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"Gravity" di Alfonso Cuarón

2 ottobre 2013 Recensioni 25 Commenti
Gravity

Warner, 3 Ottobre 2013 – Avvincente

La missione di un gruppo di astronauti viene bruscamente interrotta da una pioggia di detriti: unici superstiti dell’incidente, la dottoressa Ryan Stone e il tenente Matt Kowalsky si trovano alla deriva nello spazio, costretti a lottare per la loro sopravvivenza…


Sandra Bullock e George Clooney«Spazio, ultima frontiera», recitava l’intro di una celeberrima serie televisiva di fantascienza. Tagline che Alfonso Cuaròn sembra aver preso alla lettera nel realizzare il suo ultimo film, scelto per aprire la 70ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Gravity è infatti un lavoro proiettato verso il superamento di molteplici frontiere, che si pone più di una sfida sia da un punto di vista narrativo che in senso più strettamente tecnico ed effettistico. Cuarón sceglie di trasportare il più classico dei survival thriller all’interno di un contesto fantascientifico, utilizzando gli effetti visivi per aumentare il coinvolgimento degli spettatori. Il cineasta messicano non si accontenta però di stordire il pubblico con la computer grafica, e mantiene inalterato lo stile fluido e narrativo che aveva contraddistinto i suoi precedenti lavori: il film, specialmente nel suo primo atto, è caratterizzato da lunghi piani sequenza che pongono i protagonisti al centro dell’azione, e nonostante qualche concessione alla spettacolarizzazione gratuita, gli effetti visivi sono al servizio del racconto e non prevaricano mai sulla narrazione.

Sandra BullockDopo queste premesse, dispiace dire che la sfida di Gravity non si rivela vinta del tutto proprio a causa di una sceneggiatura non eccezionale e piuttosto prevedibile che a partire dal secondo atto mostra il fianco a più di una perplessità, in particolare per quanto riguarda la costruzione della protagonista principale e dei suoi conflitti. Le ottime interpretazioni di Sandra Bullock e George Clooney riescono fortunatamente a rendere poco evidenti – senza riuscire a farli passare inosservati – molti dei difetti citati: i due attori raggiungono un’empatia quasi istantanea con il pubblico, lavorando principalmente sulle sfumature della voce e sulle micro-espressioni del volto. In particolare, Clooney è in grado di mostrare il cuore del suo personaggio in pochissimi secondi, mentre la Bullock riesce a rendere interessante un personaggio che si sviluppa in direzioni alquanto banali.

George ClooneyGravity è dunque un thriller spaziale avvincente, spettacolare e ben interpretato dai due protagonisti, che dopo un primo atto straordinario si attesta su buoni livelli e li mantiene per il resto della sua durata. Un’operazione riuscita, che avrebbe potuto trasformarsi in una pellicola indimenticabile se solo la sceneggiatura fosse stata scritta con maggiore cura.


La locandina statunitenseTitolo: Gravity (Id.)
Regia: Alfonso Cuarón
Sceneggiatura: Alfonso Cuarón, Jonàs Cuarón
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Interpreti: Sandra Bullock, George Clooney, Ed Harris, Ortoig Natiussen, Amy Warren, Basher Savage, Franklin Henson
Nazionalità: USA, 2013
Durata: 1h. 32′


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Attualmente ci sono 25 commenti a questo articolo:

  1. WarezSan scrive:

    Ho visto giusto il trailer… ma non si muovono troppo velocemente per esser in assenza di gravità?

  2. Riccardo scrive:

    A me questo film attira. Ho sempre apprezzato Cuaron (fossero adattamenti harrypotteriani o visioni apocalittiche con Clive Owen protagonista)

  3. Alberto Cassani scrive:

    E’ un film molto intrigante, ma reggere un’ora e mezza con due soli personaggi è dura… Nel trailer non ricordo quali scene abbiano preso, ma nel film i movimenti sembrano realistici. Nelle scene d’azione prendono la spinta con le mani, per cui non essendoci attrito è facile poi volar via velocemente.

