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"Insurgent" di Robert Schwentke

16 aprile 2015 Recensioni 1 Commento
The Divergent Series: Insurgent

Eagle Pictures, 19 Marzo 2015 – Ignobile

Dopo essere stati identificati come Divergenti, Tris e Quattro sono in fuga, inseguiti dalla fazione degli Eruditi. I due attraversano la distopica Chicago nella speranza di trovare degli alleati tra i Pacifici, i Candidi, gli Abneganti, gli Intrepidi e gli Esclusi, tutti ridotti a una massa di ribelli impoveriti…


Theo James precede Shailene Woodley e Ansel Elgort in una scena di InsurgentInsurgent è il secondo dei quattro film previsti per chiudere la trilogia letteraria di Divergent, perché l’ultimo sarà ripartito in due parti come ormai va tanto di moda (Harry Potter e Hunger Games docet). Forse non entusiasti dei risultati al botteghino (meno di 300 milioni di dollari incassati in tutto il mondo), Red Wagon e Paragon cambiano molte pedine rispetto al primo episodio. A partire dal regista: Robert Schwentke, decisamente più votato a film “introspettivi” che action (Flightplan, la serie Tv Lie to Me) ma qui irriconoscibile. Resta il cast conosciuto nel primo film, e continuano a persistere tutti i problemi evidenziati nel corso della prima opera.

Shailene Woodley in InsurgentCi si aspetterebbe il chiarimento di molti punti rimasti in sospeso, un’analisi introspettiva più accurata dei personaggi, un approfondimento dei legami e dei non legami tra una casta e l’altra, ponendo enfasi laddove i titoli di coda del primo film avevano bruscamente tagliato tutto. Il risultato, invece, è un action-movie che ricorda molto i cartoni animati di G.I. Joe (ma fortunatamente senza arrivare agli abissi del film), in cui si corre e si spara e ogni tanto ci si ferma a riflettere, ma nel momento in cui sta nascendo quel feeling spettatore/personaggio necessario a far innamorare o immedesimare si torna nuovamente a correre, chiarendo anche il perché i nostri abbiano tutti corpi da centometristi.

Theo James e Shailene Woodley in una scena di InsurgentSchwentke sembra insomma solo omonimo del filmaker dietro l’inquietante Flightplan e il profondo Lie to Me, una serie che più di ogni altra ha mostrato come nei dettagli, nei micro-movimenti, si insidino le differenze… e le divergenze. Gli attori hanno invece una resa identica al primo episodio, come se li avessero girati contemporaneamente invece che a un anno di distanza, e così i vari personaggi: i cattivi sono cattivi e basta, non ci sono storie passate a giustificare la loro indole né una reale motivazione a validare la loro profonda bastardaggine; i buoni invece sono tutti gli altri, alcuni ascrivibili al periodo dei figli dei fiori altri meno buoni ma pur sempre giusti rispetto a chi vuole imporre un regime dittatoriale.

Miles Teller e Shailene Woodley in InsurgentPurtroppo la mediocrità è spalmata ovunque, e quella sensazione di film tanta azione e poco cervello finisce per infastidire davvero. Insurgent fallisce quindi miseramente laddove i competitor hanno invece creato una solida base su cui costruire seguiti e spin-off. Giunti quindi al giro di boa viene da chiedersi: sarebbe il caso di un terzo capitolo subito, o meglio concedersi saggiamente qualche anno sabbatico,e sondare/capire come rendere al meglio un best seller di caratura internazionale?


La locandina di The Divergent Series: InsurgentTitolo: The Divergent Series: Insurgent (Id.)
Regia: Robert Schwentke
Sceneggiatura: Brian Duffield, Akiva Goldsman, Mark Bomback
Fotografia: Florian Ballhaus
Interpreti: Shailene Woodley, Theo James, Naomi Watts, Kate Winslet, Octavia Spencer, Miles Teller, Zoë Kravitz, Ben Lloyd-Hughes, Tony Goldwyn, Ashley Judd, Konrad Howard, Lucella Costa, Ray Stevenson, Jonny Weston, Keiynan Lonsdale, Suki Waterhouse, Maggie Q, Daniel Dae Kim
Nazionalità: USA, 2015
Durata: 1h. 59′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Personalmente non mi ha annoiato ma mi ha saputo ben intrattenere, ben collegato col capitolo precedente che apprezzai abbastanza.
    Reputo migliore questo capitolo piuttosto che il predecessore, vuoi per le scene action ben girate e le trovate di regia quali le prove sostenute dalla protagonista ed i mirabolanti effetti speciali.
    Un buon blockbuster insomma.
    Qualche leggerezza di sceneggiatura qua e la e le non eccelse prestazioni attoriali sono i difetti che mi sento di dire.

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