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"American History X" di Tony Kaye

16 dicembre 2009 Recensioni 31 Commenti
American History X

Medusa, 27 Agosto 1999 – Fulminante WOW

Tornato a casa dopo aver scontato una condanna per omicidio, Derek Vinyard, ex militante neonazista, può finalmente riabbracciare i propri cari e iniziare una nuova vita. Ma scopre che, durante la sua assenza, il fratello minore Danny ha cominciato a percorrere le sue stesse orme…


Edward Norton in American History XA guardare il prodotto finito non si direbbe, ma sono molte le traversie che hanno caratterizzato la realizzazione di American History X. Irritato dallo scarso feeling con gli executive della New Line e – pare – dai rimaneggiamenti in sede di montaggio operati dal protagonista Edward Norton, il regista Tony Kaye – all’esordio nel lungometraggio a soggetto – minacciò di comparire nei credit con un nome fittizio, possibilità però negatagli dalla produzione. Per tutta risposta, Kaye intentò una causa plurimilionaria nei confronti della New Line. E’ facile intuire come simili dissidi avrebbero potuto inficiare pesantemente il risultato finale, eppure l’esito di questa tumultuosa gestazione è un film sorprendentemente potente ed efficace, capace di scolpire autentiche perle di cinema lungo tutta la sua durata, sfiorando il capolavoro.

Edward Furlong in American History XLa scena dell’omicidio, quella della partita di basket, il litigio a tavola, il dialogo fra Derek e il professor Sweeney in prigione… American History X si connota attraverso una lunga serie di momenti assolutamente memorabili. Immagini e parole che si insinuano a forza nella mente e nello stomaco dello spettatore, note auliche a scandire i numerosi picchi di uno spartito che raggiunge ripetutamente livelli d’eccellenza e non conosce cadute di tono.

Avery Brooks e Edward Norton in American History XSe la regia di Kaye è invadente ed enfatica al punto giusto, la sceneggiatura di David McKenna è disseminata di bei dialoghi, sia a livello di contenuti che di forma, e traccia in modo credibile il percorso umano che porta un tranquillo ragazzo di Los Angeles a trasformarsi in un feroce guerriero nazista, salvo poi vederlo andare incontro a una dolorosa redenzione. Il montaggio supporta efficacemente lo script e la narrazione stessa, decostruendo la linea temporale dei fatti antecedenti l’uscita di prigione di Derek (tutte le sequenze in bianco e nero); una scelta che permette di cogliere da una prospettiva migliore la drastica evoluzione ideologica e comportamentale del protagonista. Il film, però, non poggia solo ed esclusivamente sulle spalle del personaggio principale, che per quanto perfettamente riuscito non sarebbe stato sufficiente a garantire il giusto respiro all’opera. Se la pellicola assurge a questi livelli, infatti, lo si deve anche all’attenzione con cui sono stati curati i numerosi personaggi di supporto, a cominciare da Danny, rendendoli parte attiva e sostanziale del racconto.

Beverly D'Angelo e Edward Norton in American History XCerto, senza la clamorosa interpretazione di Norton – straordinario nel catalizzare l’attenzione dello spettatore anche solo muovendo un paio di muscoli facciali – probabilmente non saremmo qui a parlare dello stesso film. Ma è doveroso sottolineare come American History X sappia fare leva sul bilanciamento dei vari elementi filmici in gioco, all’interno di una struttura che permette così ai momenti topici di vedere triplicata la propria capacità d’impatto e che, passo dopo passo, è davvero in grado di dimostrarci che «l’odio è una palla al piede».


La locandina di American History XTitolo: American History X (Id.)
Regia: Tony Kaye
Sceneggiatura: David McKenna
Fotografia: Tony Kaye
Interpreti: Edward Norton, Edward Furlong, Fairuza Balk, Beverly D’Angelo, Elliot Gould, Stacy Keach, Avery Brooks, Jennifer Lien, Ethan Suplee, William Russ, Guy Torry, Joseph Cortese, Jason Bose Smith, Antonio David Lyons, Axel Sol
Nazionalità: USA, 1998
Durata: 2h.


