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"John Wick" di Chad Stahelski

22 gennaio 2015 Recensioni 11 Commenti
John Wick

M2 Pictures, 22 Gennaio 2015 – Avvolgente

John Wick ha da poco seppellito la moglie, morta per un’improvvisa malattia, e vive con il piccolo cagnolino che lei gli ha donato come regalo di addio. Una notte, però, il figlio di un mafioso russo entra in casa sua, gli ruba l’auto e gli uccide il cane. Per ottenere vendetta, John Wick è deciso a mostrare ai russi chi è veramente…


Keanu Reeves in John WickAll’inizio di Redemption, se non si ha bene idea di che tipo di film si sta guardando, si ha l’impressione che da un momento all’altro ci debba essere una brusca accelerata verso il cinema d’azione cui Jason Statham ci ha abituati. John Wick dà la sensazione esattamente opposta: nonostante una prima scena che fa presagire sparatorie a iosa e morti ammazzati a pacchi, il film si fa subito lento e riflessivo. E lo fa in maniera talmente naturale che viene facile convincersi che quella sarà – giustamente – la cifra stilistica da lì alla fine. Così, quando la violenza esplode ci sentiamo davvero avvolti dal mondo in cui il protagonista vive e il cambio di tono ci colpisce più duramente, rendendo anche credibili le tante forzature di sceneggiatura.

Alfie Allen e Michael Nyqvist in John WickDiretto dagli stuntman Chad Stahelski e David Leitch ma accreditato solo al primo per questioni sindacali, John Wick sembra essere a metà strada tra un gangster movie di Hong-Kong e un western con Clint Eastwood. Regia e sceneggiatura non sono certo prive di difetti, ma l’insieme funziona egregiamente e tanto il protagonista è interessante quanto le sue azioni sanno essere esaltanti. Pur essendo tutt’altro che credibile, il sottobosco di “professionisti” che viene qui disegnato riesce a colpire, grazie anche all’ufficio casting che l’ha riempito di volti abbastanza conosciuti. Ed è forse proprio questo il vero valore del film: il mondo di John Wick è finto e irrealistico, ma anche estremamente affascinante. E anche se John Wick non ha nulla per trascendere il genere e piacere davvero a un pubblico variegato, ha tutto perché ci si possa accontentare e uscire comunque soddisfatti dalla sala.


La locandinaTitolo: John Wick (Id.)
Regia: Chad Stahelski & David Leitch
Sceneggiatura: Derek Kolstad
Fotografia: Jonathan Sela
Interpreti: Keanu Reeves, Michael Nyqvist, Alfie Allen, Willem Dafoe, Dean Winters, Adrianne Palicki, Ian McShane, John Leguizamo, Bridget Moynahan, Lance Reddick, Omer Barnea, Toby Leonard Moore, Daniel Bernhardt, Bridget Regan, Keith Jardine
Nazionalità: USA – Canada – Cina, 2014
Durata: 1h. 40′


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Attualmente ci sono 11 commenti a questo articolo:

  1. Plissken scrive:

    Nel complesso personalmente l’ho trovato un buon film, godibile e che fila via liscio. Concordo con quanto espresso in recensione anche se il termine “riflessivo” risulta forse un po’ “enfatico” in quanto pur avendo uno svolgimento a tratti posato, in molte parti la pellicola non si discosta dai consueti canoni dell’action movie, pur mantenendosi fortunatamente distante dalle varianti più becere; insomma se è vero che siano distanti dallo Statham style non ci approssimiamo nemmeno a “Drive” tanto per capirsi, giusto nel caso qualcuno equivocasse.

    Sono comunque d’accordissimo sul fatto che la visione lascia soddisfatti, mademoiselles comprese perlomeno per la presenza del Reeves… in caso di eventuale serata con fidanzata/moglie.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Ma infatti questo è una via di mezzo tra i due “generi”: ti aspetti un film alla Jason Statham invece parte come volesse essere un Drive, e quando poi stai entrando nell’ordine di idee di vedere Drive diventa un film di Jason Statham…

  3. Plissken scrive:

    Cassani visto che questo film non ti è dispiaciuto, dovresti dare un’occhiata a “The equalizer” di Fuqua, che vede nel soggetto e nello svolgimento parecchi punti in comune con quanto sopra ed al quale direi si possono tranquillamente assegnare gli stessi difetti e pregi con i quali hai descritto “John Wick”.

    Personalmente però, per quanto abbia apprezzato nel genere “John Wick”, m’è parso più incisivo, coinvolgente e quindi “divertente” il film di Fuqua.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Trovo piuttosto improbabile che Fuqua abbia finalmente realizzato un film almeno decente, ma magari una possibilità gliela do.

  5. Plissken scrive:

    Resta inteso che si tratta di un semplice film di intrattenimento, alla stregua di quello in questa sede recensito, ma sarei curioso di conoscere le tue impressioni in un eventuale confronto con il Wick ammesso tu sia interessato a prenderne visione.

  6. Plissken scrive:

    A proposito… beh dai, non dico siano dei capolavori per carità, ma sia “Training day” che “Brooklyn’s finest” mi pare possano meritarsi ampiamente la “decenza”…

  7. Alberto Cassani scrive:

    Nel genere, secondo me peggio di Fuqua c’è solo David Ayer.

  8. Plissken scrive:

    Ayer secondo me è infinitamente peggio; reputo Fuqua su di un altro livello per quanto non certamente eccelso. Pour parler eh.

  9. M.A.G.D scrive:

    Secondo me Fuqua è come i fratelli Wachowski pero in versione “Action/Polizia Realistica”, hanno avuto solo un successo a mio parere, uno ha fatto Training Day ( che non è piaciuto a Cassani) e gli altri hanno fatto solo Matrix.
    Ayer è una copia di Fuqua sia nello stile (anche se meno frenetico) che nella trama (ovviamente Ayer gli scriveva i copioni a Fuqua).

  10. Marco scrive:

    Concordo con la recensione. Godibile e non annoia. Un buon action.

  11. Donato scrive:

    Visto poco tempo fa. Ne ho ricavato una buona impressione. Storia ed ambientazione sono, come evidenziato in recensione, del tutto irrealistiche, ma il pregio del film risiede nel fatto che esso da allo spettatore esattamente ciò che lo spettatore vuole (e pretende) da un film di questo genere, ovvero soddisfazione, fomento e adrenalina derivanti dall’assistere ad una vendetta che si compie in maniera implacabile.

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