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"Divergent" di Neil Burger

15 aprile 2015 Recensioni 3 Commenti
Divergent

Eagle Pictures, 3 Aprile 2014 – Incompleto

In un futuro post-apocalittico la società è organizzata in caste fortemente tipitizzate, che al compimento della maggiore età determinano il futuro di ciascun individuo a eccezione di uno sparuto gruppo – i “divergenti” – in grado di frantumare questa utopistica settorializzazione…


Theo James e Shailene Woodley in DivergentFuturo distopico, scenari post-apocalittici, genere umano in balia di un pugno di ferro in grado di “raddrizzare” il caos imperante e… gli eroi e le eroine di turno che si contrappongono a un ordine imposto con la più assordante delle rivolte. Siamo nuovamente in tema di lungometraggi partoriti sulla scia di trilogie cartacee, nuovamente sul quel genere oramai ascrivibile al filone Hunger Games. Si potrebbe parlare di “vacche grasse”, di periodo fertile da spremere il più possibile e cavalcare con opere che diano al pubblico ciò che il box office a gran voce reclama, per cui anche Neil Burger -dopo i giochi illusionistici di The Illusionist e il meno fortunato Limitless – sceglie di portare sul grande schermo il best seller di Veronica Roth, con due sceneggiatori di peso e un cast di notevole caratura.

Kate Winslet in DivergentDivergent è meno stereotipato del primo Hunger Games poiché l’originalità della trama vuole in realtà porre l’accento su come le diversità, le divergenze, abbiano una loro ragione d’essere: si può essere diversi ma non per questo essere considerati dei reietti o soggetti da braccare come serial killer. Il film cerca proprio di far emergere questo messaggio grazie alla protagonista, Beatrice Prior (la Shailene Woodley di Colpa delle Stelle e Paradiso amaro), una divergente in rotta con il sistema e poco “empatica” a Jeanine Matthews (Kate Winslet), ma compresa e amata dal belloccio di turno, con cui cercherà di restare in vita per gli episodi che seguiranno.

Shailene Woodley in DivergentLa pellicola avrebbe davvero potuto lasciare un segno, ma il risultato è solo parziale: se la prima parte riesce a far immergere lo spettatore con una descrizione profonda e circostanziata in linea con le pagine del libro, la seconda subisce una brutale accelerazione comprimendo, letteralmente, capitoli su capitoli e asfaltando come un rullo compressore tutte quelle tematiche abbozzate nei primi 40 minuti. Si finisce così per assistere a un film che ammicca più ai giovani che non a un pubblico adulto perché, probabilmente, la volontà di far staccare i biglietti per i capitoli successivi hanno avuto la meglio sulle voragini narrative create.

 Zoë Kravitz e Shailene Woodley in una scena di DivergentLa storia d’amore passi che non debba essere ad alto tasso glicemico, ma è nata e vissuta in una manciata di scene che danno l’impressione di aver perso degli spezzoni di film entrando o uscendo dalla sala. O i dialoghi stessi, che mancano sempre di una motivazione esaustiva per poter passare rapidamente oltre. Il problema è proprio la serialità, perché sapendo a propri che alcune tematiche potranno essere riprese e sviscerate nei seguiti si è portati ad accennarle, forse auspicando che ciò sia da calamita per scoprire cosa possa accadere, quali segreti siano in realtà celati o il perché di un percome… E il pubblico, come un gregge fuori dal recinto, possa a comando tornare in sala.


La locandina di DivergentTitolo: Divergent (Id.)
Regia: Neil Burger
Sceneggiatura: Evan Daugherty, Vanessa Taylor
Fotografia: Alwin H. Küchler
Interpreti: Shailene Woodley, Theo James, Kate Winslet, Zoë Kravitz, Miles Teller, Tony Goldwyn, Ashley Judd, Jai Courtney, Ray Stevenson, Ansel Elgort, Maggie Q, Mehki Phifer, Ben Lloyd-Hughes, Christian Madsen, Amy Newbold, Ben Lamb, Rotimi, Justine Wachsberger
Nazionalità: USA, 2014
Durata: 2h. 20′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Plissken scrive:

    Concordo con il Degni solo per ciò che concerne gli aspetti negativi; difatti, credo che questo sia uno dei peggiori film che io abbia visto ultimamente. Pretenzioso, prolisso e decisamente irritante (perlomeno per chi abbia più di 14 anni…) questo polpettone adolescenziale non ha trovato, nei miei personali gusti, alcuna valenza in positivo sia per ciò che concerne gli aspetti emozionali che quelli più “tecnici”, a cominciare dalla regia fino all’interpretazione degli interpreti degni della saga di “Twilight”.

    Da evitare come la peste.

  2. Marco scrive:

    Al contrario di Plissken io mi trovo più in sintonia con la recensione. Però il film l’ho apprezzato per più della metà poi, nell’ultima parte, mi trova d’accordo sulla malaugurata accellerazione di eventi a discapito di un reale godimento da parte dello spettatore che verrà travolto e sorbirà svogliatamente.
    Burger gestisce al meglio le scene e sa non annoiare ma non riesce ad elevarsi più di tanto e non ci regala momenti quantomeno memorabili.
    La Woodley migliore del comparto, alquanto pessimi tutti gli altri.

    P.S. Non capisco perchè si dica che i due sceneggiatori siano “di peso”, guardando la loro filmografia non ho visto lavori così importanti.

  3. Alberto Cassani scrive:

    “Di peso” non vuol dire che siano bravi, ma che hanno fatto cose importanti. Daugherty ha scritto le Turtles, che ha incassato 500 milioni di dollari in tutto il mondo, e adesso sta lavorando al nuovo Tomb Raider; la Taylor invece ha lavorato soprattutto in televisione e soprattutto come produttrice, però di serie come Il trono di spade e Alias. Non sono nomi famosi né di estremo talento, ma non sono gli ultimi arrivati.

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