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Attualmente ci sono 31 commenti a questo articolo:

  1. noir83 scrive:

    Curiosità personale. Ma non esisteva già una recensione di questo film firmata Cassani?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Sì, ma come diverse altra della vecchia “gestione” ho preferito toglierla quando ho fatto il restyling del sito perché era scritta troppo male per poterla semplicemente correggere per renderla leggibile. E visto che Fabrizio si è offerto di scriverne una nuova, abbiamo colmato il buco che si era venuto a creare.

  3. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    A differenza del predecessore SKINHEADS, con Russell Crowe, questo mi è parso intenso. La migliore interpretazione di Eddy Norton, considerando le altre performance della sua filmografia.
    Inoltre è anche un film abbastanza crudo.

  4. Marco scrive:

    Eccezionale film. Grandi interpretazioni. Stupenda regia e sceneggiatura. Scene che rimarranno scolpite nella memoria dello spettatore (a me è successo questo).
    Nn si stanca mai di rivederlo.
    Lo diciamo? Ma si…capolavoro!!!

  5. Giuseppe Aguanno scrive:

    Ciao,

    Ottima recensione.

    Un’altro dei fattori che mi ha colpito di questa pellicola è il suo essere perfettamente bilanciata nel condannare l’intolleranza in ogni sua declinazione, non solo nella sua classica manifestazione bianchi vs. neri, ma anche viceversa, dato che nella realtà di diverse metropoli americane questo è un atteggiamento deviante di rilievo.
    Oltretutto viene indagata la matrice sociologica che porta il protagonista a essere quello che è, il che significa guardare in faccia realtà spesso scomode.
    Il film quindi non si limita a mostrare il male, ma ne vuole cercare le radici ed è qui il suo più grande merito, perché puntare il dito e basta è spesso troppo semplicistico.

    Giuseppe

  6. Fabrizio scrive:

    Ciao Giuseppe, mi fa piacere che la recensione ti sia piaciuta.

    Concordo con quello che dici: secondo me questo film tratta il tema dell’odio in modo molto efficace, mostrando in maniera cristallina i meccanismi e le situazioni che portano individui di cultura/estrazione/razza/background diversi allo scontro e all’intolleranza reciproca; dando un’idea del perchè, alle volte, ottime persone si ritrovino a commettere azioni “riprovevoli”.

    Ed è vero che questo film non ci si stanca mai di vederlo. Nel mio caso, non è una cosa che capita molto spesso. Ci sono un sacco di film che ho adorato ma che dopo una seconda visione non andrei più a riprendere di proposito; “American History X”, invece, fa parte di quella decina di titoli che mai nella vita mi verranno a noia.

  7. Anonimo scrive:

    Gran recensione.

    Pellicola spessa… sul podio da sempre e visto e rivisto non so più quante volte. E. Norton è un attore drammatico pazzesco, uno dei miei preferiti in assoluto.

    Storia, scene e dialoghi, impossibili da dimenticare…

    Claudia.

  8. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Edward Norton non è che mi piaccia come attore, ma qui è stato bravo.

  9. Fabrizio scrive:

    Grazie per i complimenti alla recensione, Claudia.

  10. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Il film più provocatorio, controverso, violento, allucinante, scioccante e terribile degli ultimi 11 anni.

  11. Angelo scrive:

    Pare che nella versione originale, quella statunitense, il finale sia diverso rispetto a quella italiana: la scena finale con la spiaggia come sfondo ha sostituito ciò che in Italia è stato – così pare – censurato. Non mi dilungo in dettagli per una semplice questione di spoiler, anche se non so se quello che ho sentito dire corrisponde al vero.
    Qualcuno ne sa qualcosa?
    Un saluto.

  12. Fabrizio scrive:

    Parli del finale in cui Norton, dopo l’omicido, si rasa di nuovo i capelli lasciando intendere un ritorno alla violenza?

    Non so con certezza se quel finale sia mai stato girato realmente o se si tratti solo di un’idea in realtà mai messa su celluloide perchè considerata a priori meno “vendibile” rispetto all’epilogo attuale, ma comunque non mi risulta che esista da qualche parte una versione del film con un finale diverso da quello visto da noi. Pare che il proposito di girare una seconda versione del finale così come descritta fosse reale, ma penso che poi non sia mai stata concretizzato.

