Stai leggendo:

"Watchmen" di Zack Snyder

2 marzo 2009 Recensioni 35 Commenti
Watchmen

Universal, 6 Marzo 2009 – Compiaciuto

New York, 1985. Nixon è ancora Presidente e la guerra fredda ha portato il mondo ad un passo dal conflitto atomico. Una notte un supereroe viene assassinato, e i suoi ex compagni d’avventure cercano di scoprire chi è stato, convinti che possa trattarsi di qualcuno che ce l’ha con loro…


Jackie Earle HaleyArriva finalmente sul grande schermo l’adattamento della più importante opera del fumetto moderno, il volume che – con Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller – ha aperto ai fumetti le porte di librerie e biblioteche, il volume che ha reso il fumetto “adulto”. Arriva dopo una lavorazione durata oltre vent’anni e passata per le scrivanie di quattro case di produzione e le mani di registi come Terry Gilliam, Darren Aronofsky e Paul Greengrass. Arriva, ma se ne poteva tranquillamente fare a meno, perché il Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons era concepito e realizzato proprio per esaltare gli aspetti narrativi in cui il fumetto è superiore agli altri mezzi di comunicazione, rendendo così insensata l’idea di una trasposizione ad altro media. Eppure arriva, in nome del Dio Denaro che ad Hollywood regna giustamente sovrano e che ha inglobato ormai da tempo fumetti e videogiochi. Arriva per mano di Zack Snyder, non certo l’uomo adatto per un compito così complesso, ma che ha comunque realizzato un prodotto sufficiente viste le premesse.

Jeffrey Dean MorganRimanendo fedele agli eventi narrati nel fumetto fino a riproporre alla lettera molti dialoghi e usare le tavole di Gibbons come storyboard, Snyder mette insieme un film narrativamente asfittico ma visivamente eccellente, con momenti straordinari come i titoli di testa ma anche ridicoli come la scena di sesso sulle note di Hallelujah di Leonard Cohen. Il regista del Wisconsin usa infatti in maniera tronfia le musiche di repertorio e ostenta troppo il sangue e il sesso, allungando oltre le necessità le scene di lotta e abusando del ralenti in più d’una occasione, ma dimostra fin dalla prima sequenza di avere le idee chiare su ciò che voleva fare, anche se forse quella non era la cosa giusta da fare.

Apollonia Vanova, Niall Mater, Dan Payne, Clint Carleton, Daryl Scheeler, Carla Gugino, Glenn Ennis e (in ginocchio) Jeffrey Dean MorganLa sceneggiatura di David Hayter poi riscritta dal quasi esordiente Alex Tse mantiene l’ambientazione anni Ottanta che era contemporanea ai lettori del fumetto ma che suona vintage agli spettatori del film, rendendola necessariamente più didascalica per evitare che diventi incomprensibile. Sbaglia però nel voler spiegare tutto per filo e per segno invece che raccontarlo in maniera più cinematografica, rendendo così davvero pesanti le quasi tre ore di proiezione prima di arrivare ad un finale più semplice ma più machiavellico rispetto al fumetto, un finale decisamente intrigante e che suonerà sicuramente più accettabile rispetto a quello originale all’orecchio del pubblico cinematografico.

Jeffrey Dean Morgan, Malin Akerman, Billy Crudup, Matthew Goode, Patrick Wilson e Jackie Earle HaleyE siamo daccapo: per quanto il tentativo sia mirabile e l’esito sufficiente, l’impresa era titanica e dal punto di vista artistico non se ne sentiva la necessità. E forse neanche dal punto di vista commerciale, perché se gli investitori rientreranno di certo dei 100 milioni di dollari spesi, difficilmente i ragazzi che correranno al cinema aspettandosi un nuovo 300 usciranno dalla sala contenti, e non è detto che facciano del film un vero successo.


