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"Coco avant Chanel" di Anne Fontaine

26 maggio 2009 Recensioni 0 Commenti
Coco avant Chanel

Warner, 29 Maggio 2009 – Dimesso

Gabrielle è detta Coco per via del suo cavallo di battaglia come ballerina-cantante ed entraîneuse nei cabaret. Per cercare qualcosa di più elevato si fa mantenere dal ricco Balsan, ma si accorge che ciò che le serve non è la ricchezza, ma l’amore e l’indipendenza…


Audrey Tautou in Coco avant ChanelSarà per l’anniversario, sarà perché in tempi di haute couture sempre più bizzarre e costose si sente il bisogno di un ritorno a una sorta di semplicità elegante, ma il 2009 sarà ricordato come l’anno di Chanel. Prima una miniserie Tv italo-statunitense, poi una biografia passionale che ha fatto da chiusura all’ultimo Festival di Cannes. E ora, per la regia di Anne Fontaine, arriva una nuova pellicola che racconta la vita della celebre stilista prima che diventasse un’eroina della moda, quando si barcamenava tra amanti e sogni d’indipendenza. Ma nonostante la collaborazione della Maison Chanel, il tentativo di alta sartoria si riduce in un vestitino da outlet.

Audrey Tautou in una scena di Coco avant ChanelPlot di rara convenzionalità scritto dalla regista con sua sorella, le quali vorrebbero raccontare – attraverso le regole del biopic – l’evoluzione della figura della donna moderna, nelle abitudini e nell’abbigliamento, ma senza riuscire mai ad appassionare lo spettatore. Attraverso la figura di un’orfana che non si è mai arresa, che è stata “donna di mondo” prima che stilista (la prima di sesso femminile), il film insiste in modo fin troppo evidente e consapevole sulla modernità della figura di Chanel, che parte dal rifiuto dei fronzoli e dell’eccesso dello stile liberty per arrivare alla voglia di un’indipendenza inaudita, che vuole lavorare e guadagnare senza il bisogno di un uomo, a costo anche di rifiutare un amore che non sia integro e completo.

Audrey Tautou in Coco avant ChanelFontaine dipinge questo ritratto con una certa ironia, basti vedere la scena in cui Coco canta alla festa di Balsan ed è l’unica a imbarazzarsi mentre i ricchi borghesi folleggiano ubriachi, ma non ha mai un sobbalzo, uno spunto non conforme, una trovata che non sia già vista, appiattendosi su una struttura troppo blanda e su una messinscena fin troppo buttata via, forse nell’irrisolto tentativo di replicare filmicamente lo stile di Coco. I personaggi, specie quelli di Balsan e dell’attrice Émilienne, sono ben sbozzati e il contesto è credibile, ma l’intreccio e le riflessioni non decollano mai e restano aggrappati a un andamento esangue, che la regia non riesce a riscattare nemmeno con qualche preziosismo fotografico (come la sfilata finale, ripresa da Christophe Beaucarne). Va detto che, rispetto alle ultime prove, Audrey Tautou s’impegna non poco e riesce a dare corpo al personaggio, aiutata da un cast di ottimi professionisti (da segnalare Benoît Poelvoorde e Emmanuelle Devos); ma sembra come se delle modelle vestissero abiti che gli vanno troppo stretti o troppo larghi, che si muovono troppo o troppo poco senza riuscire a dare lustro alla sfilata. O a una pellicola che, senza vita, cerca qualche consenso da parte di donne acritiche.


La locandina di Coco avant ChanelTitolo: Coco avant Chanel – L’amore prima del mito (Coco avant Chanel)
Regia: Anne Fontaine
Sceneggiatura: Anne Fontaine, Camille Fontaine
Fotografia: Christophe Beaucarne
Interpreti: Audrey Tautou, Benoît Poelvoorde, Alessandro Nivola, Marie Gillain, Emmanuelle Devos, Régis Royer, Etienne Bartholomeus, Yan Duffas, Fabien Béhar, Roch Leibovici
Nazionalità: Francia, 2009
Durata: 1h. 45′


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