era piaciuto il fenomeno anni 80 del “brat pack”? Film come The Breakfast Club, Bella in rosa, Stand by Me – Ricordo di un’estate, St. Elmo’s Fire. Però i veri capolavorii di questo filone furono Rusty il selvaggio e I ragazzi della 56ª strada.

    Il nucle principale di attori che ne facevano parte furono Emilio Estevez (che rappresentava lo stereotipo del ragazzo sportivo), Anthony Michael Hall (il nerd), Rob Lowe (il fighetto), Demi Moore (la moretta bomba sexy), Judd Nelson (lo sbandato punk), Molly Ringwald (la cozza) e Ally Sheedy (la yippie).

    Curiosamente sono quasi tutti spariti nel nulla e Anthony Michael Hall inizialmente faceva la parte del nerd, ma poi, crescendo, assomigliava sempre più ad un teddy boy e finì per fare il cattivo in Edward mani di forbice. Poi tornò a fare il secchione interpretando Bill Gates.

    Emilio Estevez mi sembra che si infuriò molto quando venne identificato in quel modo perchè lui voleva essere considerato come un attore serio. Interpretò il film Repo Man – Il recuperatore nel disperato tentativo di essere considerato bene dalla critica e, per un certro tempo, raggiunse l’obiettivo.

  5. Alberto Cassani scrive:

    Attento a non fare confusione, però. “Brat pack” era il nomignolo affibbiato ad un gruppo ben preciso di attori (Estevez, Hall, Demi Moore, Rob Lowe, Judd Nelson, Andrew McCarthy, Molly Ringwald e Ally Sheedy, ossia i cast di “St. Elmo’s Fire” e “Breakfast Club”) e si applicava solo ai film in cui almeno due di loro erano tra i protagonisti assoluti. Poi è stato usato impropriamente anche per altre pellicole, ma i film del Brat Pack vero e proprio sono una dozzina e basta (che non sono pochi, comunque), a iniziare da “Ragazzi della 56a strada”. “Stand by me” e “Rusty il selvaggio” non c’entrano nulla, ad esempio.

    Io personalmente, ho visto i loro film sono in un secondo tempo, non quando uscivano nei cinema, per cui non ho alcun legame psicologico con loro. Anzi, quando sento “Brat Pack” penso prima al fumetto di Rick Veitch e poi a loro… Però trovo che “St. Elmo’s Fire” sia un grandissimo film e “Breakfast Club” sia quasi allo stesso livello. “Bella in rosa” se l’ho visto l’ho completamente rimosso perché non me lo ricordo assolutamente, le altre che ho visto sono pellicole che non m’hanno detto nulla, compresa quella di Coppola.

  6. Francesco Cuffari scrive:

    Davvero non ti era piaciuto “Rusty il selvaggio”? Strano che ti è piaciuto “Breakfast Club”: è ambientato in un’aula della scuola.

    Però in un documentario che ho visto venivano citati come attori (anche se con importanza minore) anche Tom Cruise e Matt Dillon. Dato che in “Ragazzi della 56a strada” ci sono Cruise, Estevez, Lowe e Dillon davo per scontato che ne faceva parte. Tra l’altro sul dubbio sito wikipedia i due film di Coppola rientrano nell’elenco. Bho!

  7. Alberto Cassani scrive:

    Facciamo chiarezza, che evidentemente mi sono spiegato male.
    “I ragazzi della 56a strada” è il primo film del brat pack, da lì in poi c’è stata una dozzina di film interpretati più o meno sempre dallo stesso gruppo di attori (o alcuni di loro). Di questo gruppo facevano parte quelli di “Breakfast Club” e quelli di “St. Elmo’s Fire”, ed è stato all’uscita di questi due film che la stampa ha coniato l’etichetta, applicandola retroattivamente. Che poi per estensione siano stati assimilati al brat pack anche attori che facevano solo da occasionale supporto ai veri membri del gruppo (come appunto Dillon o Cruise), è probabilmente perché certi giornalisti non ne avevano capito la genesi del termine. Come non l’hanno capita quelli che hanno scritto la pagina della wikipedia italiana del brat pack: quella in inglese è più attenta, dà una definizione più precisa di cos’avevano in comune i film del brat pack e non a caso ha una lista molto diversa da quella italiana. Conosco virtualmente alcuni dei nomi che hanno scritto la pagina italiana e non mi stupisce vedere che è piena di errori…

    Quando prima ho parlato del film di Coppola intendevo proprio “I ragazzi della 56a strada”, non “Rusty” che non credo di aver mai visto. “Breakfast Club” è statico ma costruisce benissimo i personaggi e ha degli splendidi dialoghi. E poi gli attori sono eccezionali. Ma penso sia stata proprio l’ambientazione claustrofobica che me lo fa piacere meno di “St. Elmo’s Fire”. Tra l’altro a marzo esce “Easy A” (orrendo), in cui la protagonista a un certo punto dice di sognare di avere a che fare coi personaggi dei film di John Hughes invece che con gli sfigati che aveva per compagni di scuola, facendo vedere alcune scene di “Ferris Bueller” e “Breakfast Club”. La cosa tristissima è che poi finisce proprio con una telefonatissima citazione da un film di John Huges.

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