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Alberto Cassani, 26 Maggio 2001: Inconsistente |
FilmAuro,
25 Maggio 2001
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American
Psycho
di Mary Harron
"Ognuno
ha i suoi gusti. A me piacciono i cadaveri..!"
William Bolt, serial killer antropofago.
New
York, fine anni ‘80. Patrick Bateman è un broker a Wall Street. Ha successo,
ma altri ne hanno di più. È un bell’uomo, ma altri lo sono di più. Ha
gusto, ma altri ne hanno di più. Patrick Bateman è insoddisfatto della
propria vita, è un frustrato, e questa frustrazione la esterna di notte,
quando si vendica dei presunti torti che ha subito durante il giorno
facendo scorrere il sangue di chi glieli ha fatti!
Il
romanzo di Bret Easton Ellis da cui questo film è tratto è uno dei
più sconvolgenti che abbia mai avuto modo di leggere. È un romanzo ipnotico,
che cattura il lettore proprio per la lucida follia che traspare dalle
parole del killer-narratore. Il libro ci immerge
così profondamente nel mondo in cui Bateman vive, che per quanto esasperato
è comunque logico, che quando racconta dei suoi scatti di violenza,
questi risultano talmente inaspettati che ci viene persino il dubbio
che siano accaduti realmente. Come se stessimo guardando una parete
bianca e d’improvviso ci passasse davanti agli occhi una goccia di sangue,
e ci chiedessimo se l’abbiamo vista veramente, fino a quando non ne
vediamo un’altra. Questa è la splendida intuizione dei titoli di testa
del film. Da lì in poi c’è solo il nulla.
Mary
Harron si è seduta sulla sedia del regista dopo che Oliver Stone (tra
gli altri) ha rifiutato il film. Film che è interpretato da Christian
Bale, dopo che Leonardo DiCaprio ha rifiutato il ruolo all’ultimo momento.
Per la cronaca Bale era il ragazzino protagonista de “L’impero del Sole”
di Spielberg, mentre la Harron aveva esordito dirigendo “Ho sparato
ad Andy Warhol”. Entrambi offrono una prestazione scialba: il film appare
visivamente troppo trattenuto rispetto alla potenza del romanzo, mentre
Christian Bale è semplicemente pessimo, ma squallido è anche tutto il
resto del cast (e complimenti a Chloë Sevigny, presente per l’ennesima
volta in un brutto film).
Sono
molte le scene ed i dialoghi ripresi pari pari dalle pagine del romanzo,
ma se stampate funzionano, proiettate annoiano. Questo perché qui è
stata data una visione errata del personaggio protagonista: nel libro
Bateman è uno psicopatico puro e semplice, pieno delle manie di tutti
i giorni che più o meno tutti abbiamo, portate all’eccesso, mentre nel
film sembra solo un vanitoso insoddisfatto che usa la violenza come
valvola di sfogo. E se i capitoli dedicati a Genesis, Whitney Houston
e Huey Lewis & the News sono tra i migliori del libro, nel film risultano
talmente slegati dal resto della pellicola da risultare assolutamente
inguardabili.
Il
film avrebbe dovuto uscire nelle nostre sale nel corso del 2000, ma
non era politically correct presentare una pellicola simile nell’anno
del giubileo. Il problema non era la violenza delle scene, quanto il
fatto che il protagonista non si penta, e che non venga punito per ciò
che ha fatto (o sì?); il problema era che qui non è il bene che vince;
era che, come dice Bateman verso la fine, “non c’è catarsi”. Ma il problema
vero è che questo è semplicemente un brutto film.
La
follia della notte sta invadendo anche i miei giorni...
Percorsi
tematici
American
Psycho: l'ipnoticità del disgusto - a cura di Alberto Cassani.
Le
regole dell'attrazione - di Roger Avary; con James Van Der Beek,
Shannyn Sossamon, Ian Somerhalder.
Titolo:
American Psycho (Id.)
Regia:
Mary Harron
Sceneggiatura:
Mary Harron, Guinevere Turner
Fotografia:
Andrzey Sekula
Interpreti:
Christian Bale, Chloë
Sevigny, Reese Witherspoon, Willem Dafoe, Samantha Mathis, Justin Theroux,
Matt Ross, Jared Leto, Josh Lucas, Bill Sage, Cara Seymour, Guinevere
Turner, Stephen Bogaert, Monika Meier, Reg E. Cathey, Blair Williams,
Marie Dame, Kelley Harron, Patricia Cage, Krista Sutton, Landy Cannon,
Park Bench, Catherine Black
Nazionalità:
USA, 2000
Durata:
1h. 37'
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