La locandina statunitenseTitolo: Watchmen (Id.)
Regia: Zack Snyder
Sceneggiatura: David Hayter, Alex Tse
Fotografia: Larry Fong
Interpreti: Malin Akerman, Billy Crudup, Matthew Goode, Jackie Earle Haley, Jeffrey Dean Morgan, Patrick Wilson, Carla Gugino, Matt Frewer, Stephen McHattie, Laura Mennell, Rob LaBelle, Gary Houston, James M. Connor, Mary Ann Burger
Nazionalità: Regno Unito – USA – Canada, 2009
Durata: 2h. 43′


Percorsi Tematici

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Attualmente ci sono 35 commenti a questo articolo:

  1. Fauno scrive:

    Da purista quale sono, ritengo che Ozimandias sia caratterizzato proprio male! L’attore scelto non collima con la figura del cattivo di quest’opera. L’interpretazione che viene data cambia completamente il carattere del personaggio. Trovo che sia una cosa molto odiosa!

  2. Alberto Cassani scrive:

    Mah… Io non sono gran che a favore del purismo, perché nel momento in cui fai di un’opera un’altra cosa stai facendo davvero un’altra cosa, che deve funzionare a se stante. Non trovo giusto fare paragoni diretti tra un film e il libro/fumetto da cui è tratto per valutarne la riuscita, a meno di non voler fare uno studio proprio su quello. Come dice proprio Alan Moore, qualunque cosa faccia Hollywood, i suoi fumetti sono sempre lì ben riposti in libreria…

    A parte questo, in effetti il personaggio di Ozimandias è effettivamente sciatto e l’attore ben poco interessante o capace. A me non è dispiaciuta la caratterizzazione e la recitazione del Comico, ma penso si possa dire che l’unico personaggio davvero riuscito sia stato Rorshack. L’attore è bravo e lo vedremo presto anche in Shutter Island di Scorsese.

    Poi, comunque, c’è ben di peggio di cui lamentarsi che non Ozimandias, in questo film…

  3. […] mentre blog e siti sono più interattivi con i lettori. Poi dipende molto dal film: noi per Watchmen, per esempio, stiamo adottando una strategia di viral marketing e proiezioni mirate per blogger, […]

  4. Anonimo scrive:

    Violenza.
    Sesso.
    Azione.
    Avventura.
    Dramma.
    Questi sono gli ingredienti di questo film.
    Questo troveranno coloro che lo vedranno.

  5. Edoardo scrive:

    Anonimo…te lo abbiamo chiesto?

  6. Anonimo scrive:

    Diciamo che ho dato un piccolo avviso a chi lo deve ancora vedere.

  7. Edoardo scrive:

    Tranquillo,scherzavo. hihihi.

  8. Anonimo scrive:

    Comunque, a differenza di molti altri film su dei supereroi lo ho trovato ben riuscito.
    Io sono legato ai Batman di Tim Burton e Christopher Nolan, ma questo devo dire che mi è piaciuto di più del CAVALIERE OSCURO. La sceneggiatura però la ho trovata a volte grandiosa e altre volte quasi monotona, mi dispiace che David Hayter ( lo sceneggiatore ) non abbia mantenuto lo stesso stile per tutta la sceneggiatura, sarebbe stato un successo ancora più grande di quello che è stato. Riguardo la violenza, non chiedetemi niente. Un mio amico ha visto un film violentissimo, non ricordo se era Arancia Meccanica, e quando è uscito dalla sala dove trasmettevano Watchmen, ha detto che è talmente violento da far accapponare la pelle. Modestamente, Arancia Meccanica ha quasi quarant’anni, però è ancora ironico, per me è stato un pugno allo stomaco, ma Watchmen non è splatter, quindi non posso dire che sia stramega violento.

  9. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Imponente.

  10. […] Spesso lo fanno con uno snobismo davvero irritante, come fece Maurizio Porro quando recensì Watchmen sul Corriere della Sera. Perché va bene dare 4,5 alla mediocre pellicola di Zack Snyder, però non […]

  11. ODIO i film TRUZZI scrive:

    tamarrata a non finire milioni e milioni di euro buttati nel cesso. Voto: 3

  12. Plissken scrive:

    Molto interessante il link “Cinema e fumetti…” sono partito dalla recensione di “Venerdi 13″ e mi sono trovato qua. :-)

    Oramai che ci sono dico la mia, giusto pour parler. Watchman (il fumetto) lo seguii passo passo, aspettando impazientemente l’uscita mensile del mitico e compianto “Corto Maltese”; alla fine ovviamente staccai con cura i fascicoli e li feci rilegare, poiché Watchmen trascende il valore solitamente insito nel termine “fumetto”. Alan Moore è l’unico fumettista vivente che può permettersi di guardare dall’alto in basso Frank Miller, almeno secondo me, e già questo per quel che mi riguarda la dice lunga.

