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"Captain America: The Winter Soldier" dei fratelli Russo

26 marzo 2014 Recensioni 16 Commenti
Captain America: The Winter Soldier

Walt Disney, 26 Marzo 2014 – Anonimo

La vita di Steve Rogers nel XXI secolo è tutt’altro che facile, tra missioni per lo SHIELD e sforzi per rimettersi al passo con i tempi. Ma quando durante una missione con la Vedova Nera scopre che Nick Fury gli ha nascosto una parte dell’obiettivo, Capitan America capisce che qualcosa ai piani alti dello SHIELD non va…


Chris Evans in una scena di Captain America - The Winter SoldierIl film con più morti ammazzati tra quelli prodotti dalla Marvel, e anche il primo in cui si sentono delle parolacce, Captain America – The Winter Soldier è una pellicola che vuol esser decisamente più seria rispetto alle baracconate che la Casa delle Idee ci ha proposto sin qui, ma non per questo è capace di innalzarsi dalla mediocrità che aveva caratterizzato il primo capitolo.

Scarlett Johansson in Captain America - The Winter SoldierPartendo dall’omonima saga fumettistica scritta dall’apprezzato Ed Brubaker, gli sceneggiatori Markus e McFeely svicolano con qualche battutina i problemi di assestamento di Cap dopo lo scongelamento e non trovano il giusto bilanciamento tra costruzione dei personaggi e azione roboante. Va detto poi che tutto l’intreccio, sia per quanto riguarda il Soldato d’Inverno sia per lo SHIELD, è estremamente prevedibile per chi conosce l’universo fumettistico della Marvel, ma questo potrebbe non essere visto dai fan come un difetto.

Chris Evans contro il Soldato d'Inverno in una scena di Captain America - The Winter SoldierSe poi la confezione è tecnicamente di livello, non si può però dire che eccella in nulla. D’altra parte il curriculum dei fratelli Russo (Welcome to Collinwood, Tu, io e Dupree) non faceva certo pensare che potessero elevare il film al di sopra dell’anonimato filmico. A questa piattezza contribuiscono anche la scelta di infarcire la pellicola con cialtronate atte a stemperare la tensione – alcune davvero gustose (Ezechiele, 25:17), altre meno («Vi va di giocare?») – e la dimenticabile colonna sonora di Henry Jackman, che sembra voler fare il verso ai peggiori lavori del suo padre putativo Hans Zimmer. E’ una china che lascia davvero perplessi, considerando che si tratta di quello che dovrebbe essere il personaggio di punta della Marvel cinematografica, ma che sul grande schermo sembra finora passare senza lasciare traccia.


La locandina di Captain America - The Winter SoldierTitolo: Captain America – The Winter Soldier (Id.)
Regia: Anthony & Joe Russo
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely
Fotografia: Trent Opaloch
Interpreti: Chris Evans, Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Anthony Mackie, Cobie Smulders, Frank Grillo, Emily VanCamp, Robert Redford, Samuel L. Jackson, Hayley Atwell, Dominic Cooper, Callan Mulvey, Toby Jones, Jenny Agutter, Chin Han, Bernard White
Nazionalità: USA, 2014
Durata: 2h. 16′


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Attualmente ci sono 16 commenti a questo articolo:

  1. Rogi scrive:

    Non sono molto d’accordo sulla recensione,Io penso che sia un film Marvel diverso rispetto agli altri,con una bella storia,delle ottime scenografie ma con scene d’azioni discutibili.
    Iron Man 3 è stato il primo film Marvel della ”Fase 2”,Un film molto bello superiore a mio parere al debole secondo capito, ai livelli del primo…Thor The Dark World sarebbe stato un buon film se avessero messo meno battute e piu introspezione dei personaggi sopratutto di Loki,Quindi un film inferiore al primo.
    Invece Captain America: The Winter Soldier è un film indubbiamente superiore a un primo film senza pretese.
    Un film molto distaccato dalla Marvel Prima di The Avengers,che vuole essere piu maturo e diverso e in questi i registi ci sono riusciti indubbiamente.
    FASE 2
    Iron Man 3: un 8 pieno ci stà
    Thor 2: un 5 e mezzo 6 non di piu
    Captain America 2: Un 7 e mezzo 7/8
    Ora non ci resta che aspettare Guardians of Galaxy e poi The Avengers 2 :Age of Ultron
    Cordiali Saluti Rogi :-)
    PS :Rispondetemi e fatemi sapere la vostra opinione