  4. Mirko scrive:

    Non mi avete messo George fra gli interpreti! :D eheh

  5. Alberto Cassani scrive:

    Acc… Non è la prima volta che mi capita, con Clooney. Freud sta cercando di dirmi qualcosa.

  6. Plissken scrive:

    Concordo con la (ottima) recensione, che a mio avviso esplica chiaramente i punti deboli e di forza della pellicola.
    Il soggetto è piuttosto banalotto e la sceneggiatura non riesce a nobilitarlo granché, ma la perizia utilizzata nelle scene in ed out è davvero elevata. Raramente in un film di questo tipo si è vista una ricostruzione tanto veritiera (perlomeno per chi come il sottoscritto non è un’astronauta) dei vari apparati e navette spaziali contemporanei e, nonostante il 3D (in verità poco invasivo per fortuna), si riesce facilmente ad immeggersi nella vicenda in quanto a quel che ho potuto vedere gli effetti speciali non lo sembrano per nulla.
    Molto belle le scene ed i movimenti di macchina un po’ in tutto il film, ma una speciale menzione la meritano quelli negli “interni”.
    Oltre che negli effetti ed nella buona caratterizzazione dei personaggi il film trova un punto di forza non tanto nella “trama orizzontale” che appunto rivelasi banalotta, quanto nelle varie “trame verticali” in cui le numerose problematiche trovano nella regia uno svolgimento talentuoso (a mio personale avviso).

    Un film non memorabile ma da vedere senz’altro.

    Quasi dimenticavo: chissà la Bullock quanto deve aver ringraziato Wall-e…

  7. Alberto Cassani scrive:

    Wall-E quando parlava da solo aveva dialoghi migliori di quelli che ha la Bullock qui.

  8. Anonimo scrive:

    possibile che l’ultima parte sia sembrata pessima solo a me? nell’ultima scena mi ha quasi ricordato terminator e comunque l’ultima mezz’ora pare presa da un film anni 80′ dove nonostante tutto il protagonista vince comunque, per la mia opinione è un film sprecato…

  9. Plissken scrive:

    Riguardo Wall-e mi riferivo all’estintore. . :-)

    Non riesco a trovare analogie con “Terminator” (che reputo un grande film).

    In questo, i dialoghi sembrano scritti da alunni delle scuole elementari e, considerando i “bauuuu…”, magari anche animalisti nonché parzialmente influenzati dagli insegnanti di catechismo. Nella seconda parte, in cui vi è maggior spazio per “l’introspezione” deL personaggio, i vari nodi sono venuti clamorosamente al pettine… ma appunto la recensione avvisa sulla mediocrità della sceneggiatura.

    Ciò nonostante credo che, almeno per la perizia con cui sono state girate molte scene, sia un film che valga la pena vedere anche se alla fine non lascia niente, tanto che poi si può passare subito ad altro.

  10. Alberto Cassani scrive:

    Non c’è dubbio che la perizia tecnica con cui il film è realizzato meriti la visione su grande schermo, e possibilmente in 3D. Io personalmente, però, sarei stato molto più negativo con la seconda metà del film di quanto non è Luca nella recensione. Forse non avrei scritto, come ha fatto l’anonimo, che l’ultima parte è pessima, ma poco ci sarebbe mancato. Secondo me quando lei rimane da sola il film scade tantissimo e in alcuni momenti è scritto proprio male. Se la tensione regge fino alla fine è merito del Cuaron regista, non certo dei Cuaron sceneggiatori.

  11. talking scrive:

    forse prima sono stato un pò duro, il fatto è che mi aspettavo molto di più, cioè se vado a vedere un film di fantascienza so che può finire in un certo modo con certe forzature, ma mi aspettavo qualcosa di più realistico per quanto possa esserlo un film ovviamente,perciò ho detto che l’ultima parte per me è pessima, da com’è partito mi aspettavo qualcos’altro, non qualcosa come la donna bionica

  12. Plissken scrive:

    Si concordo senz’altro, purtroppo la seconda parte scade parecchio, non l’ho specificato prima in quanto palesemente riscontrabile dalla lettura della recensione.