    Questo è forse il film più coraggioso fatto nel decennio scorso, considerando l’enorme complessità insita nella graphic novel. Stupefacente in quanto riesce a ricreare lodevolmente il “look” presente nel fumetto ed in parte anche l’atmosfera, cosa non certo facile. Sono rimasto sbalordito non solo nel vedere con quanta perizia/fedeltà sono stati riportati i tratti distintivi degli eroi (Laurie è identica, perfino il neo!) ma anche nel constatare come in effetti molte battute siano state riportate “pari pari”.

    Però alcune scelte mi hanno deluso sin dall’inizio: anzitutto perché privare il film dell'”io narrante” Rorschach? Non sarebbe certo stato un problema seguire lo sviluppo della vicenda attraverso questo personaggio, e probabilmente ci si sarebbe sentiti molto più coinvolti sia nello sviluppo della trama che nel finale. Nel fumetto funziona benissimo diamine, questo geniale personaggio al tempo stesso in simbiosi ed in antitesi con un Marlowe, nella mia personale lettura assurge (nella novel) a ruolo fondamentale o perlomeno di primissimo piano, cosa che non avviene nel film, in cui riveste funzione di poco sopra a quella di un gregario.

    Poi, perché sono stati concessi agli eroi dei superpoteri? D’accordo che l’altare alla spettacolarizzazione cinematografica esige dei sacrifici, ma se Moore li aveva definiti in maniera diversa, magari un motivo c’era.

    Poi il finale, senz’altro più “cinematografico” ma di tutt’altro impatto, tanto che a stento ne ho rimembranza.

    Mi fermo qui perché altrimenti si potrebbe proseguire per ore e non mi sembra il caso, ma se a qualcuno capitasse di vedere il film, dovrebbe prenderne visione sapendo che non è assolutamente un buon metro di giudizio per l’omonima opera di Moore.

  13. Alberto Cassani scrive:

    Plissken, non ho capito se parli dell’articolo sul Diario in cui riprendevo una recensione dai 400 calci oppure di qualcos’altro…

    Comunque diciamo che il finale del fumetto era improponiobile, al cinema. Certo però che quello architettato per il film è banale e non funziona assolutamente se analizzato a mente fredda. Che Snyder non fosse in grado di dirigere un film come questo era evidente fin dalle premesse, dalle tante cose che ha fatto capire di non aver capito. D’altra parte l’impresa era titanica per chiunque, figuriamoci per lui… Peraltro, anch’io avevo letto la versione di Watchmen pubblicata (tagliata) su Corto Maltese, ma non ne ho tenuto gli inserti. Invece ho tenuto quelli di V for Vendetta pubblicati successivamente.

  14. Plissken scrive:

    Si, all’articolo sul Diario da te menzionato, di cui ho visto il link sulla recensione di Venerdi 13; essendoci un riferimento a Watchmen, ho poi cercato la recensione dello stesso. Il link è presente anche qui sopra, evidenziato in azzurro.

    Watchmen ce l’ho anche della collana “I classici del fumetto di Repubblica”. Anche io ho tenuto e rilegato “V for Vendetta”, ci mancherebbe…:-)

    Comunque, al di là della riuscita del film, come giustamente dici sarebbe stata un’impresa titanica davvero per chiunque, credo che anche altri registi più “quotati” avrebbero avuto enormi difficoltà, non mi sentirei di imputare la riuscita non proprio ottima della pellicola al solo Snyder, poveraccio…:-)

  15. Alberto Cassani scrive:

    Diamine, non riesco neanche più a tenere traccia dei miei stessi link…

    Comunque ricordo che Gilliam, dopo aver rinunciato all’incarico, diceva che sarebbe stato meglio pensare a una miniserie televisiva, ma secondo me è proprio il modo in cui il fumetto è concepito a rendere impossibile una conversione cine-televisiva davvero valida.

  16. Plissken scrive:

    Mah, ti dirò che anche se in effetti pensare ad una trasposizione cinematografica e/o televisiva lascia scettico anche me, la penso come Gilliam (che non credo abbia rifiutato l’incarico senza un motivo) nel senso che dovendosi fare, “diluire” la novel in più ore anche destinandola ad un pubblico “televisivo”, avrebbe dato risultati sicuramente migliori.