  13. Guido scrive:

    Film eccellente. L’interpretazione di Norton è da brividi.Nelle sue diverse fasi aderisce in maniera perfetta al suo personaggio. Ottima la scena in cui tutta la famiglia è riunita a tavola e Derek / Edward Norton “subisce” la morale razzista dal padre che finirà per influenzarlo negativamente. Un film che tutti dovrebbero vedere. Molto crudo è vero, ma sicuramente di effetto. Trovo che non ci sia alcuna scena superflua e la sceneggiatura è molto precisa. Assolutamente raccomandato.

  14. Riccardo scrive:

    Ho visto il film alcuni giorni fa e devo dire che è piuttosto duro e sconvolgente, ma allo stesso tempo bello e interessante. Norton è una garanzia e azzeccata l’idea del regista di rendere in B/N i ricordi del fratello di Derek. Consigliatissimo ma non per stomaci e/o cuori deboli!
    Ma come fa il Morandini ad assegnargli soltanto due stelle e mezzo?
    Grande la New Line che sforna sempre ottimi film.

  15. Fabrizio scrive:

    “…il film soffre di schematismo didascalico e di scarsità di sfumature nel disegno dei personaggi, anche e soprattutto in quello del protagonista…”.

    In effetti sta roba non si può leggere. Mamma mia…

  16. Riccardo scrive:

    Curiosità mia: cosa diceva la recensione firmata Cassani di questo film?

  17. Alberto Cassani scrive:

    Più o meno le stesse cose, ma scritte peggio.

  18. Francesco Cuffari scrive:

    Davvero imbarazzante e superficiale il commento di Morandini.

  19. Edoardo scrive:

    Più imbarazzante ancora il voto di Mereghetti. Quell’uomo sa come farmi innervosire!

  20. Alberto Cassani scrive:

    Perché, cos’ha scritto Mereghetti (o chi per lui)?

  21. Fabrizio scrive:

    Lo trovi scritto cinque post più sopra…

  22. Fabrizio scrive:

    Ho sbagliato, quello è Morandini.
    Sorry.

  23. Alberto Cassani scrive:

    Buonanotte, Fabrizio!

  24. Edoardo scrive:

    Mi ricordo che Mereghetti gli dette 1 stella e mezzo, e così mi rammentava un mio amico l’altro giorno!
    Non so, potrei essermi sbagliato, ora non trovo la recensione di Mereghetti.

  25. Alberto Cassani scrive:

    Su internet non si trova nulla: serve il suo dizionario. Comunque a quanto ho capito, gli ha dato 2 stelle su 4.

  26. Fabrizio scrive:

    Eh sì, Alberto, sono rintronato mica male.

    In compenso, riguardo alla questione in oggetto mi esprimerò con un’affermazione mutuata dai migliori critici cinematografici, l’argomentazione più fondata e consona che esista:

    chiunque abbia dato una-due stelle a questo film o semplicemente storto il naso attraverso considerazioni nonsense tipo quella di Morandini, o non l’ha “colto” oppure non capisce un tubo di cinema.

  27. Alberto Cassani scrive:

    Ça va sans dire…

  28. Fabrizio scrive:

    Riagganciandomi a quanto Alberto ha detto altrove di Spacey (grandissimo attore che però da dieci anni almeno non azzecca un progetto degno del suo talento) mi è venuto spontaneo riflettere in termini simili su Norton, attore eccellente che però da un certo punto in avanti ha compiuto scelte di lavoro particolari che non l’hanno più visto protagonista di film di grande impatto o richiamo intrinseco (fa eccezione Hulk). Magari in alcuni casi si è trattato pure di buoni film e buoni ruoli, ma per quanto mi riguarda si è avvertita la mancanza di un film davvero “giusto” infilato di tanto in tanto.
    Pare che Norton sia da sempre incline a scegliere progetti che in qualche modo lo appassionino artisticamente e che non abbia mai badato più di tanto ai guadagni (facili) che un nome come il suo poteva garantirgli in abbondanza. Io l’ho sempre stimato per questo suo modo di procedere, ma forse ha un po’ esagerato (parlo dal punto di vista dell’ammiratore che lo vorrebbe vedere spiccare al pari di altri suoi colleghi, lui probabilmente è contento così). Ora la sensazione è che la sua carriera necessiti quasi di un rilancio in grande stile, di un nuovo Fight Club o di un nuovo American History X.

    Cosa ne pensate?