  2. Alberto Cassani scrive:

    Ma che questo volesse essere un film più serio rispetto agli altri della Marvel siamo d’accordo. Sul fatto che ci riesca c’è da discutere.

  3. Rogi scrive:

    Secondo te per quale motivo non dovrebbe riuscirci?

  4. Alberto Cassani scrive:

    Penso di averlo scritto in recensione: il personaggio è privo di carisma (e lasciamo perdere l’attore…) e quindi le parti serie che lo riguardano funzionano poco, in più l’aspetto più interessante – ossia il riaggiustamento del personaggio in un tempo non suo – viene accuratamente evitato.

  5. Federico scrive:

    Non saprei, secondo me invece l’aspetto “uomo fuori dal tempo” è stato affrontato, per via della natura stessa delle minacce che Cap si trova ad affrontare, vale a dire intricate cospirazioni da una parte e quello che può essere visto come il passato in persona, il Soldato d’Inverno, dall’altra. Capisco che un punto di vista potrebbe essere “hanno buttato lì la scena con Peggy e quella manciata iniziale con Sam e allo Smithsonian giusto per far credere che il tema del Fuori dal Tempo venga affrontato mentre in realtà non è così”, ma devo dire che io questo tema lo vedo ben riflesso in tutto il film, nel contrasto tra il personaggio di Cap e la natura stessa della trama che gli è stata costruita attorno. Un contrasto che crea un certo senso di malinconia e nostalgia se si guarda al film in quest’ottica. Cambiando poi discorso il film mi è sì piaciuto per questa e altre cose, ma non nego che i difetti ci siano: in primo luogo, ricordo chiaramente, più o meno, l’emozione che mi trasmise la lunga scena che spiegava le vere origini del Soldato d’Inverno nel fumetto (scena che sfruttava con drammatica efficacia il ripercorrimento dettagliato del dossier sovietico che qui vediamo solo negli ultimi minuti di film), e quel paio di flashback usati allo stesso scopo nella pellicola non sono minimamente all’altezza. Insomma, grande interpretazione di Stan e ottimi montaggio, colonna sonora e regia a trasmettere con il Soldato un senso di inquietudine che nemmeno nel fumetto si percepisce, ma la sceneggiatura avrebbe (come sempre, del resto) potuto fare molto meglio. Riguardo la questione Evans… Sì, è innegabile che mettendo a confronto la sua espressività e quella del Cap cartaceo il divario di carisma sia enorme (il Capitano originale Tony Stark se lo magna a colazione), ma sono anche rimasto sorpreso nel notare che la versione originale, in sostanza la voce dell’attore, questo divario in buona parte lo colma. Marco Vivio come doppiatore per Steve, specialmente dopo averlo identificato come Spider-Man negli ultimi dieci anni, praticamente eleva al quadrato quell’aria da ragazzino che tutti eccetto Cap dovrebbero trasmettere al pubblico. Personalmente avrei consigliato un Fabrizio Pucci (Hugh Jackman in molti film, per chi non lo sapesse), che tra l’altro ha anche doppiato Cap in una serie animata che tempo fa mi è capitato di vedere, con grandi risultati. Del resto l’accostamento voce di Pucci/viso di Evans anche solo a pensarlo non suona bene, la differenza d’età si sarebbe notata troppo, perciò mi limito a far notare la cosa.