    Il problema più grosso secondo me sarebbe il far “digerire” uno script così complesso ed “intenso” al pubblico televisivo, che pur essendo cresciuto parecchio negli ultimi anni (non da noi) non so se nemmeno adesso possa essere in grado di apprezzare un lavoro del genere. Voglio dire, se fossi un produttore anche USA di miniserie non so quanto sarei disposto a “rischiare” su un progetto simile.

    Ammesso poi si potesse fare, sarebbe d’obbligo evitare inquadrature televisive e mantenersi su quelle cinematografiche, che tra l’altro caratterizzano il fumetto. Ovviamente ognuno ha la propria chiave di lettura, ma riguardo Watchmen io l’ho sempre visto come una moderna trasposizione del già citato Marlowe, non tanto con riferimento al personaggio in sé, ma per lo svolgersi della storia in maniera ponderata e riflessiva, intervallata dalle accelerazioni ravvisabili anche nella graphic novel. Forse uno stile “noir classic” (mi si passi il termine), ovviamente con le dovute licenze, darebbe modo di evidenziare una delle essenziali mancanze della pellicola di Snyder, ovvero l’introspezione e l’approfondimento dei personaggi.
    Quindi per quanto i protagonisti siano dei “supereroi”, andrebbe a mio personale parere sviluppato un film/miniserie distante dai soliti frenetici ritmi ravvisabili nelle pellicole del genere e tutto sommato anche in questo Watchmen.

  17. Antonio scrive:

    Mi sono sempre chiesto perché la critica americana e’ sempre stata buona con questo regista mediocre ……ho amato molto il riuscito remake di Dawn of the dead ,ma tutto il resto della sua filmografia e’ costellata di filmacci medio bassi come questo orrendo Watchmen ed i pessimi Man of Steel e Sucker Punch.
    Dopo le dichiarazioni di Terry Gilliam mi dispiace ancora di piu’ che questo progetto sia stato “violentato” da Snyder con una trasposizione presuntuosa e sterile che tocca le sue vette ” bucoliche” con il ciondolo blu del dottor Manhattan…

  18. Alberto Cassani scrive:

    In genere, la critica statunitense è sempre benevola con chi si dimostra beniamino del pubblico. Almeno fino a un certo punto. “Dawn of the Dead” aveva il vantaggio della freschezza in un momento di depressione per il cinema horror, gli altri invece non hanno scuse. A meno che i critici non si siano fatti remore a parlar male di film tratti da fumetti di autori di culto. Per lo meno “Sucker Punch” è stato massacrato e “Ga’Hoole” e “L’uomo d’acciaio” sono stati recensiti in maniera mista.

  19. Antonio scrive:

    La cosa che piu mi diverte e’ come la sua regia (e la qualita’ dei suoi film) mi ricordi Michael Bay ,solo che quest’ultimo e’ totalmente snobbato da sempre !

  20. Alberto Cassani scrive:

    In effetti una certa somiglianza c’è, tra Snyder e Bay. Sostanzialmente, sono entrambi profeti del machismo cinematografico, con la differenza che Snyder ammanta spesso i suoi film di paroloni e discorsi pseudo-filosofici, mentre Bay non va molto per il sottile e preferisce mena le mani. E’ vero che la stampa non ha mai portato Michael Bay in palmo di mano, ma l’industria cinematografica invece sì.

  21. Anonimo scrive:

    Dal mio punto di vista Snyder è migliore di Bay, Bay non lascia un messaggio nei suoi film invece Snyder lo fa, questa è la grande differenza, poi per quanto riguarda le scene d’azione sono molto simili tutti e due esagerano con il rallenty.