  29. Alberto Cassani scrive:

    Penso ci siano pochi dubbi riguardo al fatto che Norton scelga i ruoli se gli interessano e lo stimolo, senza pensare all’importanza del film né davvero alla sua riuscita artistica, basti pensare al suo abbandono di “State of Play” per girare “Fratelli in erba”. Se questo atteggiamento gli ha dato soddisfazioni esclusivamente personali di certo non l’ha messo al centro dell’attenzione del pubblico, e il fatto di essere un rompiballe di prima categoria non gli rende certo la vita facile con gli Studios, acuendo così la sua marginalità nell’industria cinematografica statunitense. Purtroppo non è il primo grande talento attoriale che finisce (più o meno) sprecato per vari motivi, e non sarà certo l’ultimo.

  30. Guido scrive:

    Scusate l’intromissione, ma ho letto in vari articoli di una sua grandissima interpretazione in “Birdman” di Iñárritu, e perfino di una sua molto probabile candidatura ai prossimi Oscar come non protagonista, con alcune voci, certamente premature, che lo vedono come favorito per la vittoria finale. Potrebbe quindi essere un grande rilancio, e me lo auguro, perché l’ho sempre trovato eccezionale.
    Va anche detto che (fortunatamente) è entrato nell’orbita di Wes Anderson e se in “Grand Budapest Hotel” il suo ruolo è limitato, in “Moonrise Kingdom” si mette abbastanza in luce, mostrando anche un gran lato comico.
    Invece non sapevo avesse un brutto carattere.

    Spacey al cinema è da un po’ che non realizza qualcosa di livello (a parte l’ottimo “Margin Call”), ma ha comunque prodotto e ovviamente interpretato lo straordinario “House of Cards”, che non mi sembra esattamente una serie passata in secondo piano (anche se il suo personaggio mi sembra una versione più seria e politica del suo Lester Burnham di “American Beauty”).

    Altri talenti sprecati che ricordo sono, ad esempio, Hilary Swank e Jodie Foster, che dopo aver vinto due Oscar in rapida successione, sono lentamente sparite dallo star system, impegnandosi in progetti mediocri (“Capodanno a New York” la prima, o non pienamente riusciti “Elysium” per la seconda.)

  31. Alberto Cassani scrive:

    Molto diplomaticamente, il regista dell’Incredibile Hulk durante la campagna di lancio disse di lui “Si sa che quando si prende Ed Norton ci si porta in casa un attore con la propria opinione sul film, che non si fa fa problemi a spiegarti”. Questo perché durante riprese e montaggio i due avevano avuto diversi scontri, tanto che Norton non partecipò alla campagna promozionale del film. Ovviamente io mi riferivo solo al suo carattere sul set, non a quello in privato che chiaramente non conosco. Nelle grandi produzioni lui ha sempre avuto problemi con i registi, e probabilmente in quelli più piccoli impone un contratto che gli dà determinate libertà. Va detto però che i litigi non sono perché si presenta ubriaco sul set, ma perché vuole seguire le sue idee per realizzare un film secondo lui migliore di quello che pensano di fare il regista e i produttori.

    Le previsioni sull’Oscar sono premature ma mica poi tanto, visto che non manca molto all’annuncio. Lui è effettivamente uno dei favoriti per la nomination ma “Birdman” ha avuto una distribuzione ridicola e questo potrebbe mettergli i bastoni tra le ruote. Vero però che quest’anno non ci sono filmoni pigliatutto.
    Per i film di Wes Anderson, al di là della qualità stiamo comunque parlando di un regista commercialmente di secondo piano: nessun suo film ha mai incassato 60 milioni di dollari negli Stati Uniti, e nessun suo film è mai entrato tra i 5 migliori incassi del week-end. Visto che sono film particolari sia come storia che come stile, è facile pensare che buona parte del pubblico li ignori completamente e quindi la sua presenza passi inosservata.

    Ovviamente sono d’accordo su quello che dici di “House of Cards”, ma devo specificare che la mia frase cui si riferisce Fabrizio, che puoi trovare tra i commenti dei “Soliti Sospetti”, risale al gennaio del 2011, quindi prima di HoC.

    La Foster credo sia uscita dalla Hollywood che conta per sua volontà, come già fece una volta da adolescente. La Swank invece penso paghi un fisico e un volto molto particolari, che nella visione dei produttori la rende indigesta per certi ruoli. Però in effetti non riesco a credere che non le siano capitati copioni migliori di quelli che ha interpretato negli ultimi anni.

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