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"Un'altra giovinezza" di Francis Ford Coppola

20 ottobre 2007 Recensioni 1 Commento
Un'altra giovinezza

Bim, 26 Ottobre 2007 – Catastrofico

La domenica di Pasqua del 1938, Dominic Matei prende un treno per Bucarest, dove arriva quando sta per scoppiare un temporale. Mentre apre l’ombrello per proteggersi dalla pioggia, un fulmine lo colpisce in pieno. Il colpo, però, non lo uccide. Anzi, gli restituisce la giovinezza…


Tim Roth e Alexandra Maria LaraQualche volta può essere davvero difficile comprendere un film, parlane in modo appropriato senza incedere nel gusto personale e in quelle piccole idiosincrasie che si avvertono durante la visione. È molto facile, inoltre, giudicare in maniera severissima l’opera di un maestro del cinema, un maestro capace di regalare capolavori assoluti che hanno un segno tangibile nell’immaginario collettivo, nel momento in cui le aspettative riposte non coincidono con l’esecuzione. Francis Ford Coppola non è un regista mainstream né un semplice autore di nicchia, ma un artista capace di ricreare e sezionare mondi lontani, di dar vita a storie subliminali e colpire lo spettatore alla bocca dello stomaco con i dubbi dell’umanità. Ma stavolta l’attesa di un nuovo capolavoro è stata delusa, o forse il suo ultimo film è una sinfonia troppo progressista per un ascolto ed una comprensione odierne.

Bruno Ganz e Tim RothNella Romania del 1938 un settantenne professore universitario di linguistica, Dominic Mattei, viene colpito da un fulmine. La scarica elettrica non lo uccide, bensì mette in moto un processo di rigenerazione, tanto che il vecchio professore ringiovanisce fino ad assumere l’aspetto di un quarantenne. Nella convalescenza riaffiorano alla mente i ricordi della giovinezza, e in particolare il suo amore per Laura. Considerato come “caso speciale di studio per l’umanità”, Dominic è costretto a fuggire dai medici nazisti che lo vogliono studiare rifugiandosi in Svizzerra . Cambia identità, e inizia a rendersi conto dei poteri paranormali ottenuti grazie alla scarica elettrica: impara le lingue solo toccando i libri, riesce a capire quale sarà il numero vinente alla roulette ed espande notevolmente le sue capacità di apprendimento. Poi incontra una donna, Veronica, che viene colpita anch’essa da un fulmine. Il risultato su di lei sarà di sentirsi la reincarnazione di Rupini, una donna dell’antichità Indiana. Si innamorano, ma mentre Dominic continua il suo potenziamento delle capacità cognitive, Veronica inizia ad invecchiare, iniziando a parlare lingue sempre più antiche. Ma questa situazione non durerà a lungo… Non sveliamo il finale perché sarebbe scorretto, ma ci siamo dilungati abbastanza sulla sinossi a causa della complessità del film, ed è parso giusto anche per una critica meditata e non frettolosa.

Il regista Francis Ford CoppolaA dieci anni esatti da L’uomo della pioggia, Coppola ritorna al cinema scegliendo di riadattare il racconto di Mircea Eliade, un libro difficilissimo e complesso che mischia Oriente e Occidente, spazio e tempo, desiderio e rinascita, vita e morte: in breve, una bomba che in mani sbagliate potrebbe esplodere. Il regista non è mai stato troppo lontano da quesiti filosofici, lo stesso Dracula era un’allegoria particolare sul rapporto vita e morte, ma stavolta abbandona in maniera totale l’idea di coerenza narrativa per immergersi in un mondo parallelo e doppio. Simboli, metafore e passaggi da stadi dell’essere ad altre dimensioni sono le basi profuse su cui si inalbera il film, girato in digitale, e che chiede allo spettatore troppo: mettersi in gioco, sforzarsi di capire ed in parte amare la materia trattata. Al di là di situazioni improbabili (volute e non) e di flash visivi troppo manualistici, il film intraprende un percorso coraggioso che lo fa schiantare in diverse direzioni: a volte affascinante, a volte penosamente ridicolo. Non c’è coerenza filmica, non c’è geometria nella costruzione delle scene e dell’immagine, ma solo un flusso incessante di elucubrazioni cerebraloidi e pretenziose.

Tim RothNelle mani di un David Lynch sarebbe stato un incubo enigmatico-devastante (privo di logica e di regole), in quelle di Coppola è solo un pasticcio velleitario, dal momento che la visionarietà del regista viene subordinata ed incanalata nelle regole della cinematografia classica. Il problema è che la storia, o meglio questa storia, non sembra concepita per una trasposizione cinematografica, e inoltre concetti filosofici troppo indefiniti cozzano in maniera palese con le matematiche regole della poetica cinematografica. Onore al coraggio del regista, ma delusione – se non disturbo – per il risultato.


La locandinaTitolo: Un’altra giovinezza (Youth Without Youth)
Regia: Francis Ford Coppola
Sceneggiatura: Francis Ford Coppola
Fotografia: Mihai Malaimare Jr
Interpreti: Tim Roth, Alexandra Maria Lara, Bruno Ganz, André Hennicke, Marcel Iures, Adrian Pintea, Alexandra Pirici, Florin Piersic Jr, Zoltan Butuc, Adriana Titieni, Mircea Albulescu, Dan Astileanu, Cristian Balint, Dragos Bucur
Nazionalità: USA – Germania – Italia – Francia, 2007
Durata: 2h. 04′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. weach illuminati scrive:

    E un film sperimentale
    che mi é piaciuto particolarmente ;
    la complessità della temitica affrontata, seppur progetto ambizioso, (e questo non rigurada il film ma la dichiarazione di intenti)è stata sviluppato bene ….ha un suo fascino ed una “profonda navigazione” Complimenti vivissimo al coraggioso Francis Ford Coppola

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