  22. Alberto Cassani scrive:

    E’ vero quello che dici, anonimo, però è anche vero che il messaggio non è suo ma dell’autore dell’opera su cui lui basa il film. E francamente, l’impressione è che lui questo messaggio non l’abbia capito molto bene…

  23. M.A.G.D scrive:

    Anonimo ero io. Snyder sa controllare gli effetti speciali a differenza di Bay che esagera (eccetto in Sucker Punch.)
    Penso che Zack voglia imitare Nolan, vuole essere spettacolare e allo stesso tempo lasciare un messaggio anche se come hai detto tu sembra che non si capisca, ma è vero che un regista sceglie le sceneggiature e lui le sa scegliere bene, invece Bay cerca il Blockbuster al 100%.
    Per quanto riguarda il film, prima ho letto tutto il grafic novel poi ho visto il film, mi ha completamente soddisfatto molte scene sono girate bene, le interpretazione sono fantastiche essenzialmente quella di Rorschach, poi utilizza molte scene che sembrano prese direttamente dal fumetto.

  24. Alberto Cassani scrive:

    Secondo me qui Snyder ha fatto una lettura formale che perde l’essenza del ritmo fumettistico: riprodurre fedelmente certe inquadrature non serve a nulla se poi tu rergista certe sottigliezze non le noti nemmeno (il numero speculare, il significato del fumetto nel fumetto…). Detto questo, è chiaro che le intenzioni filmiche di Snyder sono diverse da quelle di Bay, ma io preferisco uno che vola basso ma vola a uno che si libra nell’alto dei cieli per poi cadere rovinosamente quasi sempre. Poi anche di Bay si può dire che sa scegliersi bene le sceneggiature, visto che in vent’anni di carriera non ha praticamente mai sbagliato un film, dal punto di vista commerciale.

  25. skumkyman scrive:

    Lo rivedo su Sky dopo tanto dall’uscita e e vengono fuori tutti i difetti. Se la prima visione mi aveva incuriosito verso il fumetto e in generale la visione filosofica di Moore – rif. sito web dell’autore con belle digressioni sul Dr.Manhattan – oggi l’ho rivisto come un polpettone dalle musiche roboanti , interpretato da personaggi spesso incoerenti. Comunque Snyder non è da buttare, è che come dice Cassani, sbaglia a scegliere le sceneggiature… immagino un domani una nuova trasposizione di una parte del fumetto, magari ad opera di un regista che la privi di ogni effetto speciale, che so una ‘Jupiter’ a firma Gus Van Sant?! :)

  26. Alberto Cassani scrive:

    L’anno scorso hanno pubblicato dei fumetti che raccontano la storia dei singoli personaggi dopo gli eventi di Watchmen, ad opera di autori diversi da quelli originali. Potrebbero essere un’ottima base di partenza per una serie tv, ma pensare che qualcuno abbia voglia di riprendere in mano il fumetto originale e farne un nuovo film mi sembra altamente improbabile.

  27. skumkyman scrive:

    ‘Before Watchmen’, bello, con tutte le implicazioni dei Minutemen ma potrebbe sfiorare la soap?! :)

  28. Alberto Cassani scrive:

    Potrebbe sfiorare anche la cagata, se è per questo…

  29. Marco scrive:

    Buona recensione che in linea generale esprime il mio pensiero riguardo al film.
    Non lo condanno totalmente, sì forse è un tantinello lungo ed i dialoghi “altezzosi” leggermente di difficile comprensione e ridondanti ma penso che Snyder abbia saputo gestire al meglio il progetto, regalandoci alcune belle scelte registiche e la sceneggiatura non è poi malaccio.
    E poi è l’unico film superomistico (almeno prima di “X-Men: L’Inizio”) ambientato in un nostro passato alternativo, con guardiani che non hanno poteri, tolto ovviamente il Dr. Manhattan, prima di “Kick-Ass”.
    Le due visioni che gli ho dedicato non sono state vane.

  30. Riccardo scrive:

    Visto ieri con nettissimo ritardo rispetto all’uscita in sala: orrendo. Snyder prende le vignette del capolavoro di Moore e le mette in movimento senza però dare loro una personalità vivida e pulsante (come aveva fatto in 300), e gli eccessi di sesso e violenza non aiutano a restituire il degrado e il pessimismo che traspariva dalle tavole. Fotografia desaturata all’inverosimile, flashback che, sì ricalcano il fumetto, ma tolgono solo il ritmo ad un film eccessivamente lungo (esiste anche un cut di quattro ore e mezza), le scene non girate davanti a un green screen si contano sulle dita di una mano monca e c’è il peggior uso di musiche da repertorio mai usato in un blockbuster di questa caratura (l’amplesso con l’Halleluja è ridicola mentre la sequenza che cita Apocalypse Now con tanto di Wagner di sottofondo è agghiacciante): davvero chi si lamenta della colonna sonora di Suicide squad dicendo che è la playlist di Spotify buttata a caso dovrebbe guardarsi Watchmen in loop per 20 anni in modalità cura Ludovico.
    Sugli attori preferisco passare: a parte Earle Haley li ho trovati tutti dei cretini spaesati che girano in costume con nemmeno troppa convinzione.
    Chiedo perdono per il linguaggio infervorato ma me lo avevano pompato talmente tanto che quando finalmente l’ho visto sono rimasto basito

