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"Chiamata da uno sconosciuto" di Simon West

7 luglio 2006 Recensioni 1 Commento
CineFile

Sony, 30 Giugno 2006 – Fiacco

In una casa isolata in cima a una collina, la giovane Jill si prepara a trascorrere una tranquilla serata di babysitting. Ma dopo una serie di inquietanti telefonate da parte di uno sconosciuto che la invita ripetutamente a “controllare i bambini”, la ragazza cade in preda al panico…


Il senso dell’operazione di remake del (già non eccelso) thriller Quando chiama uno sconosciuto, diretto nel 1979 da Fred Walton, sfugge alla comune logica produttiva per il business hollywoodiano e costituisce un esperimento dal risultato assolutamente inferiore alle aspettative.

Camilla Belle in una scena di Chiamata da uno sconosciutoIl regista di questo rifacimento pedissequo e low budget è Simon West, già responsabile di pellicole del calibro di Tomb Raider e Con Air, e qui risulta difficile capire il perché si debba affidare ad uno specialista di action-movie un thriller d’atmosfera come questo. A ciò si aggiunga che la vicenda tesa e intrigante che vi viene narrata in quasi totale unità di tempo, spazio e luogo, si regge quasi esclusivamente sulle capacità espressive della protagonista principale che, badate bene, non è Jodie Foster o Nicole Kidman, ma una misconosciuta teen-ager, Camilla Belle, che, nonostante l’impegno, dopo neanche mezz’ora di film, si capisce benissimo che sarebbe stata cento volte più a suo agio in qualche commedia demenziale e pruriginosa tipo American Pie o in una parodia del genere Scary Movie.
Camilla Belle in una scena di Chiamata da uno sconosciutoQuando poi il solito maniaco assassino, con in tasca una buona tariffa dalla compagnia telefonica di turno, le dichiara apertamente le sue malsane intenzioni (citando addirittura le battute di Scream!), i piagnistei della ragazza diventano quasi ridicoli e il pathos e il coinvolgimento emotivo degli spettatori finisce, nella migliore delle ipotesi, in una manciata di pop-corn da trangugiare. Inoltre, il tanto sbandierato set costituito da una fantastica e labirintica magione di mille metri quadri su una tenebrosa e isolata collina spazzata dal vento, al di là del pregevole lavoro d’architettura e design, riesce difficile da accettare come un luogo nel quale la nostra baby-sitter non riesca e a nascondersi e a non essere osservata o inseguita dal feroce sconosciuto.

Una scena di Chiamata da uno sconosciutoDunque, non c’è proprio niente da salvare in questo filmetto da prima serata televisiva o drive-in di periferia? Be’, c’è la bella sequenza sui titoli di testa, molto anni Settanta e molto frenetica ed essenziale, e poi c’è la prima mezz’ora d’atmosfera nella bella (ma glaciale) casa dei Mandrakis. C’è anche una buona fotografia e una certa eleganza nell’uso dei dettagli e dei primi piani, ma soprattutto c’è la pregevole intenzione di accumulare tensione e spavento senza sconfinare nel gore e senza spargere sangue e interiora da tutte le parti. Il problema è che il regista Simon West e lo sceneggiatore Jake Wade Wall non sono Wes Craven e Stephen King, e questo si capisce bene, perché il thriller in questione si affloscia man mano e finisce per trascinarci stancamente ad uno scontato e deludente finale, tra prevedibili colpi di scena e insistenti accompagnamenti con le ottave basse degli archi che, già dai tempi di Psyco, erano ormai démodé.


La locandina di Chiamata da uno sconosciutoTitolo: Chiamata da uno sconosciuto (When a Stranger Calls)
Regia: Simon West
Sceneggiatura: Jake Wade Wall
Fotografia: Peter Menzies Jr
Interpreti: Camilla Belle, Tommy Flanagan, Katie Cassidy, Tessa Thompson, Brian Geraghty, Clark Gregg, Derek de Lint, Kate Jennings Grant, David Denman, Arthur Young, Steve Eastin, Madeline Carroll, John Bobek, Lance Henriksen
Nazionalità: USA, 2006
Durata: 1h. 27′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Giustissima recensione, concordo su tutto, soprattutto con l’ultimo paragrafo riguardo i pregi e i difetti.

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