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"Io, Robot" di Alex Proyas

21 ottobre 2004 Recensioni 3 Commenti
Io, robot

20th Century Fox, 28 Ottobre 2004 – Leggero

Nella Chicago del 2035 i robot sono ormai parte della vita quotidiana, perfettamente integrati nella società e del tutto innocui per gli esseri umani. La morte di un importante scienziato robotico sembra però da attribuire proprio ad un robot, e un giocane poliziotto si trova a investigare sul complicato caso…


Sonny il robot in una scena di Io, robotIl superuomo, il prescelto o l’eletto di turno – fate un po’ voi – che anche stavolta ha il difficile compito di risolvere l’arcano e salvare così l’intera razza umana dalle macchine ribelli è niente meno che il man in black Will Smith. E’ lui la star che eredita l’impavido ruolo che fu del Tom Cruise di Minority Report e molto prima dell’indimenticabile Harrison Ford di Blade Runner, ma il suo è senza dubbio un personaggio più sciolto, molto più disinvolto rispetto agli suoi austeri predecessori.

Will Smith in una scena di Io, robotE’ questa forse la chiave più immediata che meglio può farci oggettivamente arrivare alla conclusione che Io, Robot – pur essendo tratto dai racconti di una delle penne più celebri (se non la più celebre) della storia della fantascienza, e cioè quella di Isaac Asimov – è senza dubbio un film che più degli altri è dedicato al grande pubblico delle famiglie. Quindi un film che arriva sì dalla sfavillante Hollywood ma che in realtà ha origini molto più lontane, forse troppo lontane per riuscire a rendere il giusto omaggio a chi queste storie le ha pensate e messe su carta più di cinquant’anni fa, senza avere a disposizione tutta questa grazia per raccontarcele. E’ infatti più un divertente action-thriller futuristico che un kolossal di fantascienza, questo nuovo lavoro di Alex Proyas (Il Corvo), assolutamente niente a che vedere con le atmosfere fredde e introspettive e con le tematiche psico-esistenziali della raccolta di racconti dall’omonimo titolo da cui è tratto. Un film che nonostante sia stato sfacciatamente incentrato sul fascino (oltre che sugli incassi) che da sempre sono capaci di esercitare sul grande pubblico le produzioni zeppe di effetti speciali, è risultato divertente ed a tratti anche appassionante.

Will Smith in Io, robotL’ambientazione nella Chicago del 2035, ricostruita alla grande con l’aiuto della computer graphic, ricorda molto le cupe atmosfere di Dark City (film in cui Proyas aveva probabilmente dato il massimo sia come sceneggiatore che come regista), solo che in più stavolta ci sono i robot, robot che non si travestono da umani, robot creati dagli umani per alleggerire loro la vita, insomma: robot visti più come elettrodomestici che come una minaccia, robot la cui morfologia facciale riesce a sorprendere anche i più scettici.

Will Smith e Bridget Moynahan in Io, robotCome ha dichiarato apertamente anche Will Smith, è difficile trovare una trama profonda ed intelligente quando c’è da buttarci dentro tutti questi effetti speciali, e c’è da dire che per tre quarti di film l’impresa sembrava quasi essere riuscita. Più ci si avvicina alla fine, però, e più si ha la sensazione che la storia – nei particolari più importanti – sia eccessivamente forzata verso le necessità narrative e spettacolari, senza preoccuparsi minimamente di darle oggettivamente senso. In definitiva quindi, siamo di fronte ad una grande operazione commerciale.

Un po’ un minestrone quindi, ma dal sapore sicuramente piacevole. Dedicato agli amanti della fantascienza, degli effetti speciali e a chi è cresciuto a pane e Jeeg Robot e vuole rendersi conto di quanto i tempi siano cambiati.


La locandina statunitense di Io, robotTitolo: Io, Robot (I, Robot)
Regia: Alex Proyas
Sceneggiatura: Jeff Vintar, Akiva Goldsman
Fotografia: Simon Duggan
Interpreti: Will Smith, Bridget Moynahan, Alan Tudyk, James Cromwell, Bruce Greenwood, Adrian L. Ricard, Chi McBride, Jerry Wasserman, Fiona Hogan, Peter Shinkoda, Terry Chen, David Haysom, Scott Heindl, Sharon Wilkins, Craig March
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 1h. 55′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    originale e abbastanza fedele ad asmov, con uno smith finalmente convincente dopo troppi ruoli da duro fighetto.

  2. El Duderino scrive:

    No scusa ma abbiamo visto lo stesso film o è un’altra versione di Io,Robot ? Magari una senza il finale con i jets che sfrecciano in cielo (e non mi ricordo se c’è pure la bandiera americana)…

  3. Capirebattiato scrive:

    povero Asimov.
    e Will Smith è così poco fighetto in questo film che fa 2min. di markettone alle “converse” che si sa, hanno un target parecchio adulto..

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