    Peccato che al talento del Cuaron regista non corrisponda affatto una identica predisposizione alla sceneggiatura, forse hanno peccato un po’ di presunzione: magari se avessero affidato i dialoghi a qualcuno più bravo ne sarebbe uscito un film con la “f” maiuscola.

    Comunque, al di là dell’aspetto registico sicuramente di valore, credo che si possa plaudire anche ai due interpreti, che con una sceneggiatura mediocre riescono almeno in parte a risultare credibili. Clooney non so come abbia fatto ad evitare l’effetto macchietta, considerando lo script inerente la sua parte.

  13. Alberto Cassani scrive:

    Talking, in effetti le azioni della Bullock sono esagerate, ma in generale c’è un’attenzione per la verosimiglianza della situazione che secondo me è sufficiente a farcele sopportare. O meglio: sarebbe sufficiente se il problema fosse solo l’effetto donna bionica…

    Plissken, Clooney si può contestare come attore, ma ha una capacità incredibile di cambiare registro a seconda delle necessità. Qui fa la macchietta quando serve, e per tutto il resto del tempo è perfettamente credibile in un ruolo serissimo.

  14. talking scrive:

    si capisco che intendi. la sintesi è che si poteva fare di più, è anche vero come è stato detto che se ci fossero stati due attori mediocri sarebbe stato ancora peggio….

  15. Alberto Cassani scrive:

    Senza dubbio. E’ impensabile che un film così possa reggere senza degli attori perfetti.

  16. Guido scrive:

    Non mi aspettavo, personalmente, una delusione così grande da questo film.
    Sul piano visivo è certamente d’effetto, probabilmente aiutato dal 3D.

    Ma dal punto di vista della sceneggiatura, raramente ho visto qualcosa di così banale (in un film acclamato dalla critica, ovviamente). I due personaggi sono veramente stati scritti molto male, secondo me. Perché dovrei temere per il destino di una scienziata che ha fallito più volte al simulatore, che in ogni movimento sembra fare la cosa sbagliata, fino a quando, facendo la conta (!!!) riesce ad indovinare come “tornare a casa” ?
    Pienamente d’accordo sul fatto che Clooney mostra tutto in pochi secondi, ma se la dottoressa della Bullock ha pochissimo ossigeno, perché continua a parlarle??

    I due protagonisti non sono neanche male, ma non condivido le lodi incredibili che ha ricevuto la Bullock, il cui personaggio sfiora anche il ridicolo involontario quando risponde alla radio, commuovendosi per l’abbaiare di alcuni cani o affonda negli stereotipi con la storia della morte della figlia .

    Infine, la parte conclusiva anche per me è veramente scadente. Il finale è di una banalità sconcertante!
    Cioè, questa attraversa di tutto, atterra in acqua, esce, si spoglia, e dopo due minuti è già sulle sue gambe, come se nulla fosse?? Mancava solo che atterrasse su una spiaggia affollata..

    La prossima volta vado a vedere di nuovo “Rush”, quello sì è un capolavoro, scritto magnificamente, diretto e interpretato ancora meglio. A proposito, ci sarà una recensione?

  17. Alberto Cassani scrive:

    Scusa il ritardo con cui rispondo, Guido, ma come puoi vedere ho avuto impegni piuttosto pressanti, in quest’ultima settimana…

    Sono d’accordo con le tue perplessità riguardo la sceneggiatura e i personaggi. Come ho detto, il film è visivamente meraviglioso ma drammaturgicamente ridicolo una volta che lei rimane da sola. Posso capire la sfida che Cuaron si è posto nel trattare così i suoi personaggi, ma dal punto di vista della sceneggiatura non si può certo dire vinta, anche per via della sua mano pesante con i simbolismi esagerati e le spiegazioni ridondanti. Però penso sia comunque un film che vale la pena di vedere.

    La recensione di “Rush” arriva domani mattina, ma non è detto che ti faccia piacere.