  6. Alberto Cassani scrive:

    No, intendevo un’altra cosa. Le scene di cui parli si riferiscono al suo sentirsi legato a un tempo ormai passato, io invece avrei voluto vederlo riflettere su quanto il tempo in cui si trova ora è cambiato. Solo il fatto di concepire che i tedeschi non sono più i nemici e i sovietici non esistono nemmeno più è una cosa sovrumana, invece l’hanno risolta un po’ alla Austin Powers. Non so se stavolta sono riuscito a spiegarmi… Comunque la scena con Becky è di gran lunga la peggiore dei due film, ma devo dire che me l’aspettavo da quando si è risvegliato nel primo.

    Devo dire che ho visto in italiano entrambi i film e anche quello sui Vendicatori, e in realtà non credo di aver mai visto Evans recitare in lingua originale, quindi non so quanto possa aver aggiunto con la voce alla “statura” del personaggio. In effetti però hai ragione nel dire che una voce più “spessa” avrebbe cozzato troppo con la sua faccia giovanile, ma in generale sono dell’idea che sarebbe stato meglio prendere un attore più capace.

  7. Federico scrive:

    Ok, ora ho capito meglio cosa intendevi con “fuori dal tempo”, e ti do ragione. Per quanto la minaccia Insight sia in linea con quanto la modernità sappia essere spaventosa, è effettivamente presentata in modo così chiaro che Cap la prende quasi con sollievo perchè finalmente sa chi è il nemico, come ai proverbiali vecchi tempi. “Lo S.H.I.E.L.D. non è il buono, è il cattivo.” “Ok, no problem, facciamolo fuori.” Il “no problem” è la parte che se ho ben capito ti stona, e credo a ragione. Il periodo più interessante dal tuo punto di vista sono indubbiamente i due anni di missioni segrete trascorsi tra The Avengers e questo film, i veri momenti in cui Steve ha scoperto il nuovo mondo. Due anni con una vita di profondità dentro, ma purtroppo riassunti nelle frecciatine lanciate a Sam nella primissima scena. Insomma direi che anche qui (come in The First Avenger), per quanto parzialmente agganciato al realismo, il film ne sia in qualche modo spaventato. Hydra, non tedeschi. Hydra, non K.G.B. . In questo senso in effetti non si capisce perchè mai Zola&co abbiano chiamato “Soldato d’Inverno” Bucky, visto quanto strettamente, in origine, il nome sia legato al suo essere un’arma sovietica, al servizio di un generale russo a tutto tondo sino al tragico momento del risveglio. Insomma, qui al cinema tanto valeva chiamarlo Soldato del Serpente, fare il paragone con l’Idra mitologica e ottenere pure un bell’acronimo SS in linea con i “bei tempi” dei nazisti. Chiaro poi che trasformarlo in un presunto assassino sovietico per coprire il vero mandante degli omicidi ha tutto il senso del mondo, ma… be, in sostanza mi è venuto in mente dopo aver speso dieci righe a scrivere che non ha senso, e c’è anche da dire che sfido chiunque a trovare un acronimo più forte e drammatico di “Soldato d’Inverno”. Complimenti per l’ennesima volta a Ed Brubaker, premiato con un meritato cameo. Da parte mia, considero il Winter Soldier un suo vero colpo di genio. Ad ogni modo, ormai anche questo film è andato: da parte mia, l’attesa sul fronte Marvel va tutta ai Guardians (o forse dovrei dire che ci va per qualcosa come un 20%. Che l’altro 80 me lo freghino gli Avengers è inevitabile…).

