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"Fragile - A Ghost Story" di Jaume Balagueró

3 settembre 2005 Recensioni 5 Commenti
Fragile - A Ghost Story

Nexo, 3 Febbraio 2006 – Improponibile

In un vecchio ospedale pediatrico che sta per essere sgomberato viene assunta una nuova infermiera. Una bambina le racconta le sue conversazioni con una donna immaginaria, e in più le ossa dei bambini iniziano a spezzarsi senza motivo ed assordanti rumori notturni non sembrano affatto provenire dalle tubazioni…


Calista Flockhart in Fragile - A Ghost StoryConsiderato – immeritatamente – dalla critica uno dei talenti emergenti più in gamba del cinema horror spagnolo, Jaume Balagueró torna dopo Nameless e Darkness, catapultandosi all’edizione 2005 del Festival di Venezia con un film totalmente incapace di offrire la benché minima novità rispetto ai primi due. Ancora una storia che vede bambini vittime di nefandezze varie e terribili allucinazioni, tornano gli assordanti e fastidiosissimi effetti sonori atti a far sobbalzare lo spettatore visto che le immagini offrono veramente poco di spaventoso. L’unica novità di Fragile è forse il passaggio più netto rispetto alle sue opere precedenti verso il mondo dei fantasmi.

Yasmin Murphy in Fragile - A Ghost StoryLa Callista Flockhart della divertente serie Tv Ally McBeal si cimenta in qualcosa di totalmente diverso dal suo solito e lo fa non riuscendo a convincere neanche se stessa del suo personaggio e tanto meno ad intrigare il pubblico. Fragile è un horror totalmente deludente, questo di Balagueró, che riesce a reggere il ritmo a stento per un’oretta, ma che poi crolla nel limbo dell’improbabilità più profonda nella parte finale. Nonostante l’idea di fondo su cui si basa tutta la storia non sia poi tanto malvagia, stentiamo francamente a capirne la partecipazione Fuori Concorso alla kermesse lidense, ma senza meravigliarci troppo di questa scelta da parte dei selezionatori ci limitiamo a constatare la sconfitta per K.O. di questo film ad opera dell’ottimo The Exorcism of Emily Rose di Scott Derrickson.

Consigliato solo a chi non ha visto i primi due lungometraggi del regista e non ha per questo grandi e particolari aspettative nei suoi riguardi.


La locandina di Fragile - A Ghost StoryTitolo: Fragile – A Ghost Story (Id.)
Regia: Jaume Balagueró
Sceneggiatura: Jaume Balagueró, Jordi Calcerán
Fotografia: Xavi Ginénez
Interpreti: Calista Flockhart, Yasmin Murphy, Elena Anaya, Gemma Jones, Richard Roxburgh, Colin McFarlane, Michael Pennington, Daniel Ortiz, Ivana Baquero, Stephen Pick
Nazionalità: Spagna, 2005
Durata: 1h. 40′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Mah io penso che questo sia un film molto sottovalutato. Lo trovato molto d’atmosfera (come sempre nei film di Balaguerò), ben girato con un reparto tecnico molto buono.
    Alcune scene sono veramente ben realizzate e trasmettono veramente tensione e suspance.
    Forse gli attori non danno una bella prova di sè ma personalmente ciò non influisce molto sulla riuscita del film, se la cavano alla fine.
    Storia che personalmente mi ha molto affascinato.
    Sempre azzeccate le musiche. Effetti più che discreti.
    La personale trilogia del regista sulle paure infantili è stata iniziata e chiusa degnamente.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Mah… A me sembra invece che Balaguerò sia un regista apprezzato molto più di quanto meriti. A parte il primo “Rec”, devo ancora vedere un suo film capace di spaventarmi e coinvolgermi.

  3. Marco scrive:

    Personalmente i registi che più apprezzo della nuova wave horror sono Balguerò, Aja, Marshall (Doomsday a parte).
    Laugièr mi ha deluso con Martyrs (Saint Ange lo avevo apprezzato), Gens non mi ha per niente convinto con Frontier(s).
    Fresnadillo l’avevo trovato valido nella direzione di 28 Settimane Dopo, peccato che non si sia più fatto sentire.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Diamine, non sono d’accordo con nulla… Secondo me “Martyrs” è un capolavoro del cinema horror e Aja e Balaguerò sono due incompententi…!

  5. Marco scrive:

    Rivisto e ricondivido il mio precedente commento.
    Posso aggiungere che Balaguerò inizia un pò a perdere colpi con “Rec 2″ e Bed Time” (anche se c’è da precisare che sono molto meglio questi rispetto alle delusioni americane propinateci negli ultimi anni), aspettiamo l’ultimo capitolo di “Rec” l’anno prossimo.

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