Stai leggendo:

"Good Morning Vietnam" di Barry Levinson

4 ottobre 2016 Recensioni 0 Commenti
Good Morning Vietnam

Warner, 7 Ottobre 1988 – Mascherato

Il deejay Adrian Cronauer viene chiamato a tenere una trasmissione radiofonica divertente per sollevare il morale delle truppe impegnate nella guerra del Vietnam. Riuscirà nell’intento, ma disobbedendo agli ordini dei superiori e stringendo amicizia con un ragazzo vietnamita…


Robin Williams in Good Morning VietnamHollywood ha prodotto tanti film dedicati alla guerra del Vietnam, tanto da crearne quasi un sottogenere tutto statunitense. Barry Levinson gira Good Morning Vietnam nel 1987, 12 anni dopo la fine della guerra, in un momento in cui l’argomento era comunque ancora molto “sentito” (Platoon è dell’anno precedente). Ma mette in scena una vicenda collaterale, in cui la guerra non si vede quasi se non nella vita dei civili che dalla guerra (e dalla presenza degli statunitensi) è fortemente condizionata.
Robin Williams e Tung Thanh Tran in una scena di Good Morning VietnamLa guerra permea e condiziona così tanto la vita dei civili da impedire perfino la costruzione di un rapporto d’amicizia o d’amore, perché gli statunitensi sono sempre e comunque nemici da combattere: ogni intesa è impossibile. Il concetto, strisciante per tutto il film, viene ben chiarito nel faccia a faccia finale tra Adrian e Tuan. Paradossalmente, coloro che hanno una vita più normale sono i militari statunitensi che vivono lontano dal fronte: solo loro hanno rapporti umani (l’amicizia tra Adrian e Edward ne è l’esempio migliore), mentre i vietnamiti non possono che subire la guerra con nessun altro risultato se non la distruzione delle famiglie.

Robin Williams e Forest Whitaker in Good Morning VietnamMa il tema principale di Good Morning Vietnam viene mascherato per più di metà film e diventa preponderante solo nel finale. Tutto il resto è Robin Williams: fin dalla sua entrata in scena, Williams prende in mano il film e lo trascina verso il finale con una recitazione istrionica e divertentissima, che include lunghissime performance alla radio e dal vivo. Per lunghi minuti sembra che la guerra e il Vietnam siano fuori dalla portata della macchina da presa, che si concentra e indugia sul volto di Williams. La sceneggiatura di Mitch Markowitz scopre le sue carte poco a poco: se da principio il film sembra una semplice commedia, a poco a poco si tramuta in dramma e in film di guerra, rimanendo comunque centrato sulla figura irriverente di Cronauer di cui viene sottolineata l’umanità: e “l’umanità”, come è noto, in guerra è destinata a soccombere.

Good Morning Vietnam è un film (da vedere in lingua originale) che racconta la sconfitta: di una persona e di uno stato, travestendola da commedia.


La locandina di Good Morning VietnamTitolo: Good Morning, Vietnam (Id.)
Regia: Barry Levinson
Sceneggiatura: Mitch Markowitz
Fotografia: Peter Sova
Interpreti: Robin Williams, Forest Whitaker, Tung Thanh Tran, Chintara Sukapatana, Bruno Kirby, Robert Wuhl, J.T. Walsh, Noble Willingham, Richard Edson, Juney Smith, Richard Portnow, Floyd Vivino, Cu Ba Nguyen, Danny Aiello III
Nazionalità: USA, 1987
Durata: 2h. 01′


Percorsi Tematici

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.