  8. Federico scrive:

    (a “un acronimo più forte e drammatico” intendevo un nome di battaglia/nome in codice, giusto per amor di lessico)

  9. Alberto Cassani scrive:

    Ma infatti il problema principale, per come la vedo io, è che lui non affronta mai il mondo odierno come un uomo che arriva dal passato. Né qui né negli Avengers. Manca totalmente il senso di straniamento di chi vede qualcosa cui non aveva mai pensato, che a Steve Rogers dovrebbe accadere ad ogni due per tre anche dopo un paio d’anni. Invece affronta tutto sempre senza batter ciglio (anche perché magari Chris Evans fa fatica a muovere i muscoli facciali…).

    Comunque nel film Natasha dice che Soldato d’Inverno è il nome che il popolo russo ha dato alla leggenda di questo assassino invincibile, quindi ha senso che abbia un che di sovietico anche se a conti fatti la sua origine militare è diversa.

  10. Federico scrive:

    Ah, scusami, un’altra cosa: avete mica già visto/recensito The Amazing Spider-Man 2? Se sì perchè no ti chiederei un mini-parere senza spoiler, ma principalmente sono curioso di sapere se vale la pena provare il 3D.

  11. Alberto Cassani scrive:

    Sì, l’ho visto io l’altro ieri. La recensione la pubblico settimana prossima, quando il film esce. Il livello è quello del primo Amazing, se non un po’ peggio. Il 3D è il più inutile di tutta la storia del cinema.

  12. Federico scrive:

    ‘azzarola… Capito, grazie!

  13. Fabrizio Degni scrive:

    Appena finito di vedere… il film è molto lungo ma a mio avviso bello e con effetti speciali di notevole fattura. Lo rivedrei con piacere in quanto credo che per apprezzarlo a dovere meriti una seconda “passata”.
    L’unica cosa che francamente non mi è andata giu’ è stata il troppo ricorso alle corsie ospedaliere… senza spoilerare, gli eroi saranno anche immortali però dai, che bisogna nuclealizzarli per fare qualche danno visibile?

    C’è una scena verso la fine che mi ha riportato alla memoria Nathan Never, negli episodi de la caduta di Urania… spettacolare, veramente spettacolare.

  14. WarezSan scrive:

    Menzione d’onore ai titoli di coda splendidamente tratteggiati.
    Con poche linee ti fanno capire chiaramente a chi si riferiscono (senza enfasi).

  15. Marco scrive:

    Personalmente non mi è proprio piaciuto.
    Storia poco interessante (troppe macchinazioni e sotterfugi a parer mio) e scene già viste, belle si ma che l’inesperienza dei due registi non ha saputo elevarle a qualcosa di più.
    Senza spendere parole sulla confezione tecnica impeccabile (come del resto ogni blockbuster da 10 anni a questa parte) lo consiglio solo ai fan sfegatati Marvel o a chi sta seguendo le gesta dei Vendicatori.
    Per gli altri, come me, sarà abbastanza faticoso arrivare a fine film senza chiudere le palpebre.

  16. Fauno scrive:

    A mio avviso, Capitan America è un personaggio senza nulla da dire; incarna tutto ciò che ci si aspetterebbe dal classico bravo ragazzo, senza creare un minimo di attesa per qualche azione inaspettata.

    Belloccio, sempre pronto a stare in prima linea quando convinto di essere nel giusto e innamorato a vita della stessa donna (o della figlia, tanto che cambia?); il classico EROE AMERICANO, appunto!

    Detto ciò, sfido chiunque con un pelo di film d’azione/thriller/spionaggio sulle spalle, a negare che la trama sia chiarissima sin dalle prime scene in cui compare il personaggio di Robert Redford; che sforzo!

    Certo che se è vero quel che dici Alberto, che Capitan America è il personaggio di punta della Marvel cinematografica, stanno messi proprio male; un personaggio più piatto e banale non lo si può concepire, anche grazie (come giustamente fai notare) all’attore che lo interpreta.

    Ha mai fatto altri film? (Sono ironico)

    Secondo me, il personaggio Marvel riuscito meglio in assoluto sullo schermo, è senz’altro Iron Man.

    E forse invece è proprio lui la punta di diamante della Marvel al cinema.

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