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Baby Driver - Il genio della fuga di Edgar Wright

15 maggio 2018 Recensioni 0 Commenti
Baby Driver - Il genio della fuga

Warner, 7 Settembre 2017 – Ritmato

Un ragazzo, apparentemente disadattato e poco comunicativo, al volante è in realtà un mago. Non a caso, viene utilizzato da un boss della malavita per far fuggire le gang dopo le rapine. Dopo l’ennesimo colpo il ragazzo vorrebbe andarsene, ma non è così facile…


La prima, adrenalinica, sequenza di fuga che apre Baby Driver –  prima ancora dei titoli di testa – è geniale, oltre che girata in modo esemplare. La seconda, al contrario, è un lunghissimo piano sequenza, sempre a ritmo di musica, che fa capire come il film, pur inserendosi a pieno titolo nel filone ampiamente sfruttato dei criminali dal cuore d’oro che vogliono uscire dal giro, non è un film come tutti gli altri. E infatti non lo è. Se la sequenza iniziale predispone bene per l’eccezionale presentazione del personaggio, tutta la prima parte della pellicola è realizzata in modo eccellente.

Edward Wright gira con stile, e non è una cosa che capita spesso, nei film d’azione contemporanei. Non si tratta solo di come viene gestito il procedere della storia, quasi sempre contrappuntato dalla musica perennemente nelle cuffie di Baby, ma anche da un livello tecnico sorprendente. Se le scene d’azione e di fuga utilizzano prevedibilmente un montaggio tutto stacchi e inquadrature veloci (non a caso, il film ha ricevuto tre nomination all’Oscar in categorie prettamente tecniche: montaggio, effetti sonori e missaggio sonoro), sono i piani sequenza e la ripetuta visione di Debora davanti ad una macchina che «non possono permettersi» che marcano la differenza rispetto alla media di prodotti di questo tipo. Culmine di questa prima parte è l’eccezionale scena della sparatoria dal “Macellaio”, dove i colpi delle armi da fuoco sono sincronizzati con il ritmo della musica di Baby.

Nel terzo atto, Wright deve pagare il suo personale tributo al genere e concentrarsi sulla risoluzione dei conflitti. Lo stile diventa allora più impersonale e l’insieme torna più ordinario, senza più i guizzi che avevano caratterizzato la pellicola fino a quel momento, ed è un grande peccato perché il film perde quel mordente e quel fascino che lo rendevano una piacevole eccezione. Se dal punto di vista tecnico Baby Driver – Il genio della fuga lascia più di una volta a bocca aperta, il comparto artistico non è da meno. Ansel Elgort è convincente, ma sono i comprimari di lusso a rendere i personaggi secondari indimenticabili. Lily James è bella quanto basta, Kevin Spacey è viscido al punto giusto e Jon Hamm ha la giusta faccia per il ruolo. Jamie Foxx, dal canto suo, si mangia tutte le scene in cui compare.

Baby Driver è un film intelligente, che riesce nell’impresa di prendere una trama stereotipata in un genere quanto mai usurato, e rendere il tutto fresco e avvincente grazie a un autore che decide di girare con un proprio stile, a un personaggio principale piuttosto fuori dal comune e a scelte di sceneggiatura efficaci e coraggiose. Un film piacevole, che riesce a mescolare divertimento e piacere per il cinema e che ci fa riconciliare con la settima arte, troppo spesso ridotta a semplice prodotto da commercializzare.


La locandina di Baby Driver - Il genio della fugaTitolo: Baby Driver – Il genio della fuga (Baby Driver)
Regia: Edgar Wright
Sceneggiatura: Edgar Wright
Fotografia: Bill Pope
Interpreti: Ansel Elgort, Kevin Spacey, Lily James, Eiza González, Jon Hamm, Jamie Foxx, Jon Bernthal, Micah Howard, Morgan Brown, Morse Diggs, CJ Jones, Sky Ferreira, Lance Palmer, Hudson Meek, Viviana Chavez, Flea, Lanny Joon
Nazionalità: Regno Unito – USA, 2017
Durata: 1h. 52′


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