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"Le confessioni" di Roberto Andò

6 maggio 2016 Recensioni 0 Commenti
Le confessioni

01 Distribution, 21 Aprile 2016 – Indeciso

In un lussuoso hotel tedesco si tiene il G8 dei ministri dell’economia. L’incontro è arricchito da alcuni personaggi estranei al contesto politico: un monaco, una scrittrice e un musicista. Tutto si interrompe quando Daniel Rochè, organizzatore del summit, viene trovato morto poco dopo aver depositato la sua confessione al monaco…


Una scena di Le confessioniIl regista di Viva la libertà si riprende Servillo, lo veste di bianco e lo catapulta all’interno di un hotel in cui si deciderà il destino economico del mondo. Con la sua semplicità il monaco certosino sembra perdersi nell’enormità delle stanze dell’albergo e non avere nulla in comune con i personaggi austeri presenti all’incontro. E’ lui a vestire i panni di un giudice supremo che ha in pugno i giochi di potere, politico ed economico, dimostrando grazie alle confessioni dei singoli personaggi quanto questi siano legati alle loro coscienze.

Toni Servillo in Le confessioniLa cornice di asettica austerità dipinta da Andò fa da sfondo a un giallo metafisico che si mescola al thriller politico, faticando però a decollare definitivamente, forse a causa della forzata ricerca di un’inutile sofisticatezza, evidenziata dai numerosi rimandi a Sorrentino (Youth e Il Divo su tutti). I presupposti per un buon film ci sono, ma Le confessioni funziona solo a tratti, perdendosi tra inutili simbolismi e sentenze indecifrabili, alla spasmodica ricerca di una complessità non necessaria.

Connie Nielsen in Le confessioniDurante il suo percorso il film smarrisce più volte se stesso, a causa anche di un giallo “da camera” che gioca a omaggiare Hitchcock e Polanski ma che manca di una precisa identità, oltre che di uno svolgimento accattivante. Non a caso i momenti più riusciti sono quelli in cui si riconosce una verve pungente ma allo stesso tempo riflessiva, di chiara denuncia nei confronti di un sistema che conosce bene i numeri ma non se stesso. L’eterogeneità dei personaggi messi in scena, inizialmente destabilizzante, inizia però a prendere forma delineando l’effettiva utilità delle tre schegge impazzite (il monaco, la scrittrice e il musicista). Purtroppo, però, nel momento decisivo il meccanismo sembra imbrigliarsi e non scegliere nessuna tra le numerose alternative proposte, palesando l’inadeguatezza di questa commistione di stili e generi.

Daniel Autueil in una scena di Le confessioniNonostante ciò Le confessioni rimane un film che, seppure in modo confuso, ha qualcosa da dire: non lo urla né lo sussurra, ma lo fa capire con l’arma preferita da Salus: il silenzio. L’apocalisse economica della società occidentale parte dalle sale di un albergo di lusso, ad opera di otto ministri dell’economia, e si muove silenziosamente attraverso l’intimità delle confessioni di ognuno di essi, trasmutandosi da formule matematiche a pensiero, parola, o ancor meglio – appunto – silenzio.


La locandina di Le confessioniTitolo: Le confessioni
Regia: Roberto Andò
Sceneggiatura: Roberto Andò
Fotografia: Maurizio Calvesi
Interpreti: Toni Servillo, Daniel Auteuil, Connie Nielsen, Pier Francesco Favino, Moritz Bleibtreu, Marie-Josée Croze, Richard Sammel, Johan Heldenbergh, Stéphane Freiss, Aleksei Guskov, Ernesto D’Argenio, Lambert Wilson, Julian Ovenden, Togo Igawa, Andy de la Tour
Nazionalità: Italia – Francia, 2016
Durata: 1h. 40′


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