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"Il cuore grande delle ragazze" di Pupi Avati

27 novembre 2011 Recensioni 0 Commenti
CineFile

Medusa, 1 Novembre 2011 – Nostalgico

Anni ’30. Carlino Vigetti, figlio inetto di un mezzadro, viene spinto a un matrimonio combinato a fronte della promessa del rinnovo del contratto di mezzadria. Tutto sembra filare per il verso giusto finché irrompe Francesca, figliastra del padrone, che manda a monte il progetto…


Cesare Cremonini e Micaela RamazzottiTratto da ricordi di famiglia (il protagonista veste i panni del nonno del regista), la storia rappresenta l’ennesima escursione di Avati nel mondo leggermente appannato di tanti suoi film (Festa di laurea, Una gita scolastica, La via degli angeli); mondo dove si fondono ricordi, semplicità di sentimenti, piacere della memoria ricordata e un po’ inventata. Questa “filosofia della semplicità” domina tutto il film, dove la storia, anch’essa semplice (e non è certo una novità, per i film del regista bolognese) serve solo a tratteggiare persone e modo di pensare di tanto tempo fa. Così, i veri protagonisti del film diventano l’opportunismo (dei matrimoni combinati), le infedeltà (quasi un obbligo dell’uomo, in un mondo in cui la donna, “angelo del focolare” secondo la retorica del ventennio, aveva come solo diritto – o per meglio dire prerogativa – quello della comprensione, del timor di Dio e della tolleranza), il perbenismo di un regime riassunto nella scritta «Amate la terra, sorgente di vita», che si intravede in una scena del film.

Cesare CremoniniLa semplicità della storia è, per certi versi, esaltata dalla struttura dei protagonisti, banale e ipocrita, volta come sempre al tornaconto personale (Sposi, sotto questo punto di vista, ne rappresenta il vero specchio). Così, da una parte troviamo un Cesare Cremonini nel ruolo di un personaggio a metà tra un dagherrotipo di un passato dimenticato e una mentalità arretrata ancora presente in certe zone d’Italia fino a pochi decenni fa, dall’altra una Micaela Ramazzotti a suo agio in una parte non proprio vicina a certi personaggi solo apparentemente deboli di alcune sue recenti presenze sullo schermo. Ma soprattutto spiccano, nell’affresco di una società rurale tanto cara al fascismo, le figure lontane nel tempo dei due genitori, interpretati da un Gianni Cavina, ancora una volta al di sopra delle righe, e da un irriconoscibile Andrea Roncato, specchiato simbolo della capacità di Avati di trasformare personalità di attori votati a ben altro ruolo. Su tutto domina l’intima lega di mediocrità, nostalgia, semplicità e ipocrita perbenismo, cose che quasi sempre ci hanno regalato molti piccoli capolavori di questo nostro grande regista. Il tutto su una colonna sonora particolarmente integrata, scritta da un inaspettato Lucio Dalla.


La locandinaTitolo: Il cuore grande delle ragazze
Regia: Pupi Avati
Sceneggiatura: Pupi Avati
Fotografia: Pasquale Rachini
Interpreti: Micaela Ramazzotti, Cesare Cremonini, Gianni Cavina, Sydne Rome, Andrea Roncato, Massimo Bonetti, Erica Blanc, Manuela Morabito, Gisella Sofio
Nazionalità: Italia, 2011
Durata: 1h. 25′


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