  18. Guido scrive:

    Molto bello il nuovo layout.
    Bé, spero almeno non sia una recensione “rossa”. :)

  19. Giacomo scrive:

    Ho visto questo film ieri sera. Il film muore quando Clooney muore . Trovo questa coincidenza molto grave, dato che il film vorrebbe lanciare i suoi messaggi più importanti proprio da quel momento in poi. Se la sono giocata male, tra angeli custodi, esplosioni, dialoghi ridicoli e metafore banalotte sulla vita e la rinascita.

    Al tracollo verticale del film purtroppo coincide un costante peggioramento delle musiche. All’inizio la colonna sonora funziona bene (non a caso il momento migliore del film), a metà funziona così così (guarda caso inizia il declino), alla fine sembra di sentire una composizione di Zimmer per un film di Carlo Vanzina ambientato in un concessionario di Hammer.

    A parer mio, l’emblema di quello che il film vorrebbe dire ma non riesce a dire è nella citazione a Wall-e.

    Bella la nuova grafica. Saluti.

  20. Plissken scrive:

    Ehilà che sorpresa…

    Complimenti per il nuovo aspetto del sito… un bel lavoro davvero :-)

  21. Alberto Cassani scrive:

    Giacomo, purtroppo Cuaron non è mai stato un bravo sceneggiatore, checché ne dicano molti critici. Non è un caso che “I figli degli uomini” partiva da un romanzo e lui aveva al fianco altri quattro scrittori che limitassero i suoi danni. Peccato davvero, comunque, perché mancava poco per fare di “Gravity” un film davvero straordinario.

    Grazie a tutti per i complimenti alla nuova grafica, anche a me piace molto.

  22. Foofy scrive:

    Ciao, mi unisco ai complimenti per la nuova grafica. Il film invece…una delusione pazzesca, ma come fa ad avere recensioni così favorevoli? Non è neanche classificabile come fantascienza ma semmai come survival, comunque è stata dura arrivare alla fine! A me degli effetti speciali importa poco, sono funzionali al film, ma qui è proprio il film che manca. Salvo solo Clooney che è la cosa migliore, ma quando lui muore il film, già traballante, crolla. Terribile l’interpretazione della Bullock, come scusante ci sono la sceneggiatura e i dialoghi scritti dalla scimmia dei Simpson, ma anche lei ci mette del suo:lagnosa e impedita, è impossibile affezionarsi alle sue improbabili disavventure. Per il resto, quoto Guido e Giacomo, per me recensione rossa con teschio!

  23. Alberto Cassani scrive:

    Grazie dell’apprezzamento. Però il film è fantascienza nella sua definizione più pura, ossia una storia che specula con la fantasia partendo da basi scientifiche. Poi è chiaro che di solito per “fantascienza” si intende tutt’altra cosa… Quello che impressiona sul grande schermo non sono tanto gli effetti speciali quanto il modo in cui la regia avvolge personaggi e spettatori, ovviamente con l’aiuto degli effetti speciali. E’ un’esperienza visiva notevole, che però è vero essere molto carente in quanto a sceneggiatura. Ma anche in questo, secondo me la seconda parte affossa tutto in dialoghi ridicoli e simbolismi esagerati; la prima parte (fino appunto a quando Clooney muore) funziona abbastanza bene pur non riuscendo mai a farci davvero palpitare per la sorte dei due protagonisti. Le recensioni positive immagino dipendano anche dalla singolarità del film rispetto alle produzioni tipiche della Hollywood fantascientifica degli ultimi anni.

  24. Marco scrive:

    Concordo con la recensione ed in gran parte coi commenti al seguito, tranne che con quelli troppo negativi.
    Ottima regia da Oscar (piano-sequenza iniziale di 17 minuti fantastico) ed avvincente film.
    Dialoghi un pò banalotti che lo penalizzano un pò, ma tanto fastidio non mi hanno creato.
    Buone le interpretazioni che, come ha giustamente detto Albe, senza di loro il film sarebbe stato pessimo.
    Piaciuta pure la colonna sonora che ben si sposa con le immagini e le scene.
    Reparto tecnico meritevole di tutti i premi vinti.

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