  31. Alberto Cassani scrive:

    Al di là delle singole scelte registiche, penso che Snyder non abbia proprio capito il fumetto. O addirittura che non abbia proprio capito cos’è un fumetto. Perché pensare che riproporre le stesse immagini sul grande schermo sia sufficiente a riproporre la stessa narrazione è di una superficialità clamorosa. La dimostrazione che non è stato in grado di approfondire la lettura secondo me si vede anche dal fatto che abbia voluto girare il cartone animato col fumetto dei pirati, che avendo cambiato il finale del film non ha più alcuna ragione di esistere all’interno della pellicola. Perché superficialmente sì, viene letto dai personaggi, ma più in profondità ha un senso proprio che lui non ha capito.

  32. Riccardo scrive:

    Questa “superficialità” però secondo me è ancora più evidente in Batman v Superman dove si vede chiaramente che Snyder ha solo sfogliato, nemmeno letto, “Il ritorno del cavaliere oscuro”. Ribadisco che BvS tutto sommato l’ho gradito molto più di Watchmen (anche se il Batman di Ben Affleck lo trovo per il 60% improponibile), ma davvero si vede quanto poco Snyder conoscesse il materiale di partenza: mi riferisco alle dichiarazioni di Snyder sul fatto che Batman uccida in continuazione nella graphic novel che hanno portato a snaturare per buona parte quello che il film avrebbe potuto essere.

  33. Alberto Cassani scrive:

    Lì però aveva almeno la scusa del cambio di direzione che il progetto ha subito quando hanno deciso di creare l’universo condiviso e inserire la Justice Lague in quello che avrebbe dovuto essere solamente il seguito dell’Uomo d’acciaio.

  34. Donato scrive:

    Conoscere l’opera di partenza, letteraria, fumettistica, teatrale o di altro tipo, a cui un film si ispira sovente ne condiziona la visione. E’ un meccanismo istintivo e automatico quello di fare il paragone tra l’originale e la trasposizione cinematografica, che quasi mai rende giustizia al materiale che l’ha ispirata.
    Ad esempio a me, che non ho letto il fumetto di Alan Moore, il film non è dispiaciuto e, pur privato dei contenuti e dei livelli di lettura più profondi dell’omonima opera a fumetti, mi ha lasciato complessivamente una buona impressione.
    Indubbiamente, alcuni passaggi (come ad esempio quello citato dell’Halleluja) non sono stati proprio azzeccati (per usare un eufemismo), ma se si confronta questo film con le altre smargiassate in pigiama che ci sono state propinate prima e dopo Watchmen, francamente quest’ultimo risulta di livello e spessore ben superiori alla media.
    Insomma, io tendo ad essere indulgente nei confronti di questa pellicola, non avendo letto ed apprezzato il materiale di partenza, ma non nego di aver vissuto anch’io situazioni all’esatto contrario, come ad esempio quando vidi il film di animazione Appleesed, ispirato all’omonimo fumetto di Masamune Shirow, rimanendone schifato e irritato per lo stile di regia e di narrazione da videogame e il modo ignobile con cui era stata banalizzata la trama del fumetto.
    Insomma, capisco le critiche, ma nel più generale panorama dei film di pigiami, Watchmen non sfigura, anzi… Il fatto è che a volte, non conoscere il materiale di partenza aiuta nella visione, nel senso che è più facile approcciarsi al film senza pregiudiziali o aspettative particolari…

  35. Alberto Cassani scrive:

    In effetti, per un critico la cosa migliore sarebbe vedere il film e solo dopo leggere l’opera originale prima di scrivere la recensione, ma non sempre c’è il tempo e il modo di farlo.

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.